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Nomine di Teatro tra Venezia e Bologna
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Pietro Acquafredda
Tra Venezia e Bologna. Per un Direttore artistico ( Fenice) promosso a Sovrintendente, un Sovrintendente ( Teatro Comunale) retrocesso a Direttore artistico. Forse
Mentre a Venezia si è consumato un autentico pasticcio: la nomina di Ortombina a Sovrintendente della Fenice, mantenendo anche la precedente carica di Direttore artistico; a Bologna, al Comunale si è verificato il cammino opposto: l’attuale Sovrintendente/Direttore artistico, Nicola Sani – osannato in tutte le plaghe italiche, da Bologna a Siena, da Venezia a Roma a Parma – è stato esautorato e retrocesso: al suo posto è stato promosso Fulvio Macciardi, direttore generale del teatro. E non si sa ancora – si attende un incontro con il ministro Franceschini – se Sani tornerà al suo precedente incarico in teatro, quello di Direttore artistico, o batterà la ritirata da Bologna, anche se dubitiamo che ciò possa avvenire.
Noi di Venezia pensiamo, e lo abbiamo anche scritto, che si tratti di un pasticcio che comunque in un teatro che sembra viaggiare a gonfie vele, fa temere meno che per Bologna, dove non possiamo non pensare che l’osannato Sani abbia iniziato la sua parabola discendente, per la quale se non correranno in suo soccorso i poteri che fino ad oggi l’hanno sostenuto e spinto – sia politici che di loggia, come è da supporre anche per i suoi legami senesi – fra breve potremmo trovarcelo non a chiedere l’elemosina per strada – di barboni ce n’è già tanti – ma quanto meno a scendere dai troppi treni sui quali ha viaggiato, a grande velocità ma forse senza meta, contemporaneamente, da qualche tempo: dalla Accademia Chigiana, all’Istituto di Studi verdiani, alla Fondazione Luigi Nono, alla IUC di Roma, al Teatro Comunale di Bologna. Non sarà certo costretto a mollare tutto, perchè i suoi sostenitori, per salvare almeno la faccia, non saranno così vigliacchi da abbandonarlo tutti in un sol colpo – ma potrebbe anche accadere; però che le sue mire espansionistiche, dopo il flop bolognese, vadano ridimensionate è non solo opportuno ma necessario, per evitargli ed evitarci altri guai o spiacevoli sorprese.
In Italia fortune folgoranti e repentine, spesso immeritate, come quelle di Sani sono assai frequenti. Da un certo momento in avanti si scopre l’acqua miracolosa di Sani e tutti intorno che ne vogliono una boccetta, per i proclamati benefici effetti, al punto che sembra impossibile che l’intero paese sia sopravvissuto senza, fino a quel momento. Come abbiamo fatto a non accorgerci di Lui – sembrano chiedersi tutti, tanto che tutti lo cercano tutti lo vogliono. Poi, dopo averla assaporata, centellinandola, ci si rende conto che quell’acqua miracolosa è come l’elisir d’amore del dottor Dulcamara, nient’altro che vino che dà alla testa, e allora via a sversarla per strada, perché nessuno più vuole berla. E allora tutti a correre dietro al finto medico-mago che aveva un rimedio ‘finto’ per ogni malanno, ma per linciarlo. Nel qual caso, si verificasse anche per Sani, non vorremmo essere proprio noi a doverlo salvare dai suoi inseguitori. Come siamo stati costretti a fare con altri finti maghi che, dopo averli smascherati per primi, ci siano sentiti in dovere di salvarli dagli inseguitori inferociti. 15 novembre 2017
Fonte Link http://pietroacquafredda.blogspot.it/2017/11/tra-venezia-e-bologna-per-un-direttore.html
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