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NON ESISTE IL DIRITTO DI BUFALA STORICA. 

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Bufala Cassazione

DI CARLO VITALI

NON ESISTE IL DIRITTO DI BUFALA STORICA.

Due sentenze della Cassazione penale

Sentenza 19.10.1979:
«Anche nella ricerca storica il diritto di critica, quando sconfina nell’altrui personale denigrazione, può divenire strumento di aggressione all’altrui sfera morale e rimane, pertanto, privo di tutela costituzionale. Lo storico, allora, pur potendo esprimere personali opinioni sui fatti – che devono essere seriamente accertati attraverso un controllo rigoroso delle fonti – non può vilipendere le persone alle quali i fatti stessi si riferiscono mediante un tono sferzante, allusioni ironiche, frasi offensive, duri sarcasmi che ledono sia l’integrità dell’ufficio ricoperto sia la dignità delle persone medesime».

“Alfred Einstein descrisse Pergolesi come uno zoppo negro malaticcio napoletano, per mostrare in termini razzisti la superiorità del contrappunto bianco-germanico”. (Bianchini & Trombetta, op. non cit.)

“Agli ascoltatori di Radio Vaticana importerà sapere che Leopold ha falsificato la firma di un cardinale, che ha barato sull’esame di Bologna, che ha intestato al figlio pezzi non suoi, sfruttandolo per realizzare le proprie ambizioni.” (Bianchini & Trombetta, op. non cit.)

Sentenza 29.9.1983:
«[…] non è storiografia lo scritto che non sia ispirato dalla ricerca del vero, né sono critici i giudizi che non derivano da fatti rigorosamente dimostrati o che, quando si tratti di conclusioni congetturali, non siano formulati con le cautele proprie del “buon costume storiografico”, in mancanza del quale si scade fatalmente nel libello, ed il giudizio negativo, privo del necessario supporto probatorio, resta pura denigrazione».

“le musiche del Messia debbono la loro fortuna anche ai soldi che il Sassone seppe trarre dalla vendita degli schiavi.” (Bianchini & Trombetta, op. non cit.)

La Toscanini