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Lombardia, sempre più donne uccise Una guida per riconoscere i segnali

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Il vademecum per operatori sanitari e la campagna anti stalking. Solo nel 2009 ci sono stati 29 casi, su 119 in Italia. Una vittima di omicidio su 5 è donna. Movente? Passionale

(milano.corriere.it) MILANO – Monica Marra, 33 anni, uccisa dall’ex marito sulla porta dell’asilo nido dove stava portando il bambino; Petronilla Sanfilippo, 55 anni, disabile psichica, uccisa con un ferro da stiro dal convivente; Teresa Patania, 30 anni, mamma di tre bambini, uccisa nel cortile di casa dal marito per l’affido dei figli. Sono solo tre delle decine di donne morte ammazzate negli ultimi mesi in Lombardia: 29 casi solo nel 2009, su 119 totali in tutta Italia. La violenza sulle donne è in continua crescita (dalle 101 vittime del 2006 alle 119 del 2009) e si concentra in particolare nel Nord Italia, con punte allarmanti appunto in Lombardia dove, nel 2009, un omicidio su cinque ha visto vittima una donna. È quanto è emerso dai dati diffusi all’Ospedale Fatebenefratelli di Milano in occasione della presentazione, alla vigilia della Giornata Mondiale contro il fenomeno, del volume «Donne e violenza domestica: diamo voce al silenzio».

«UCCISE PERCHE’ AUTONOME» – Il primato del Nord, dove avvengono il 50% delle aggressioni mortali sulle donne, per il professor Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze al Fatebenefratelli, è riconducibile alla «scomparsa della famiglia allargata che porta alla solitudine della coppia e la maggiore autonomia delle donne che lavorano, che diventa spesso motivo scatenante della violenza». Dei 23 casi lombardi dell’anno scorso, 8 si sono registrati a Milano, 6 a Bergamo, 2 rispettivamente a Brescia, Varese e Cremona e uno rispettivamente a Mantova, Lecco e Sondrio. Un trend che è proseguito anche la scorsa estate (maggio-prima metà di novembre 2010), periodo nel quale, sempre secondo il monitoraggio effettuato dall’ospedale, sono state registrate 48 vittime, di cui 8 in Lombardia. In generale, chi uccide una donna è nel 90,3% dei casi conosciuto dalla vittima e per il 76% italiano. La casa della persona aggredita è il luogo del delitto nel 70% dei casi. Il movente è principalmente passionale (22,1%) e nel 52% dei casi era già presente una storia pregressa di litigi.

IL VADEMECUM: RICONOSCERE I SEGNALI – Proprio perché l’uxoricidio è solo l’ultima tappa di un percorso, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) e il Fatebenefratelli, in collaborazione con l’Associazione italiana medici di famiglia, hanno redatto un vademecum destinato agli operatori sanitari per riconoscere le vittime di violenza domestica e intervenire ai primi segnali, per prevenire anziché attendere la tragedia. Il vademecum, una quarantina pagine, è scaricabile online dal sito www.ondaosservatorio.it e sarà distribuito nei 67 ospedali lombardi «amici della donna» premiati con i Bollini rosa di Onda. L’opuscolo porta le firme di Claudio Mencacci, primario psichiatra al Fatebenefratelli; Alessandra Bramante, criminologa esperta in uxoricidi e mamme assassine, una delle «pink lady» dello staff dell’ospedale milanese; Giovanni Filocamo dell’Aimef e del Dipartimento di neuroscienze dell’università di Torino. Autrice dell’introduzione Alessandra Kustermann, responsabile del Soccorso violenza sessuale e domestica (Svsed) della Fondazione Policlinico-Mangiagalli di Milano, autorità metropolitana in materia e tra i premiati degli «Ambrogini d’Oro» assegnati dal Comune. «Chiedo uno sforzo anche all’Ordine dei medici, che potrebbe inviare la guida a casa a tutti gli iscritti almeno in Lombardia», propone Kustermann.

IL VIDEO – Massima diffusione viene chiesta anche per un video di sensibilizzazione realizzato da Giulia Camera, 23 anni, milanese, tecnico della comunicazione. Un filmato (sarà online nei prossimi giorni) che richiama i medici ad abbattere il muro del silenzio, a «una battaglia contro l’indifferenza che rappresenta una responsabilità etica di tutti – ammonisce Filocamo – e anche della nostra professione». I numeri mettono infatti nero su bianco un’emergenza in crescita. Secondo i dati Istat, nel 2009 le donne italiane tra 16 e 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale sono state quasi 7 milioni. L’«orco» è in famiglia (il partner è responsabile di oltre il 67% degli abusi ripetuti) e il sommerso è immenso, perché più del 90% dei casi di violenza domestica non viene denunciato.

LA CAMPAGNA – Sempre alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, una campagna pubblicitaria contro lo stalking è stata presentata a Palazzo Pirelli dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, con la presidente di Telefono donna Stefania Barloccetti e la delegata alla promozione della Pari opportunità Monica Guarischi. La campagna pubblicitaria «Stop stalking!» prevede spot tv e radio, oltre che cartelloni. promossa da Telefono donna e che sarà televisiva, radiofonica e si avvarrà anche di cartelloni. «Un’iniziativa sostenuta dalla Regione» ha spiegato Formigoni, che poi ha ricordato anche «i due sportelli anti stalking attivi nell’Ospedale Niguarda, da luglio, e in quello di Lecco, da ottobre» che stanno ottenendo «dei risultati positivi, con un afflusso di donne crescente». Obiettivo della Regione è «far emergere il più possibile dalla dimensione privata, situazioni che diventano drammatiche» e «aiutare le donne, affiancarle nel percorso di denuncia, fornire loro assistenza di ogni tipo, psicologica e legale».

Redazione online
24 novembre 2010

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