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«Lirico di Cagliari, debiti fuori controllo»

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Impietosa relazione tecnica sui conti dell’ente, la Turandot è costata 2 milioni di euro

Il consulente della Fondazione: nel 2014 passivo di 4 milioni

La situazione debitoria del Teatro Lirico «appare abbastanza preoccupante e soprattutto sembra sia sfuggita di mano, come dimostrano i numerosi pignoramenti effettuati dai creditori ai danni della Fondazione». Non solo: alla «pressoché totale assenza di procedure standardizzate per la gestione delle pratiche e anche nei rapporti tra i vari settori che sembra quasi affidata al caso», si aggiunge l’assenza «di un servizio acquisti» e di «procedure che gestiscano l’operazione dall’inizio alla fine, ovvero dall’ordine da parte del settore competente (richiesta di preventivo e scelta del fornitore), all’arrivo del bene o alla prestazione del servizio, all’autorizzazione al pagamento (con verifica di conformità)».

LA PERIZIA È l’impietosa fotografia scattata dalla commercialista Donatella Masala nella sua perizia giurata sui conti del Teatro elaborata su incarico della stessa Fondazione. Una relazione che ha analizzato la struttura organizzativa dell’ente e il bilancio consuntivo provvisorio al 31 dicembre 2014, evidenziando nell’anno passato – quello della gestione di Mauro Meli, in carica dal 27 gennaio – una perdita di 1 milione 228mila euro (tra situazione contabile, 188 mila di perdita, e ammortamenti). A cui però, a sentire il consulente, dovrebbero aggiungersi costi ancora non registrati e soprattutto crediti considerati non più esigibili per quasi 3 milioni, portando così il passivo totale stimato a 4 milioni e 267 mila euro. Il 2013 – gestione Crivellenti – si era invece chiuso con un attivo di 29 mila euro, ma attenzione: anche in questo caso i crediti inesigibili non erano stati iscritti al passivo, altrimenti sarebbe stato ugualmente profondo rosso.
FINANZIAMENTI A RISCHIO Tra i crediti considerati a rischio c’è il finanziamento da mezzo milione di euro stanziato dal Ministero nel novembre 2010 nell’ambito del programma Arcus che, stando al perito, potrebbe essere perso in quanto «il progetto non è stato ancora realizzato e il termine scade a settembre 2015». Inoltre figurano i 2 milioni e 250mila euro dai fondi Por 2003, per i quali il Tar ha riconosciuto al Lirico, che inizialmente era stato escluso, il diritto a vedere riesaminato il suo progetto, ma non anche quello di ottenere i soldi.
INCARICHI Ma i punti critici evidenziati nella relazione sono tanti, ad iniziare da una serie di incarichi esterni per i quali «non è stata fatta alcuna gara, neanche per quelli che hanno superato la soglia di 40.000 euro». Tra questi l’accordo da 50mila euro stipulato a marzo con l’artista Elena Rizzo, che nel contratto depositato in Ragioneria si riferisce a prestazioni come “Assistente musicale – consulente artistico” ma in quello fornito dall’Ifficio personale diventa “Coordinatore servizi musicali”. Altro nodo riguarda la risoluzione dei contenziosi coi fornitori, di cui si è occupato l’avvocato Filippo Bassu «senza che risulti alcun incarico scritto»: attività che per la Masala «qualora la Fondazione avesse avuto una struttura organizzativa efficiente, avrebbe potuto svolgere» da sé «utilizzando i dipendenti». Senza considerare che alcuni di questi fornitori, davanti alle proposte di transazione a saldo e stralcio dei debiti, «hanno risposto di essere stati già pagati a seguito di pignoramenti presso la Regione».
TURANDOT DA 2 MILIONI Nella relazione infine si dà conto del costo di alcuni spettacoli: per la Turandot si era preventivata una spesa di 1 milione e 58mila euro, ma il conto finale alla fine sarebbe stato il doppio: 2 milioni e 98mila euro.
Massimo Ledda

Fonte Link: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=43324