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Toscanini a Genova, quel mito nato al Politeama

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Dall’infanzia in centro storico ai  memorabili scontri con  l’impresario Daniele Chiarella

di Roberto Iovino

L’ impresario Daniele Chiarella stava scopando il vestibolo del suo teatro, l’elegante Politeama Regina Margherita, quando gli si presentò davanti Arturo Toscanini con un aut-aut: raddoppiare i cori in “Carmen” oppure cercare un altro direttore. Chiarella non aveva un carattere morbido, era famoso per le sue scenate e per il modo duro con cui trattava direttori, cantanti e strumentisti. Ma il giovane Toscanini non era da meno. E quella volta, nella sorpresa generale, a cedere fu l’impresario: non solo vennero raddoppiati i coristi nell’opera di Bizet, ma parte dell’orchestra fu sostituita nella successiva “Mignon”.

L’episodio risale al 1890. Toscanini, aveva allora ventitrè anni e stava già imponendosi a livello internazionale.

Genova, forse non tutti lo sanno, era la sua seconda patria. Nato a Parma nel 1867 (quest’anno ricorre il centocinquantesimo della nascita), la sua famiglia, l’anno successivo, si era trasferita a Genova per aprire una nuova sartoria e migliorare le proprie condizioni economiche. .

Rientrati a Parma, i Toscanini erano tornati poi ancora a Genova nel 1886. La sartoria si trovava allora in vico dei Notari, vicino a via Canneto il lungo in pieno centro storico. Proprio in quell’anno Toscanini si imbarcò per il Brasile come violoncellista. L’impresario, per risparmiare, aveva scelto un direttore chiaramente incapace e i fischi alle prime recite non si fecero attendere. Così, il 30 giugno di quel fatidico 1886, al Teatro Imperial Dom Pedro II di Rio de Janeiro per salvare lo spettacolo e non far fallire l’intera tournée l’agente dovette inventarsi un direttore nuovo: Toscanini non si fece pregare, salì sul podio e ottenne un trionfo.

“Un eccellente acquisto nel mondo della musica – si legge in una recensione apparsa il giorno successivo sulla “Gazeta de Noticias” – Sveglio, abile, entusiasta ed energico il signor Toscanini si è rivelato all’ultimo momento un direttore d’orchestra pienamente attendibile”.

Rientrato in Italia, nel 1889 Toscanini si presentò per la prima volta a Genova dove al Politeama Genovese diresse “Francesca da Rimini” di Cagnoni. Passò poi al Margherita dove, appunto, ebbe rapporti conflittuali con Chiarella, all’epoca il principale impresario teatrale di Genova. Il celebre critico De Marzi su “Il Teatro Illustrato” annotò: “Finalmente assistiamo alla rivendicazione di tanti crimini commessi da tempo in nome dell’arte”.

Al Margherita seguì per Toscanini l’approdo al Carlo Felice dove si esibì fra il 1892 e il 1894. Durante le prove per la messa in scena di Falstaff, Toscanini ebbe una accesa discussione con il baritono Antonio Pini Corsi circa il tempo da staccare nella frase “Quella crudel beltà” del secondo atto. Approfittando che in quelle settimane Verdi era a Palazzo del Principe, Toscanini, nonostante pose la questione a Verdi che probabilmente incontrava per la prima volta. Naturalmente, ancora una volta, ebbe ragione lui.

Fonte Link http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/04/04/news/dall_infanzia_in_centro_storico_ai_memorabili_scontri_con_l_impresario_daniele_chiarella-162124356/