Missili tra frutta in tir nel porto di Bari
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(ansa.it) Non un oscuro traffico internazionale di armi da guerra, ma solo un viaggio in economia per risparmiare sulle spese di trasporto di materiale militare da mandare in manutenzione dalla Grecia in Germania. Con il passare delle ore si è ridimensionata la portata della scoperta fatta nel porto di Bari dove stamattina, nel corso di un controllo su un tir tedesco proveniente dalla Grecia, seminascosti tra le cassette di frutta, sono stati scoperti due missili aria aria in uso ad aerei militari. Si tratta di missili modello Aim 120 Amraam.
Sul tir viaggiavano anche sette contenitori con le componenti elettroniche utili all’attivazione dei sistemi di armamento. I missili, subito sequestrati insieme con il tir, sono inerti e cioé innocui, in quanto privi di carica bellica. Lo hanno accertato artificieri della polizia, dei carabinieri e dell’aeronautica militare immediatamente accorsi sul posto per verificare l’eventuale potenziale distruttivo delle armi. In sostanza, seminascosti maldestramente tra le arance trasportate dal Tir c’erano solo gli involucri vuoti dei due missili. Secondo il racconto fatto dai due autisti del tir, entrambi tedeschi, i missili erano destinati ad una società che si occupa di impianti tedeschi vicino ad Amburgo. Contattata dagli investigatori italiani, la società ha assicurato che attendeva il carico e che è tutto in regola. Non è ancora certa, invece, la provenienza. Sempre secondo le indicazioni dei due autisti, che sono stati denunciati per trasporto illegale di materiale bellico, i due missili proverrebbero da una base militare greca che li invia in Germania per la manutenzione. Spedizioni del genere, con materiale militare sia pur innocuo, richiedono documentazione, modalità di trasporto e autorizzazioni anche da parte dei Paesi di transito. Procedure che evidentemente comportano costi alti che vengono quindi evitati aggirando le regole e facendo viaggiare i missili su normali tir insieme con carichi di frutta. Il sequestro di oggi è il primo del genere fatto al porto di Bari, ma gli investigatori non escludono che carichi analoghi siano già passati per lo scalo barese. Nei prossimi giorni si attende la ulteriore conferma dalle autorità militari greche e sulla base di questa risposta potrebbe variare la posizione giudiziaria dei due autisti.







