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Mauro Meli nella cinquina dei candidati all’Arena di Verona dopo Francesco Girondini

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Si è ridotta a cinque la corsa per la carica di nuovo sovrintendente della Fondazione lirica Arena, al posto dell’uscente Francesco Girondini. Delle 36 persone che entro la scadenza del 31 gennaio avevano inviato il proprio curriculum per l’indagine ricognitiva indetta dalla Fondazione, ne sono state infatti selezionate cinque. Già chiamate per un’audizione, a Verona. A svolgerla sarà il sindaco e presidente della Fondazione, Flavio Tosi.
SARÀ POI il nuovo Consiglio di indirizzoda costituire entro questo sabato, 14 febbraio — che prenderà il posto dell’attuale Consiglio di amministrazione, a scegliere il nome che il presidente Tosi inoltrerà al ministro delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini. Il quale, tecnicamente, farà la nomina del nuovo sovrintendente.
La cinque persone rimaste in corsa, una delle quali verrà scelta, sono:  Piero Maranghi, amministratore delegato e direttore di Sky Classica; il commercialista veronese Enrico Ghinato, già presidente e ora consigliere di amministrazione di Aquardens, il parco termale di Pescantina; Mauro Meli, sovrintendente uscente del Teatro lirico di Cagliari; il baritono Domenico Balzani, ma anche docente di project management dello spettacolo, e infine Claudio Migliorini, direttore del settore amministrazione e finanza della Scala di Milano. 

SI RESTRINGE a un settimo di quanti avevano partecipato alla selezione, dunque, la scelta per la futura guida della Fondazione, che organizza il festival lirico estivo in Arena, la programmazione musicale invernale al Teatro Filarmonico, è proprietaria di Arena Extra che si occupa di concerti e spettacoli extralirica nell’anfiteatro. In tutto quasi 90 serate.
SI STIMA CHE TUTTO questo generi, oltre ai ricavi dalla gestione, un indotto economico per la città e la provincia, anzitutto per il turismo, di 450 milioni. Dovendo pensare al futuro, a un rilancio, in un momento in cui otto su 14 fondazioni liriche italiane — non quella di Verona — hanno presentato lo stato di crisi, è chiaro che il tema dei conti e dei bilanci, oltre a quello delle produzioni e più strettamente artistico, sarà un punto centrale per i futuri dirigenti della Fondazione.
IL PROSSIMO Consiglio di indirizzo dovrà ereditare questa patata, più che bollente, incandescente. Su cui, peraltro, la Fondazione e il Comune di Verona stesso non sono rimasti a guardare. «Quando mi insediai facemmo subito e vincemmo un ricorso al Tar sul Fus, il Fondo unico statale per lo spettacolo, perché nella ripartizione fummo assolutamente penalizzati. E recuperammo due milioni e mezzo», dice Tosi, all’uscita del Consiglio di amministrazione. «Lo stesso per il 2014: un altro nostro ricorso, al Tar del Lazio, perché abbiamo avuto tre milioni in meno. E a giorni si andrà a sentenza. Poi, l’estate scorsa, con 22 recite in Arena rovinate dalla pioggia, alla biglietteria abbiamo incassato due milioni e mezzo in meno del 2013», prosegue Tosi, «quindi l’anno scorso il bilancio è andato in difficoltà per questi motivi».
«QUEST’ANNO sia la prenotazione che gli acquisti di biglietti sono in crescita», prosegue il sindaco e presidente della Fondazione, «anche per effetto dell’Expo e si dovrà valutare con il nuovo sovrintende sia come chiudere le situazioni passate sia come lavorare in fase prospettica. Si prevedono anni complessi e il ministro Franceschini a Verona ha detto le fondazioni dovranno aprire sempre di più ai privati anche perché i soldi del Fus saranno sempre di meno».
QUINDI, conclude Tosi, «il futuro sovrintendente dovrà conoscere il mondo delle spettacolo e della lirica, sia avere competenze di tipo manageriale. In ogni caso ringrazio sia l’amico Francesco Girondini, che il cda e revisori dei conti per la positiva e costante collaborazione». Fra i cinque pretendenti alla carica di sovrintendente dunque — e cioè Ghinato, Maranghi, Meli, Balzani e Migliorini — Tosi e il Consiglio dovranno sceglierne uno. Ghinato è comunque in posizione di vantaggio. Quanto al consiglio di indirizzo, che sarà composto da un minimo di cinque a un massimo di sette membri in rappresentanza dei soci fondatori, entro domani, alle 13, è possibile depositare la candidatura per l’altro posto di componente in quota al Comune.
I membri già nominati sono quattro: Tosi, l’imprenditore Massimo Ferro per la Camera di Commercio, Alberto Mion, veronese, poi in quota al ministero il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Verona e delle Tre Venezie Alberto Mion e l’imprenditore Sergio Cinquetti (già membro del cda uscente). 
La Regione, che sinora ha avuto nel cda Mattia Galbero, ha la scadenza dell’8 marzo per depositare le candidature. Ma se Tosi nominerà l’altro membro in quota al Comune (sinora era Marco Pezzotti) il numero minimo di cinque per insediare il Consiglio ci sarà.

Enrico Giardini