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Ticinese, rivolta contro la movida I residenti: denunciamo il Comune

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I gestori dei locali: la chiusura a mezzanotte? Così rischiamo di fallire. «Inascoltati i nostri esposti». De Corato frena sul coprifuoco. Le ordinanze possono attendere

(milano.corriere.it) MILANO – Da via Vetere parte l’esposto contro il Comune. «Omissione d’atti d’ufficio» per la giunta guidata da Letizia Moratti, l’accusa dei residenti. La colpa? «Non avere risolto la questione movida selvaggia dopo oltre 50 esposti dei residenti». L’esposto sarà portato in Procura nei prossimi giorni. E tra i responsabili della presunta omissione i residenti potrebbero indicare anche prefetto, questore e comandante dei vigili. Accuse arrivate ieri dall’assemblea dei residenti al cinema San Lorenzo promossa dal comitato Cittadella e Ticinese. Un incontro pubblico al quale hanno partecipato anche diversi gestori dei locali notturni che di fronte all’ipotesi di ordinanza coprifuoco, lanciata lunedì dal vicesindaco, hanno minacciato nuovi ricorsi al Tar e paventato la chiusura di molti pub. Quella del Ticinese però non è una grana semplice neppure per Riccardo De Corato, il vicesindaco infatti, ha chiarito che fino al 21 dicembre non ci saranno nuove ordinanze per limitare l’orario di apertura dei locali.

BOCCIATURE – Palazzo Marino è stato costretto a frenare a causa delle bocciature a ripetizione incassate dal Tar che ha accolto (per il momento) le richieste di alcuni commercianti della zona di corso Lodi interessati dalla doppia ordinanza estiva. L’amministrazione, onde evitare nuovi passi falsi, dovrà blindare adeguatamente i nuovi provvedimenti, alla luce delle eccezioni sollevate dai giudici del Tar che appunto si riuniranno per la prima udienza sul caso il prossimo 21 dicembre. In ogni caso, come ha chiarito l’assessore al Commercio Giovanni Terzi «più che le ordinanze, meglio votare in fretta le nuove regole per il commercio che vietano le aperture di locali nelle zone già calde»: Ticinese, Navigli, Sempione e corso Como. Nel frattempo? «Ho chiesto a prefetto e questore più agenti di polizia e carabinieri in presidio fisso in via Vetere – attacca De Corato -. Senza uomini a presidiare la zona è impossibile far rispettare i provvedimenti».

MAJORINO – La chiusura anticipata alla mezzanotte non convince il capogruppo del Pd a Palazzo Marino, Pierfrancesco Majorino: «Un provvedimento medievale. Servono legalità, controlli, presenza di operatori Amsa e punizioni certe per chi trasgredisce». Stessa richiesta arrivata anche dai residenti che ieri sera hanno votato una mozione per chiedere al Comune un presidio fisso e adeguato sul modello di quello ormai stabile alle colonne di San Lorenzo. Ma i residenti hanno lamentato soprattutto le assenze del Comune: «Troppe licenze concentrate in pochi metri, rumore, degrado, sporcizia, spaccio e delinquenza – ha chiarito Claudio Bernieri, portavoce della Cittadella -. Perché il Comune non ha mai mandato i vigili?». La risposta di De Corato: «Impossibile mandarli allo sbaraglio: immaginate cosa possa succedere spedendo dieci vigili in mezzo a 700 persone».

L’ASCO – Perché questo, anche secondo i residenti è il vero problema: «Più 700 persone in una strada stretta, in mezzo alle case è una questione di ordine pubblico». «E i vigili, salvo casi eccezionali, non possono fare ordine pubblico», replica il vicesindaco. Anche il rappresentante dell’Asco San Lorenzo- Carrobbio, Fabio Acampora chiede maggiori controlli da subito: «Alle colonne di San Lorenzo il presidio ha funzionato, venga subito esteso anche in via Vetere». Al momento, sono dieci i poliziotti e i carabinieri che presidiano la zona il venerdì, il sabato e la domenica: «Troppo pochi».

Cesare Giuzzi
24 novembre 2010

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