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‘Ndrangheta: la festa a Polsi, tra sacro e profano

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I boss non c’erano, lo scorso anno ci fu l’incoronazione del capo

Ezio De Domenico

(ansa.it) 02 settembre – POLSI (REGGIO CALABRIA) – Il sacro ed il profano insieme. E’ la fede che raggiunge la sua espressione piu’ alta, vincendo i troppi pregiudizi e le contraddizioni provocate da chi vuole sfruttarla per interessi poco leciti. Carabinieri e polizia negano che i boss della ‘ndrangheta abbiano voluto boicottare quest’anno la Festa della Madonna della Montagna, a Polsi, nel cuore dell’Aspromonte, conclusasi stamattina con la partecipazione di migliaia di persone venute fin quassu’ con ogni mezzo e qualcuna anche percorrendo decine di chilometri a piedi. ”Non sono venuti – ha detto un investigatore che di Polsi conosce storia e misfatti – perche’ hanno capito che quest’anno per loro qui tirava una brutta aria. Hanno mandato le seconde e le terze file per non dare troppo nell’occhio”.

Una situazione che in parte si spiega con i recenti arresti di esponenti di primo piano della ‘ndrangheta ed in particolare con l’operazione Crimine del 13 luglio scorso. In quell’occasione carabinieri e polizia hanno arrestato oltre trecento persone tra cui Domenico Oppedisano, il boss di Rosarno che proprio in occasione della Festa a Polsi dello scorso anno, come e’ stato documentato dagli investigatori che hanno condotto l’operazione Crimine, diretta dalle Dda di Reggio Calabria e Milano, fu incoronato capo assoluto della ‘ndrangheta. La Festa del santuario di Polsi, dunque, almeno per quest’anno, sembra essersi scrollata di dosso il marchio infamante di ”festa della ‘ndrangheta”’ per riassumere quello piu’ vero e genuino di grande mobilitazione popolare. Di festa della gente che sinceramente e spontaneamente esprime la sua devozione ad uno dei simboli religiosi piu’ importanti non soltanto della Calabria. A Polsi, stamattina, c’era tanta gente proveniente anche dalla Sicilia e da centri di tutta la Calabria. Ma il dato piu’ significativo e’ stato quello dei tanti giovani e tanti ragazzi che hanno partecipato alla festa.

La loro presenza sulle gradinate del piccolo anfiteatro che sorge accanto al santuario, l’applauso commovente cui hanno dato vita nel momento in cui la statua della Madonna e’ uscita dal Santuario ed ha fatto la sua comparsa nel cortile, portata a spalle dai rappresentanti delle tante confraternite che ci sono a Polsi, hanno rappresentato i momenti piu’ significativi della festa. Tanti i volti in lacrime, tanto gli sguardi commossi e quasi rapiti rivolti all’indirizzo di una Madonna che molti definiscono miracolosa e con la quale la gente ha un legame vero. Un aspetto che e’ stato sottolineato nella sua omelia dal vescovo di Locri, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, che con Polsi ha un rapporto profondo. ”La vostra presenza cosi’ massiccia qui oggi – ha detto il vescovo – restituisce a questa festa la sua dignita’ e la sua vera dimensione”. Ma quello del vescovo – che comunque non ha mai pronunciato la parola ‘ndrangheta – che ha piu colpito e’ stato l’appello a chi ”vive nell’illegalita’ ed in passato ha profanato Polsi con riunioni che hanno offeso la sacralita’ del santuario”, chiedendo la conversione dei mafiosi. Proprio dai giovani sono comunque venute le testimonianze piu’ significative di fede e e di affetto. ”Siamo venuti qui da Gioia Tauro”, ha detto Laura, 16 anni.

”Lo facciamo ormai da alcuni anni – ha aggiunto – e ogni volta e’ un’emozione nuova e diversa. Quest’anno abbiamo avvertito ancora di piu’ il bisogno di venire a Polsi perche’ in troppi hanno voluto infangare questo posto. Ha fatto bene il vescovo a sottolineare che la Madonna della Montagna e’ un simbolo della gente e non della ‘ndrangheta. Questa Madonna e’ nostra e nessuno, anche i piu’ potenti boss della ‘ndrangheta, puo’ permettersi di portarcela via per i suoi fini indegni”. La gente di Polsi ha salutato con un applauso scrosciante e quasi liberatorio quanto avvenuto stamattina. La Madonna della Montagna, forse, non e’ piu’ la Madonna della ‘ndrangheta e dei boss. La gente onesta se n’e’ riappropriata. Ed i canti, i suoni ed i balli che hanno caratterizzato i due giorni della festa, pur rappresentando l’aspetto profano di questa celebrazione, sono apparsi espressioni di autentica gioia popolare. Ma c’e’ anche chi spiega la scarsa presenza di mafiosi alla festa di quest’anno con la prudenza motivata dai rigidi controlli messi in atto dalle forze dell’ordine, che avrebbe indotto i boss di tenersi alla larga rompendo il forme legame che hanno sempre avuto con Polsi e la Madonna della Montagna. ”Se qualcuno dei capicosca fosse venuto qui oggi – ha detto un ufficiale dell’Arma – avrebbe fatto la figura del fesso perche’ lo avremmo individuato subito”.

La Toscanini