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Jfk, Marilyn e Sinatra: il triangolo e quella casa devastata a colpi d’ascia

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A raccontare l’episodio è Keith Badman in "The Final Years of Marilyn Monroe". Perse le staffe quando seppe che l’amico preferiva passare la notte con lei nella casa di Bing Crosby piuttosto che nella sua residenza di Palm Springs

(corriere.it) MILANO – Passi il tradimento di Marilyn, con cui in passato aveva avuto una relazione, ma quello del Presidente, proprio no. E così Frank Sinatra perse le staffe e si mise a spaccare tutto con un’ascia quando seppe che l’amico John Kennedy preferiva passare la notte con l’attrice nella casa di Bing Crosby piuttosto che nella sua residenza di Palm Springs, appositamente sistemata dal cantante per l’illustre ospite. A raccontare l’episodio – che sarebbe avvenuto il 24 marzo 1962, ovvero due mesi prima che Marilyn cantasse il famoso "Buon compleanno Presidente" alla festa di JFK e quattro mesi e mezzo prima del presunto suicidio dell’attrice – è Keith Badman in "The Final Years of Marilyn Monroe", l’ultima biografia dedicata alla Monroe. «Frank Sinatra si aspettava che JFK e gli uomini dei servizi di sicurezza stessero nella sua casa di Palm Springs, come era stato deciso da tempo – ha raccontato Badman al "Daily Express".

GUEST HOUSE SUPPLEMENTARE – Tanto è vero che il cantante, in previsione di quella visita, aveva acquistato del terreno extra dove aveva realizzato una guest-house supplementare, con un modernissimo sistema di comunicazioni telefoniche e una pista di cemento per l’atterraggio dell’elicottero presidenziale. Ma quando Sinatra ha scoperto che Kennedy avrebbe passato la notte nella vicina casa di Bing Crosby con Marilyn anziché da lui, si è fatto prendere da una furia cieca e, in un eccesso d’ira, ha preso un’ascia e ha iniziato a distruggere tutti gli oggetti che aveva in casa, molti dei quali presi apposta per la visita di JFK. Pare che la rabbia di Sinatra fosse rivolta principalmente contro il "rat pack" Peter Lawford (il "rat pack" era il nome con cui, negli anni Cinquanta, si indicava il gruppo formato da Sinatra, Sammy Davis jr., Dean Martin, Joey Bishop e, appunto, Lawford che era anche il cognato di Kennedy) perché questi gli aveva garantito che il Presidente si sarebbe recato da lui quella notte. «Ad un certo punto – ha proseguito Badman – Sinatra prese un martello e salì fino al tetto della sua proprietà, dove se la prese con la pista per l’elicottero che aveva fatto costruire, distruggendola». Stando ancora allo scrittore e contrariamente a quanto sostenuto in precedenza, pare che l’incontro di quella notte fra JFK e Marylin Monroe sia stato anche il solo a sfondo sessuale e che fra il presidente e la bionda attrice non ci fosse alcuna relazione di lunga data in corso.

Simona Marchetti
05 ottobre 2010

La Toscanini