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TEATRO DUE CLASSIC Ivanov in streaming 16 gennaio 2021, ore 18.00

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IVANOV
di Anton Čechov









TEATRO DUE CLASSIC
Spettacoli dall’Archivio di Fondazione Teatro Due in streaming sul web

IVANOV
di Anton Čechov

nuova traduzione Danilo Macrì

con 

Filippo Dini, Sara Bertelà, Nicola Pannelli, Gianluca Gobbi, Orietta Notari, Valeria Angelozzi,

Ivan Zerbinati, Ilaria Falini, Fulvio Pepe 

musiche Arturo Annecchino

scene e costumi Laura Benzi

luci Pasquale Mari

 

 

regia Filippo Dini

assistente alla regia Carlo Orlando

 

produzione Fondazione Teatro Due, Teatro Stabile di Genova

 

16 gennaio 2021, ore 18.00

A seguire incontro in diretta con il regista e la compagnia

Facebook (TeatroDueParma)

YouTube (TeatroDueParma)

 

 

 

PREMIO LE MASCHERE DEL TEATRO 2016 A FILIPPO DINI PER LA MIGLIOR REGIA

PREMIO ANCT A ORIETTA NOTARI PER LA SUA INTERPRETAZIONE

 

Per la serie Teatro Due Classic, sabato 16 gennaio alle ore 18.00 sui canali social di Fondazione Teatro Due sarà trasmesso in streaming Ivanov di Čechov con la regia di Filippo di Dini (YouTube: TeatroDue / Facebook: TeatroDueParma).

“In Čechov il tragico appare sempre un po’ assurdo”, ha affermato Peter Brook, ed è in questa dimensione tragica e allo stesso tempo grottesca che il regista e attore Filippo Dini ha immerso il suo Ivanov, spettacolo prodotto da Fondazione Teatro Due con Teatro Stabile di Genova nel 2015. In scena 9 attori: lo stesso Filippo Dini e Sara Bertelà, Nicola Pannelli, Gianluca Gobbi, Orietta Notari, Valeria Angelozzi, Ivan Zerbinati, Ilaria Falini, Fulvio Pepe, con la nuova traduzione di Danilo Macrì, con scene e costumi ideati da Laura Benzi, luci disegnate da Pasquale Mari e musiche di Arturo Annecchino.

Al termine della trasmissione di Ivanov (ore 20.45 circa), il regista e gli artisti coinvolti nella messa in scena saranno in diretta per parlare dello spettacolo e per rispondere alle domande e alle curiosità degli spettatori.

La tournée che è seguita al debutto ha consacrato Ivanov come uno degli spettacoli migliori dell’anno 2016, a giudizio unanime di pubblico e critica. I giornali hanno scritto “…Ivanov è un esempio di eccellente teatro di rappresentazione, privo di autocompiacimento, fabbrica di storie immortali in grado di rivaleggiare, se non superare, il mondo del cinema”, lo hanno definito “un capolavoro contemporaneo”, hanno affermato che “..è davvero difficile vedere Čechov fatto così bene, almeno da un po’ di anni” e che “…questo Čechov è uno dei migliori mai visti finora.” Il pubblico ha riempito, fra le altre, le sale del Teatro Franco Parenti di Milano, del Teatro Stabile di Genova, del Teatro Eliseo di Roma salutando gli attori, con lunghissimi applausi e manifestando grande divertimento e soddisfazione. Lo spettacolo infine è stato insignito di due importanti riconoscimenti: il Premio Le Maschere del Teatro 2016 tributato a Filippo Dini come miglior regia e il premio ANCT a Orietta Notari per la sua interpretazione.

Quali i motivi di un successo non annunciato, dato che Ivanov è da sempre ritenuto uno dei testi meno riusciti dell’autore russo, il suo primo vero testo teatrale, scritto all’età di 27 anni?

“Ivanov è un testo carico di passione, di erotismo e di comicità. La gente ha un’idea malinconica e polverosa di Čechov, ma quest’opera, nella nuova straordinaria traduzione di Danilo Macrì ha proposto uno sguardo ironico e divertito sulle tragedie umane” – ha spiegato Filippo Dini. “In Ivanov Čechov racconta, con una magistrale commistione di comicità e dramma, gli ultimi anni di vita di un uomo che fa i conti con la propria inadeguatezza verso il mondo e con l’irrimediabile perdita di ogni speranza nei confronti della vita. La sua lotta contro le forze esistenziali opposte che lo stritolano e lo ostacolano quotidianamente nei rapporti con i suoi amici, con i suoi nemici, con sua moglie, si dispiega in scena attraverso un’emotività e una brutalità dirompenti. L’uomo superfluo, come si autodefinisce Ivanov, che non riesce ad applicare le proprie energie alla vita e soccombe al proprio destino, è vittima delle sue stesse passioni; le sue aspirazioni intellettuali unite al perenne senso d’impotenza fanno di lui un eroe negativo, incapace d’affrontare la crisi. Durante i miei studi sul testo ho realizzato che la noia raccontata da Čechov non è quell’accidia petrarchesca tipicamente occidentale, il connubio divano e telecomando. La noia dell’Ivanov è una nevrastenia che nasce dalla commistione di tre elementi: l’incomprensione, la responsabilità e l’impotenza. Un sentimento che racconta la Russia stessa, fatta di spazi enormi che sono contemporaneamente incomprensibili, su cui si sente comunque la responsabilità di doverli “coltivare” e tuttavia ne si avverte l’infinità e l’impossibilità a farlo. Sfatiamo però la convinzione che Ivanov sia un testo noioso e polveroso. La noia, certo, è uno degli argomenti cardine della commedia, anzi, principalmente in tutta la sua produzione letteraria l’autore si è occupato proprio di questo: descrivere i modi più disparati che l’uomo escogita per sottrarsi alla noia”.

La regia di Filippo Dini, alla guida un formidabile ensemble di attori, ha dato vita a personaggi portatori di un infuocato desiderio di resistere allo spleen che li attanaglia, creando una messinscena di coinvolgente passionalità e trascinante ironia.

www.teatrodue.org