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La Toscanini risponde al comunicato dei sindacati sul licenziamento di un loro professore d’orchestra

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sede Fondazione Arturo Toscanini
sede Fondazione Arturo Toscanini

La Toscanini – Comunicato Stampa

Con riferimento a quanto pubblicato su taluni siti web per iniziativa delle organizzazioni sindacali, negli stessi articoli precisate, circa il licenziamento di un Professore della propria Orchestra, la Fondazione Toscanini non può che esprimere sconcerto per la strumentale iniziativa di cui è fatta oggetto.

Non corrisponde assolutamente al vero che il licenziamento sia da ricondursi al rifiuto dell’effettuazione del tampone prescritto dai protocolli di sicurezza.

Questo lo svolgimento reale dei fatti.

In vista di una produzione presso il Teatro Regio di Parma, che coinvolgeva, oltre alla Toscanini, coristi, cantanti, operatori Rai e personale tecnico, in un momento in cui la città di Parma era in “zona rossa”, anche ai Professori d’orchestra, come a tutti gli artisti e le maestranze coinvolte nella produzione, è stato chiesto di effettuare il tampone espressamente previsto dalla normativa vigente, per garantire la massima sicurezza a tutti i presenti.

A fronte dei continui e reiterati rifiuti (documentati da un corposo dossier) opposti dal lavoratore a sottoporsi a qualunque tipo di indagine validata dal sistema sanitario (anche ad effettuare test sierologici o tamponi oro-faringei che non avrebbero influito sui problemi di epistassi dichiarati), la Fondazione, per tutelare la sicurezza di tutti i lavoratori, si è vista costretta ad esonerare il Professore dalla partecipazione all’evento, disponendo la dispensa dal servizio. 

In aperto e voluto contrasto con detta disposizione di servizio, il 22 marzo scorso, il Professore si è ugualmente recato presso il Teatro Regio, pretendendo di rendere l’attività, pur essendo l’unico dei numerosi presenti a non aver effettuato il prescritto accertamento diagnostico, vanificando di fatto l’efficacia dei protocolli adottati.

Solo dopo numerose insistenze da parte dei responsabili dell’Orchestra ed all’esito di un serrato confronto telefonico con l’ufficio del personale – durante il quale il professore, oltre al resto, trascurava di indossare correttamente la mascherina protettiva – il lavoratore si è allontanato dal Teatro.

Tali circostanze sono state oggetto di contestazione disciplinare e, in sede di audizione, il Professore, che, si sottolinea, rivestiva anche il ruolo di rappresentante sindacale nonché di componente del “Comitato di sicurezza” (ex. Art. 19 del protocollo 24/04/2020), avvalendosi dell’assistenza di un funzionario della organizzazione di appartenenza, ha dichiarato di non sentirsi esonerato dalle prove, considerandosi “una persona sana pur non avendo effettuato il tampone”. Senza tenere conto che, così facendo, non ha rispettato il protocollo adottato, contravvenendo deliberatamente anche ad un ordine aziendale imposto per la sicurezza collettiva.

Sono queste le reali ragioni per cui la Fondazione, preso atto della gravità degli ostinati e reiterati comportamenti del Professore, è stata costretta a recedere dal rapporto; e ciò, nel pieno e dovuto rispetto delle responsabilità, che in tema di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, ricadono sul datore di lavoro.

La questione è stata oggetto di una richiesta di confronto da parte di SLC Cgil, FISTeL-CISL, UILCOM e FIALS, a cui la Fondazione Toscanini ha risposto con la massima disponibilità. In quella sede i vertici aziendali hanno espressamente chiarito che la condotta oggetto di contestazione è l’aver deliberatamente disatteso un preciso ordine di servizio: l’esonero del Professore, in difetto dei dovuti accertamenti diagnostici, dall’evento presso il Teatro Regio di Parma. Circostanza ben diversa da quella dichiarata dalle organizzazioni sindacali. 

Sorprende e desta sconcerto, dunque, la strumentalizzazione mediatica che, in un momento così delicato, le entità sindacali hanno inteso porre in essere, anche alla luce dello spirito e della sensibilità che hanno ispirato la loro fattiva promozione e partecipazione alla gestione della crisi sanitaria, a salvaguardia della sicurezza del lavoro.

Quanto sopra anche a fronte dei notevoli sforzi ed investimenti che la Fondazione ha sostenuto per garantire la sicurezza del proprio personale, durante tutto il periodo della pandemia.

Il che ha consentito di dar corso all’attività produttiva, secondo modalità compatibili con la situazione sanitaria, limitando al minimo il ricorso al FIS – Fondo di integrazione salariale gestito dall’Inps – e i conseguenti oneri a carico dell’intera collettività.

Ufficio Stampa: Veronica Boldrin – [email protected] – m. +39 3332321222

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allegato 26 dpcm 2 marzo 2021 Spettacolo dal vivo

 

 

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