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Omaggio a Angelo Campori al Regio di Parma

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Il Maestro Angelo Campori (1934-2013)

Dalla organizzazione di Anna Mancini (flautista insegnate del Conservatorio A.Boito), il patrocinio e la partecipazione del Conservatorio A. Boito, il Teatro Regio, la Fondazione Toscanini, si è fatto omaggio al Maestro Angelo Campori, (scomparso nel 2013) al Regio di Parma, al completo. “Bravo, onesto, simpatico -declama dal palcoscenico Gustavo Marchesi- Angelo non c’è questa sera perché è andato in tournée. Bravo non solo in sinfonica ma pure in operistica”. “La fanciulla del West” di Puccini (gennaio’90) e “l’incomputa” di Franz Shubert furono due fra i capolavori diretti qui a Parma da Campori: Un fuoco per la pura bellezza. Qualcuno scrisse: “la più grande bacchetta d’Italia”. Una volta chiesero a Bernstein perché non dirigesse l’opera italiana. Il Maestro rispose semplicemente: “Perché dovrei? C’è già Angelo Campori”. 
E’ intervenuto poi Gian Paolo Minardi che ha posto l’accento sul senso della musica e del suo fluire nella direzione di Angelo Campori, la libertà dallo strumento, come”usava” in modo sublime il pianoforte. Ricorda come riuscì a convincerlo per farlo entrare nel cartellone della Società dei Concerti con la Musica di Paer.
Puccini soprattutto e Verdi, i due autori centrali di Campori. “Nella Forza del Destino riusciva a dare una splendida sensibilità intimistica. Continua Minardi, così come splendida era la sua capacità di “usare lo strumento orchestra”. 

Questo il programma della serata

Campori
Introduzione e allegro
per tromba e pianoforte
Gianni Dallaturca (tromba)
Raffaele Cortesi (pianoforte)

Intervento di Gustavo Marchesi

Edvard Grieg
La Morte di Aase da Peer Gynt- Suite n1 op.46

Intervento di Gian Paolo Minardi

Franz Shubert
Sinfonia n 8 in sì minore D759 “Incompiuta”

Concerto con
L’ORCHESTRA SINFONICA “GLI AMICI DEL MAESTRO”
direttore Fabiano Monica

Mostra fotografica e di articoli allestita al Ridotto del Regio che ripercorre la vita e la carriera del Maestro Angelo Campori

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L’INTERVENTO COMPLETO DI GUSTAVO MARCHESI A Ricordo di Angelo Campori

     Siamo qui col Conservatorio, per un ringraziamento al maestro Angelo Campori che per anni fu il direttore delle esercitazioni di questa orchestra. allora di allievi, oggi diventati maestri anche per merito suo. 

     Oggi il nostro Angelo non è qui, non è con noi, è con tutta probabilità in tournée, una tournée lunga che lo porta molto lontano, forse troppo, ma dove riteniamo che verrà ben accolto e festeggiato, perché la sua bravura e onestà professionale lo meritano, e la sua umanità. Egli ha dato ai suoi allievi un doppio esempio di verità, come musicista e come uomo, senza nascondersi e incitando tutti a guardare verso la musica senza mentire a stessi e senza risparmio.,,, A guardare in faccia la musica e non soltanto la musica, anche la parola, che porta in se stessa il significato delle cose, perché il maestro amava il suono ma anche la parola. Era un ottimo lettore e capiva benissimo il valore di un testo di letteratura. Mi diceva: “Ma io vado a orecchio quando leggo o ascolto le parole degli scrittori, non so giudicarne il valore in altro modo”. E quando gli dissi che aveva ragione lui e che anche gli antichi grammatici latini davano una grandissima importanza all’orecchio e sostenevano che gli scrittori, i loro classici, badavano più al suono che alla grammatica, ne fu molto felice. Perché lui amava la poesia, amava il dramma, i libretti del melodramma, dei quali sapeva apprezzare il bello: naturalmente quando poi si caricavano di forza espressiva, una volta musicati, in forme cantabili o recitative. Quante volte è saltato su citando  il recitativo “A te l’estremo addio” del Simon Boccanegra o il cantabile duetto “Andrem raminghi e poveri” della Luisa Miller, commuovendosi fino alla lacrime….. 

     Per questo adesso io mi permetto di indugiare, parlando, e così, scusandomi, sottrarre al gentile e gradito pubblico il piacere della musica, dei suoni, che poi era il vero cibo di Angelo – ma so che prendendomi questa libertà gli faccio un dono. Lui ne ha fatto molti dei doni ai suoi ragazzi, e loro lo hanno seguito, proprio anche su questo territorio del melodramma. Molti ricorderanno nella stagione 1989-90 la Fanciulla del West, opera “cosi piena di forza e di vita – ma terribilmente difficile” come la giudicava Puccini stesso, e molti ricorderanno la direzione di Campori e il livello dell’orchestra dove suonavano diversi allievi del Conservatorio? 

     Era certamente un evocatore, capace di trascinare col gesto fin dalle prime prove e in prima lettura, con una capacità di lettura a prima vista anche da parte sua, che aveva del fantastico (cito la BUCOLICA di Lupi coi ragazzi)…    

     LE PROVE

     E le prime sue prove da professionista mi spingono a ricordare due episodi che bastano da soli a spiegare quello che ho voluto dire, in fretta: … il concerto con una sinfonia di Brahms in un grande teatro italiano,dove un noto critico che doveva scrivere la recensione,  non sapeva da dove cominciare avendo di fronte un esordiente così bravo, che nessuno gli aveva raccomandato… non voleva credere alle sue orecchie, non si fidava  senza sapere di più del magnifico direttore…. E, al contrario, il concerto del Regio con l’ Incompiuta, un’esecuzione memorabile per una musica che gli stava nel cuore e che oggi risentiremo ancora proprio qui.

Mi è molto gradita questa coincidenza. Era la prima volta che lo ascoltavo e ne provai un’impressione indicibile. Era con me una personalità della critica italiana: anche lui lo ascoltava per la prima volta e si rivolse a me con queste parole. “Sa cosa le dico? che è la migliore bacchetta che abbiamo oggi in Italia”.  Era un critico molto severo ma molto sincero e credeva in quello che diceva, anche se nessuno gli aveva mai presentato (né raccomandato) un certo Angelo Campori…

Che conciliava in una eleganza d’insieme il fuoco di una sua interiore sofferenza esistenziale con la ricerca di una costante elevazione verso la bellezza… Sofferenza esistenziale che egli non di rado manifestava anche a parole con amaro umorismo… (Parma, 18/11/2014)

Gustavo Marchesi 

La Toscanini