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SUPPLICI di Euripide a Teatro due regia Serena Sinigaglia

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SUPPLICI
di Euripide
traduzione Maddalena Giovannelli

drammaturgia a cura di Gabriele Scotti

con Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna,

Giorgia Senesi, Virginia Zini, Sandra Zoccolan, Debora Zuin


cori a cura di Francesca Della Monica

scene Maria Spazzi
costumi Katarina Vukcevic
luci Alessandro Verazzi

assistente alle luci Giuliano Almerighi

musiche e sound design Lorenzo Crippa

movimenti scenici e training fisico a cura di Alessio Maria Romano

assistente al training Simone Tudda


regia Serena Sinigaglia

Produzione
ATIR – Nidodiragno/CMC Fondazione Teatro Due, Parma
con il sostegno di NEXT ed. 2021/2022 Progetto di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo
in collaborazione con Cinema Teatro Agorà, Cernusco sul Naviglio

 TEATRO DUE, PARMA
1 e 2 marzo ore 20.30, 3 marzo ore 16.00 

A quasi due anni di distanza dal debutto in Arena Shakespeare, dopo ed essere stato presentato in tournée nelle maggiori piazze italiane, e dopo essere stato insignito dei premi ANCT 2022 per la Miglior Regia e Hystrio Twister 2023, torna a Teatro Due SUPPLICI di Euripide, diretto da Serena Sinigaglia, 1 e 2 Marzo ore 20.30, 3 Marzo ore 16.00.

Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Virginia Zini, Sandra Zoccolan e Debora Zuin sono le sette straordinarie attrici che interpreteranno il coro delle supplici e che saranno anche, di volta in volta, i diversi personaggi della tragedia.

Un gruppo di donne di Argo, madri dei guerrieri argivi morti nel fallito assalto a Tebe, si riunisce presso l’altare di Demetra ad Eleusi per supplicare gli ateniesi di aiutarle a dare degna sepoltura ai figli, poiché i tebani negano la restituzione dei cadaveri. Il re ateniese Teseo decide di aiutarle. Quando un araldo tebano giunge per intimare a Teseo di non intromettersi negli affari di Tebe, invano Teseo tenta di indurre l’araldo all’osservanza della propria legge che impone di onorare i morti, ingaggiando con lui un dialogo nel quale il re difende i valori di democrazia, libertà, uguaglianza di Atene, contrapposti alla tirannide di Tebe.

L’accordo non viene trovato e la guerra tra le due città è inevitabile, e viene vinta da Atene, con la conseguente restituzione dei cadaveri. Mentre i figli dei caduti sfilano con le ceneri dei propri cari, finalmente sepolti, ex machina compare Atena, che fa impegnare con un giuramento solenne Teseo e Adrasto a un’eterna alleanza fra Atene e Argo.

«Amo i classici da sempre: con essi imparo cos’è il teatro e cos’è l’essere umano. Con i contemporanei imparo a conoscere la realtà presente e l’epoca in cui vivo. Insomma classico e contemporaneo si riguardano, si specchiano l’un con l’altro, si nutrono a vicenda. Come tradizione e innovazione» ha scritto la regista Serena Sinigaglia.

«Il crollo dei valori dell’umanesimo, il prevalere della forza, dell’ambiguità più feroce, il trionfo del narcisismo e della pochezza emergono da questo testo per ritrovarsi intatti tra le pieghe dei giorni stranianti e strazianti che stiamo vivendo. La democrazia ateniese fa acqua da ogni parte, contraddice i suoi stessi valori, è populismo che finge di affermare i sacri valori della libertà. È manipolazione a tratti persino grossolana, si chiama democrazia ma assomiglia troppo ad un’oligarchia. Sembra lo strumento migliore per scansare le responsabilità e restare ad ogni costo sempre e comunque impuniti. È la legge del più forte, anche se apparentemente garantisce spazio e parola a tutti».

Le supplici sono le sette madri degli eroi uccisi presso le porte di Tebe. Giungono ad Atene per implorare Teseo: recuperi i cadaveri dei vinti, dei figli uccisi, a costo di fare guerra a Tebe che non li vuole restituire. Tebe sotto la tirannide di Creonte, Atene sotto la democrazia di Teseo. Ancora una volta una stranezza: può essere la democrazia in mano ad una persona sola? Non è una contraddizione in termini?

Il discorso tanto caro a Euripide, che parla di pacifismo e amore tra i popoli, di dolore e di pietà di queste madri che hanno perso i figli, di un intero paese che ha perso i propri eroi, si intreccia con un sottile ragionamento politico, capace di rendere questa tragedia un unicum per l’antichità.

Un rito funebre che si trasforma in un rito di memoria attiva, un andare a scandagliare le ragioni politiche che hanno portato alla morte i figli e più in generale alla distruzione dei valori dell’umanesimo. Che siano le donne a compiere questo viaggio di ricostruzione e conoscenza mi è parso necessario e naturale».

Informazioni e biglietteria: biglietteria@teatrodue.org – tel: 0521.230242 – www.teatrodue.org

 

 

 

PERSONAGGI/INTERPRETI

Virginia Zini – Adrasto

Matilde Facheris – messaggero e bambino

Maria Pilar Perez Aspa – Ifi

Arianna Scommegna – Teseo

Giorgia Senesi – Etra e Atena

Sandra Zoccolan – Evadne

Debora Zuin – ambasciatore