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Zedda sconfitto, al Lirico torna Meli

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Il sindaco sosteneva un altro candidato, ma un membro del Cda ha cambiato orientamento poche ore prima del voto

Mauro Lissia

CAGLIARI– La notte ha portato scompiglio: domenica sera il sovrintendente in pectore del teatro lirico era il regista e docente di storia della musica Paolo Miccichè, a mezzogiorno e mezzo di ieri il consigliere di amministrazione Giorgio Baggiani ha annunciato a un allibito sindaco Massimo Zedda di voler votare per Mauro Meli, maestro di chitarra, discusso ex sovrintendente a Cagliari, direttore artistico a Milano e Parma.

Il cambio di rotta deciso da Baggiani ha fatto saltare il tre a tre che avrebbe dato a Zedda il diritto di far valere doppio la propria preferenza, destinata a Miccichè, chiudendo la partita. Ha vinto invece – quattro a due – il fronte guidato dal costruttore Gualtiero Cualbu e a fine mattinata il sindaco ha dovuto firmare suo malgrado la delibera che dà il via libera al ritorno di Meli in Sardegna dopo undici anni di attività nella penisola. Per lui, con lo sponsor principale Cualbu, hanno votato il rappresentante della Regione Giovanni Follesa e quello del ministero Maurizio Porcelli, dirette emanazioni del governatore Ugo Cappellacci. A favore di Miccichè si è espresso anche l’ex procuratore aggiunto della Repubblica Mario Marchetti, entrato pochi giorni fa nell’organo amministrativo del teatro per rappresentare, come Baggiani, il Comune. Perché Meli possa sedersi di nuovo nel suo vecchio ufficio di via Sant’Alenixedda resta un’ultima formalità da rispettare: la ratifica della nomina da parte del ministero dei Beni Culturali. Non è scontata, perché è la prima volta nella storia delle fondazioni liriche italiane che il sovrintendente viene designato in aperto e pubblico contrasto con la volontà del sindaco-presidente, da sempre voce centrale nella valutazione delle candidature. Appena sei giorni fa l’organo amministrativo del San Carlo si è dimesso in blocco per non opporsi platealmente alla decisione del sindaco De Magistris di non aderire alle norme del decreto valore-cultura, quello firmato dal ministro Bray per risanare le fondazioni: erano tutti contro il sindaco, hanno preferito andarsene. Qui invece i consiglieri legati al centrodestra hanno lavorato per smontare il progetto di Zedda, che dopo le disavventure legate all’infelice nomina di Marcella Crivellenti puntava su un professionista indiscutibile, destinato a pacificare il clima sindacale incandescente che segna il teatro da un anno e mezzo. Alla fine il vero vincitore è Cualbu: l’ha spuntata al Tar, affiancandosi ai ricorsi dello stesso Meli e di Angela Spocci. Poi ha colto al volo l’umore incerto di Baggiani, di cui Zedda aveva bloccato l’ingresso in Cda per poi incassare, anche su quel fronte, una sconfitta giudiziaria. Alla fine il sindaco è andato in minoranza: i suoi fedelissimi si erano dimessi uno ad uno dal consiglio per creare le condizioni utili al commissariamento, la chiamata di Marchetti non è bastata a garantirgli i numeriper fermare Meli. Il nuovo-vecchio sovrintendente ha tutti i titoli per gestire il Lirico. I dubbi riguardano la pesante eredità finanziaria lasciata nell’inverno del 2004, che ancora oggi pesa sui bilanci della Fondazione. Zedda l’aveva escluso per questo, Cualbu invece lo voleva fortemente. Ecco perché le scintille tra i due schieramenti erano previste. Ma un colpo di mano realizzato con l’appoggio del consigliere nominato dall’amministrazione comunale va letto come uno schiaffo sul piano politico, che avrà le sue conseguenze. Ratifica a parte, una cosa è certa: il nuovo corso di Meli a Cagliari non potrà durare più di sette-otto mesi. Il 19 settembre 2014 scadrà il mandato del Cda e decadrà anche il sovrintendente. A quel punto ogni decisione passerà al ministero dei Beni Culturali, perché con il decreto Valore-Cultura dell’agosto 2013, convertito nella legge 112, il Cda sarà sostituito – comunque entro il primo gennaio 2015 – da un consiglio di indirizzo con poteri reali di controllo economico e la nomina dei sovrintendenti diverrà competenza diretta del ministro. Meli ha dimostrato di poter contare su un sostegno politico trasversale, per quanto ormai apertamente sbilanciato sul centrodestra. E’ chiaro però che in uno scenario a tempo, con il sindaco e il consigliere di amministrazione più «pesante» che non lo vedono di buon occhio, la sua nuova avventura nella città d’origine non s’annuncia facile.

La Nuova Sardegna
Fonte Link: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=36157