Home Dossier 2013 Bicentenario Verdiano Un Ballo in maschera: Il regista Michieletto contestato alla Scala

Un Ballo in maschera: Il regista Michieletto contestato alla Scala

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Lancio di volantini e buu, ma anche applausi. L’opera di Verdi ambientata durante una campagna elettorale

Contestato alla Scala, martedì sera, il regista Damiano Michieletto, che ha presentato una versione molto personale de Un ballo in maschera di Verdi. C’è stato un lancio di volantini contro la regia, urla di «vergogna» e «silenzio», «buu» alla fine, discussioni accese fra il pubblico continuate anche in strada. Il regista veneziano ha dato una lettura politica dell’opera, ambientandola durante una campagna elettorale dei nostri giorni. Il ballo in maschera in cui Renato (Zeljko Lucic) uccide Riccardo per il suo amore con la moglie Amelia (Sondra Radvanovsky) è diventato così un party elettorale e l’amico Oscar una sorta di segretaria portaborse (Patrizia Ciofi). Il regista 37enne era anche stato avvisato che qualcuno aveva comprato i biglietti solo per fischiare. Contestata in particolare la scena in cui Amalia di notte doveva raccogliere l’erba magica ed è apparsa una prostituta con miniabito fucsia: qualcuno ha urlato «Che schifo, vergogna», mentre altri zittivano «Idioti, silenzio».

CONTESTAZIONI – Alla fine del primo atto sono stati lanciati volantini con le scritte «Giuseppe Verdi perdona loro perché non sanno quello che fanno», «Basta con questo sacrilegio», «Il pubblico serio e preparato è nauseato per lo scempio artistico che si sta facendo nel mettere in scena capolavori immortali». Quando il direttore Daniele Rustrioni è stato salutato da applausi, qualcuno ha commentato «Brava la claque».

Una scena del «Così fan tutte» di Michieletto

NOVITA’ – «Quando un teatro mi chiede di fare una nuova produzione, per dare senso alla parola nuova cerco un dialogo con la vita di oggi» ha spiegato in passato Michieletto, che ha interpretato Così fan tutte di Mozart come uno scambio di coppie in un design hotel e laBohème (con cui ha debuttato al festival di Salisburgo, primo regista italiano invitato dopo Giorgio Strehler e Luca Ronconi) come una storia di precariato nel lavoro e negli affetti. Alla fine otto minuti di applausi, buuh e un nuovo lancio di volantini. 

FONTE LINK: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_luglio_10/teatro-scala-contestato-regista-damiano-michieletto-ballo-maschera-2222082633220.shtml