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“La Cassazione non ha condannato la Fondazione Regio. La Corte d’Appello valuterà se percorribile l’ipotesi della penale”

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In commissione la querelle con la ex Orchestra del Teatro
“C’è un’ordinanza, non una condanna, della Cassazione che dà ordine alla Corte di Appello di Bologna di valutare l’entità del pagamento da imputare alla Fondazione Teatro Regio, non c’è un ordine a pagare. L’ordinanza ha stabilito che la Corte d’Appello dovrà valutare l’entità di quanto la Fondazione potrebbe essere chiamata a rispondere. Aspettiamo il pronunciamento e poi la Fondazione valuterà dal punto legale, ne stiamo discutendo anche in cda. In due gradi di giudizio la Fondazione ha avuto ragione e per questo non aveva senso andare a una transazione. Al momento non c’è una penale milionaria da pagare, lo diciamo senza minimizzare il caso”.

Lo ha detto il sindaco Michele Guerra e presidente della Fondazione Teatro Regio nel corso della commissione che ha discusso il ricorso dell’Orchestra del Regio contro la Fondazione, ovvero l’annosa querelle che contrappone la Fondazione del Teatro Regio alla ex Orchestra del Teatro Regio.
Vi è stato inadempimento? Se sì ne vanno valutate le conseguenze.

La Suprema corte lo scorso marzo ha accolto il ricorso di Enrico Maghenzani, da 12 anni contrapposto alla Fondazione che nel 2012 dichiarò nulla la convenzione con l’Orchestra, della quale era stato amministratore delegato e liquidatore e che dal Tribunale di Parma era uscito sconfitto il 22 dicembre 2016 e in secondo grado il 28 settembre 2020. L’importo nella convenzione tra le due parti sarebbe di 3,6 milioni e questa potrebbe essere l’importo da valutare da parte dei giudici di Bologna.

“La Cassazione ha detto che la convenzione è nulla ma chiede alla Corte di Appello di valutare se sia percorribile l’ipotesi della penale. La quantificazione è stata decisa in maniera unilaterale da Maghenzani. Nemmeno l’orchestra della Scala ha i costi stabiliti in modo univoco in questo caso”, ha sottolineato l’avvocato della Fondazione Fulvio Villa.

“Il pronunciamento della Cassazione è frutto di una cantonata perché ha tralasciato un procedimento passato in giudicato sulla nullità della convenzione”, ha aggiunto l’avvocato Montanari.

“La nostra preoccupazione per quello che si è venuto a creare è legittima. La convenzione era stata rinnovata dal commissario Mario Ciclosi e poi interrotta dall’ex sindaco Federico Pizzarotti. Qualunque sia l’ammontare della penale – sono stati chiesti circa 5 milioni – come intende agire la Fondazione?”, ha ricordato la consigliera di Civiltà Parmigiana Maria Federica Ubaldi. [Non è esatto quanto affermato dalla consigliera Ubaldi! che comprendo non è serena, visto che la “convenzione” divenuta nulla era stata voluta da suo padre Elvio Ubaldi. Farebbe bene a leggersi attentamente i verbali del cda, prima di lanciarsi in dichiarazioni non veritiere o inesatte, quello del 31/01/2012 al 5 punto di cui riporto stralci significativi nel mio articolo “Ifalsari del Regio” [Link]; e successivamente quello del 04/04/2012, sempre presente nel mio articolo, si nota un ripensamento di tutti i componenti che riporto: “Il Presidente rappresenta l’opportunità ad evitare dubbi e incertezze che la metodologia adottata per il rinnovo della Convenzione stipulata dal Teatro Regio con la Orchestra Teatro Regio srl sia attentamente riesaminata alla luce sulla normativa dei contratti. Signora Ubaldi cerchi di essere più lucida e preparata, visto che tratta qualcosa voluta da suo padre, non si lasci influenzare troppo da Enrico Maghenzani parte del suo gruppo civico. Infine se un contratto è nullo come può pensare Maghenzani di avere un risarcimento? LB]. 
“Come il procedimento possa impattare sul bilancio lo valuteremo e nel corso del 2024 agiremo di conseguenza. L’eventuale quantificazione della penale ha una forbice molto alta. Seguiamo la vicenda con la massima attenzione e non appena avremo elementi più concretizzati per ipotizzare un rischio ci muoveremo. Per ora non siamo in uno scenario di preoccupazione”, ha risposto il sovrintendente Luciano Messi. 18 APRILE 2024

Fonte Link: parma.repubblica.it

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