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La rivolta contro Beatrice Venezi avvelena la Sinfonica di Palermo. Pressione sui “ribelli”

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Beatrice Venezi
Beatrice Venezi

Irene Carmina
Dopo le critiche alla direttrice, alcuni prime parti dell’orchestra hanno rifiutato di prendere le distanze. La sfida: “Ora seguiremo i suoi gesti”

Alla fine il tacito patto di buona parte dell’Orchestra sinfonica è che, diversamente dall’altra sera, nei prossimi concerti i musicisti seguiranno i gesti della direttrice Beatrice Venezi. Una sorta di sfida dopo aver unanimemente scelto la scorsa settimana di non guardare la direttrice perché la bacchetta risultava, secondo alcuni, scoordinata rispetto alla partitura.
Il giorno dopo l’ammutinamento a mezzo stampa di una fetta della Sinfonica che ha sfogato il malumore contro Venezi, la parola d’ordine è prendere le distanze rispetto al gruppo di “ribelli”. E infatti vengono fuori prima due comunicati dei sindacati, Libersind e Uilcom, che bacchettano le dichiarazioni dei musicisti, poi una lettera delle prime parti dell’orchestra, i leader di ogni sezione musicale, quasi tutti precari e quindi sotto scacco sulla stabilizzazione. Una lettera che prende le distanze dalle parole usate ma che cinque delle quattordici prime parti dell’orchestra si sono rifiutate di firmare.
Il sovrintendente Andrea Peria martedì pomeriggio è piombato nella sala del Politeama durante le prove: il sovrintendente della Foss cercava un faccia a faccia con gli orchestrali, dopo che alcuni di loro si erano schierati apertamente contro la direzione di Beatrice Venezi, giudicata «incoerente con l’esecuzione musicale». La notizia del malcontento era appena uscita sul sito di Repubblica, scatenando un terremoto che ha fatto tremare i piani alti della Foss. Peria vuole vederci chiaro, isolare i “ribelli”, chiedere una smentita delle dichiarazioni al veleno, ricompattare l’orchestra. E mettere a tacere una volta per tutte le critiche contro la consulente del ministro della Cultura, candidata alla direzione artistica della stessa Sinfonica.
L’atmosfera è tesa, si fa avanti qualcuno spiegando che parlare con la stampa non è il modo giusto per risolvere il problema. Problema, sì. Perché le perplessità artistiche sul lavoro di Venezi non riguardano certo una minoranza sparuta di musicisti. La strategia concordata dietro le quinte di non guardare la direttrice per non essere disorientati ha coinvolto tutti. Ma è vero anche che alcuni orchestrali hanno dissentito rispetto all’opportunità di esternare sulla stampa la questione.

Nei corridoi del Politeama, adesso, si parla di “maggioranza silenziosa” perché , visto il clima, le bocche sono comprensibilmente cucite. Ma, al di là delle prese di distanza, nessuna smentita. Le pressioni sono tante e i primi segnali dai vertici. sono stati lanciati. E allora gli stracci volano al bar. Quando parlano tra loro, seduti davanti a un caffè, gli orchestrali non fanno un mistero che a volte le cose appaiono diversamente da come sono in realtà. Che Venezi non sia un fenomeno sul podio, a sentire uno di loro, sarebbe come il segreto di Pulcinella nel mondo della musica. Tutti lo sanno, ma nessuno – o quasi – lo dice.

Peria conferma tutta la sua solidarietà e stima a Venezi, la sigla sindacale Uilcom sottolinea che «il potere di protestare artisticamente un direttore è appannaggio della spalla e delle prime parti, insieme alle file» seguendo una procedura precisa. Della serie, i panni sporchi si lavano in casa.

Resta il modo con cui l’intera orchestra ha espresso il suo dissenso: nessuno degli orchestrali ha battuto i piedi sul palco per salutare l’uscita di scena della direttrice, riservando il tributo “sonoro” solo al violinista serbo Stefan Milenkovich. Qualcuno, tra gli spettatori, avrà anche notato che gli orchestrali hanno tenuto per quasi un’ora e mezza di concerto gli occhi bassi sugli spartiti senza quasi mai alzare lo sguardo verso Venezi: una scelta precisa, secondo una sorta di “piano” concordato , per non incorrere in errori, coordinandosi solo tra musicisti che quelle note di ?ajkovskij le conoscono a memoria.

Adesso i riflettori sono tutti puntati sugli eventi del 2 e 3 febbraio, quando Venezi tornerà a dirigere la Sinfonica per un concerto di ?ajkovskij e Šostakóvi?, giudicato tecnicamente più complesso. E stavolta, come detto, nessun piano segreto e occhi puntati sulla direttrice. Una sfida, appunto. 24 GENNAIO 2024 
Fonte Link: repubblica.it

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