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Una regia lirica non si nega a nessuno

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Bohème Regio di Torino

Una regia lirica non si nega a nessuno

Pietro Acquafredda


Riceviamo, con notevole, encomiabile anticipo il calendario del Regio di Torino di marzo. A torino si è insediato da molto tempo un nuovo giovane (?) sovrintendente. in sostituzione del precedente, fatto fuori in ventiquattrore, nonostante avesse presentato un curriculum lungo una quaresima, che si è poi, evidentemente rivelato fallocco.

 Marzo al Regio. Il prossimo mese si aprirà con Bohème  diretta da Daniel Oren e con la regia affidata ad una coppia nuova per i palcoscenici operistici: Paolo Gavazzeni, nipote del grande Gianandrea, e Piero Maranghi industriale della musica ed anche di altri settori (editoria, produzione cinematografica e tv, ristorazione).

Vero è che i registi d’opera nascono come funghi; ma qui ci vien da pensare che una regia d’opera non si nega a nessuno, proprio a nessuno. Ancor meno si può negare ad una coppia – due è sempre meglio di uno – per la quale vale l’antico detto popolare: due mani lavano l’altre (due), e tutt’e quattro aiutano a campare (leggi: a fare una regia d’opera!)

 Non osiamo pensare, al di là delle normali aspirazioni di una persona amante della musica, come notoriamente è Maranghi, che la sua attività registica – anche andando un ‘passo indietro’ a Gavazzeni – gli venga per la proprietà del canale di musica classica Hd Classica ( Sky). Eppure il cattivo pensiero ci viene, quando pensiamo a tanti nostri colleghi ‘a libro paga’ di teatri e di  istituzioni musicali perchè  lavorano in radio o scrivono sui giornali. I nomi è inutile farli; noi stessi li abbiamo fatti tante volte. Paolo Gavazzeni dovrebbe conoscerli bene come noi e pure Piero Maranghi che naviga da tempo nel mare della musica.

Nel comunicato del Regio si annuncia anche la presentazione dell’ultimo libro ‘musicale’ di Alberto Sinigaglia : ffffortissimo, edito dall’Accademia Perosi di Biella.

In esso  vi si leggeranno i ritratti di una quarantina di personaggi della musica, che il comunicato così specifica: “compositori, direttori d’orchestra, cantanti e musicisti”. Forse che i compositori, i direttori d’orchestra – grazie, per non aver scritto ‘conduttori’ – e i cantanti, non sono musicisti?
 Forse scrivendo ‘musicisti’  si pensava a  ‘strumentisti’: capita che la penna voli via lontano dalla testa. venerdì 7 febbraio 2020

Fonte Link: pietroacquafredda