Home Dossier 2013 Bicentenario Verdiano L’Esule devoto

L’Esule devoto

357
0
Italo Vescovo e Flavio Menardi Noguera

Il ritrovamento è avvenuto nel fondo musicale della storica Società Filarmonica di Finalborgo ( il più antico sodalizio musicale di Finale Ligure, che risale alla prima metà dell’Ottocento), donato alla Biblioteca Mediateca Finalese. Oggi la Società Filarmonica di Finalborgo è un complesso bandistico ma, fin dalle sue origini, la sua struttura era quella di una piccola orchestra sinfonica che svolgeva attività musicali di servizio, soprattutto in ambito religioso, e che aveva per statuto una ‘Scuola gratuita di musica’ perfettamente organizzata. Come il Tantum ergo sia giunto a

Finale, non è attualmente possibile saperlo, ma l’ipotesi più plausibile è quella che qualche maestro di musica, chiamato dalla Società Filarmonica, forse proveniente da Genova, città con la quale vi erano, in ambito musicale, rapporti particolarmente intensi (di area genovese erano alcuni dei maestri della Filarmonica), lo abbia portato con sé per incrementare il repertorio sacro, depositandolo poi nel fondo musicale della Filarmonica. Il legame con Genova assume poi una valenza maggiore se si considera la presenza di Verdi nel capoluogo ligure dove, dal 1867 al 1900, soggiornava nei periodi invernali; ma tutto questo, data la complessità delle vicende musicali tra la ‘superba’ e la cittadina del ponente ligure, è ancora oggetto di studi e ricerche.

Il manoscritto del Tantum ergo, una copia non autografa della prima metà dell’Ottocento, privo di data, si compone di due fonti complementari (partitura e parti staccate), redatte dallo stesso copista, purtroppo anonimo. La partitura, un fascicolo di 10 carte, reca sul frontespizio Tantum ergo a voce di Basso [del] M° Verdi, ha un organico strumentale composto da 2 flauti, 2 clarinetti, 2 corni, 2 trombe, trombone e quintetto d’archi, ed ha, come altra fonte di riferimento, la lirica da camera ‘L’esule’, su versi di Temistocle Solera. Quest’ultima composizione, datata 1839, reca infatti la stessa musica del Tantum ergo ritrovato ma con alcune significative varianti: la lirica,

nella tonalità di sol minore, ha una struttura musicale tripartita, come un’aria d’opera (recitativo, aria, cabaletta); mentre il Tantum ergo è impostato nella tonalità di do minore e si articola in due parti, che corrispondono nella sostanza, a quello centrale e finale della lirica. Le altre varianti, peraltro pochissime, si registrano nella parte vocale e sono dovute alla diversa sillabazione dei due testi.

Il fatto che L’esule sia stato composto nel 1839, ci induce ragionevolmente ad ipotizzare che la scrittura del Tantum ergo sia avvenuta entro questa data, cioè nel periodo in cui Verdi si trovava a Busseto, per svolgere l’attività di maestro di musica, dove compose una quantità notevole di musica strumentale e sacra (molta andata perduta), parte della quale si trova presso la ‘Biblioteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e Monte di Credito su pegno di Busseto’.

Riguardo a questo periodo giovanile ecco cosa ricorda lo stesso Verdi in una lettera del 1853 indirizzata a Isidoro Cambiasi: “Dagli anni 13 fino agli anni 18 (epoca in cui venni a studiare il contrappunto in Milano) ho scritto una farragine di pezzi: Marcie per banda a centinaia: forse altrettante piccole Sinfonie che servivano per Chiesa; pel Teatro, e per accademie: cinque o sei tra concerti e variazioni per Piano forte che io stesso suonava nelle accademie: molte serenate: cantate (arie, duetti, moltissimi terzetti) e diversi pezzi da chiesa di cui non ricordo che uno Stabat Mater […] Ritornato in patria ricominciai a scrivere Marcie, Sinfonie, pezzi vocali etc. una Messa

intiera, un Vespero intiero, tre o quattro Tantum ergo e altri pezzi sacri che non ricordo […]”.

Che il ‘nostro’ Tantum ergo sia uno di quelli andati perduti, forse è ancora prematuro dirlo, la mancanza dell’autografo ci induce ovviamente alla massima prudenza e qualunque ipotesi si imbastisca al riguardo deve essere particolarmente approfondita e attentamente vagliata.

La prima esecuzione in epoca moderna del Tantum ergo in do minore, è avvenuta a Finale Ligure il 30 luglio 2013 ( IX Stagione concertistica ‘Percorsi sonori’), in un concerto commemorativo dedicato a Verdi, nella chiesa di San Giovanni Battista. Ha cantato il baritono Bruno Pestarino e l’Orchestra Classica di Alessandria era diretta da Maurizio Fiaschi. Italo Vescovo e Flavio Menardi Noguera sono gli autori dell’importante ritrovamento e della revisione critica dell’opera verdiana.