Home Skenet Fondazione Teatro Due C.S.FRATTO_X Arena Shakespeare lunedì 18 luglio alle ore 21.15

C.S.FRATTO_X Arena Shakespeare lunedì 18 luglio alle ore 21.15

257
0

FRATTO_X
di Flavia Mastrella, Antonio Rezza

con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista

 

habitat Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli

luci Mattia Vigo
luci e tecnica Daria Grispino
organizzazione generale Stefania Saltarelli
macchinista Andrea Zanarini
sartoria Marcella Sepe
metalli CISALL

produzione REZZAMASTRELLA, Fondazione TPE, TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello

ARENA SHAKESPEARE
18 LUGLIO 2022, ORE 21.15
Nel teatro della coppia Rezza Mastrella, binomio artistico inimitabile nel panorama teatrale contemporaneo insigniti del Leone d’oro alla carriera per il Teatro alla Biennale di Venezia 2018, la genialità scaturisce dalla più totale mancanza di regole, o meglio dalla decostruzione delle regole che ci diamo per vivere nella realtà.

Stralunata rappresentazione dell’Uomo alle prese con il puro Assurdo, vorticoso e provocatorio, Fratto_X, spettacolo storico della compagnia arriva in Arena Shakespeare lunedì 18 luglio alle ore 21.15 a conclusione dell’attività estiva di Fondazione Teatro Due.

Fratto_X è un lavoro debordante, travolge il teatro, la tv, il cinema, i rapporti di coppia, la società, l’autorappresentazione, ci porta nel profondo del nostro Io diviso, rovesciandoci dalle risate.

Il gioco dell’attore dal corpo scatenato, dell’intellettuale affilato, si muove nei sorprendenti ambienti scenici di Flavia Mastrella, artista capace di creare habitat per il corpo dell’attore, cinico, mistico, spiritato. Di Fratto_X hanno detto che: è un nichilistico balletto sul nulla, che strappa la pancia delle risate, che fa tornare bambini mentre ti azzanna, ti scuote, e ti riduce alla stupidità primigenia, necessaria”; che è “come la metafisica spiegata da Achille Campanile”

Ma gli spettacoli di Rezza-Mastrella non si possono spiegare, vanno visti e digeriti.
In Arena Shakespeare l’occasione di vedere uno degli spettacoli più iconici di questa coppia di “poeti dell’assurdo”.
Informazioni e biglietteria: tel 0521.230242 – biglietteria@teatrodue.org

NOTE DI REGIA

Il telecomandato gira in cerchio: la spensieratezza non ha luogo. Entra la ferraglia con la pelle appesa. E con la voce forte. Si gira e se ne va. Urla da lontano parole piene d’eco. Torna e se ne va. L’eco ammutolisce. Un taxi perduto è un lamento mancato, disperazione in cerchio con autocritica fasulla, vittimismo di regime, modestia tiranna e tirannia del consueto. Tutto ciò che si assomiglia va al potere. E Rocco e Rita a fare uno il verso non dell’altro ma dell’uno. A imitar sé stessi c’è sempre da imparare. Ma chi imita sé stesso è la cancrena nell’orecchio di chi ascolta. E marcisce l’ambizione. L’ansia non è uno stato d’animo ma un errore posturale. Forma e demenza non viaggiano mai sole. Tra le dune di un deserto, uccelli migratori volano felici sulla testa di due uomini sereni, lievemente turbati dall’arroganza del potente di turno, essere antropomorfo con le braccia malformate dal compromesso elettorale. La cultura è fatta a pezzi da chi ama sceneggiare. E poi la voce di uno fa parlare l’altro che muove la bocca per sentito dire. E si lamenta del suo poco parlare con la voce che lo fa parlare. Litiga con la voce che lo tiene al mondo. Applausi a chi ha ben poco da inchinare. Rarefatta dalla santità, Rita da Cascia oltraggia la provenienza, si ama non per sentimento ma per residenza: siamo sotto un fratto che uccide, si muore per eccessiva semplificazione. Il lottatore di sumo desume che dedurre è un eccesso. Sindoni a confronto con cartoni animati redentori. Guerrieri di ritorno da niente e specchi carnefici a mettere parole in bocca allo specchiato. 

Si può parlare con qualcuno che ti dà la voce?

Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda?
Due persone discorrono sull’esistenza.
Una delle due, quando l’altra parla, ha tempo per pensare: sospetta il tranello ma non ne ha la certezza.
La manipolazione è alla base di un corretto stile di vita. Per l’ennesima volta si cambia forma attraverso la violenza espressiva. Mai come in questo caso o, per meglio dire, ancora come in questo caso, l’odio verso la mistificazione del teatro, del cinema, della letteratura, è implacabile. Il potere sta nel sopravvivere a chi muore. Noi siamo pronti a regnare. Bisognerebbe morire appena un po’ di più.

Antonio Rezza

L’habitat di Fratto_X è un impeto da suggestioni fotografiche.
Le immagini raccontano la strada che corre e l’impossibilità di agire.
Scie luminose si materializzano con l’inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino. Come anche Fratto_X è un ideogramma, insegue la leggera freschezza vibrante del tratto e il colore saturo dell’immagine in 3D. Una distesa di pelle calda organizza figure antropomorfe, sommerse dalla carne e dalla carnalità, vittime disponibili alla persuasione di massa.

L’inutilità permea e comprime i personaggi che si affacciano da un divieto X. La Sedia, mezzo mutante color azzurro, pelle e ruggine, è presa in prestito dal teatro di narrazione.

Il Telecomandato geneticamente alterato e il Miracolo dell’urbanizzazione sono sculture mobili dipendenti.

La carcassa del guerriero viene riproposta come presenza epica solo nella forma e nell’atteggiamento.

Flavia Mastrella

Previous articleÈ morto Eugenio Scalfari, il fondatore di Repubblica
Next articleMUSICA CON VISTA 2022. IL QUARTETTO IN TRE SECOLI