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Brindisi, tre bombe davanti ad una scuola muore una ragazza, altri cinque studenti feriti

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Alle 7.50 di stamattina una devastante esplosione davanti all’Istituto professionale Morvillo Falcone. Melissa Bassi perde la vita. Grave un’altra studentessa. “Una scena terrificante”. Si indaga sugli autori, al vaglio degli inquirenti la pista mafiosa

(repubblica.it) BRINDISI – Tre bombole di gas piazzate davanti ad una scuola. Tre micidiali bombe, di cui è ancora incerta la matrice, che uccide  una ragazza e ferisce altri sette studenti. Sono le 7.50 di stamattina quando davanti all’Istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi si scatena l’inferno. Una boato proprio mentre i ragazzi stanno per entrare a scuola. Melissa Bassi, 16 anni, non ce la fa. Il suo corpo è devastato dalle ustioni. Muore in ospedale. La sua amica Veronica Capodieci viene ricoverata in gravi condizioni.  “E’ viva –  dicono i sanitari – aspettiamo la fine dell’intervento chirurgico a cui è stata sottoposta per diramare un bollettino medico. Le sue condizioni sono comunque stabili e il polmone ha ripreso a funzionare”. I testimoni raccontano scene di orrore e disperazione. “Stavo aprendo la finestra e la deflagrazione mi è’ arrivata addosso. Ho visto i ragazzi a terra, tutti neri, i libri erano in fiamme. Una scena terrificante. Sono ragazzini, chi è che ha potuto fare una cosa simile”.  “E’ stato fatto per uccidere: a quell’ora le ragazze entravano, proprio a quell’ora. Fosse accaduto alle 7,30 non ci sarebbe stata nessuna conseguenza” dice il preside Angelo Rampino.

Buio fitto sugli autori, con una serie di ipotesi che si rincorrono. A partire dalla pista mafiosa. “Qualsiasi sia stato l’innesco cambia poco. Abbiamo trovato tracce ma non sappiamo ancora dire” lo spiega a Sky Tg 24 il capo della polizia, Antonio Manganelli.

Dietro l’attentato, però, potrebbe celarsi un ‘messagio’ della Sacra Corona Unita. E c’e chi ricorda che il 9 maggio scorso gli investigatori avevano portato a segno un brutto colpo contro la criminalità organizzata arrestando, a Mesagne, 16 persone accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, porto illegale di armi da fuoco, danneggiamento aggravato e incendio aggravato. L’attentato di oggi, sottolineano fonti investigative, potrebbe rappresentare una sorta di ‘strategia della tensione’ come quella attuata dalla mafia. Vala la pena di ricordare che in questi giorni ricorre il ventennale dalla morte di Giovanni Falcone e che oggi a Brindisi era attesa la carovana anti-mafia partita da Roma l’11 aprile.

E sempre fonti investigative sottolineano la modalità insolita dell’attentato. “La mafia non usa le bombole a gas, ma il tritolo – spiegano gli inquirenti – la mafia, forse, non avrebbe neanche avuto un motivo per uccidere delle studentesse”. Il dettaglio importante da attendere, secondo l’intelligence, è capire qual è stato il meccanismo di innesco dell’ordigno: “Le bombole sono materiale esplosivo, ma devono essere innescate. Dall’innesco si può già capire da chi è stato fatto l’ordigno, se da un tecnico o da un tecnico improvvisato”.

(19 maggio 2012)

La Toscanini