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Commemorazione Ferdinando Santi

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Ferdinando Santi
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Ferdinando Santi

Commemorazione Ferdinando Santi

Si è tenuta anche oggi, come tutti gli anni, la commemorazione di Fernando Santi davanti alla sua casa natale all’inizio di Via dei Mercati, che versa in condizioni abbastanza pietose e che, come avemmo già occasione di scrivere, andrebbe restaurata e messa a disposizione della cittadinanza. É una casa povera, rabberciata, fatta con mattoni e sassi di fiume, quello che si trovava. Non potrebbe certo avere l’abitabilità, ma, come fa notare Egidio Tibaldi, promotore della commemorazione e cugino del Santi, con opportuni accorgimenti potrebbe ospitare una biblioteca di quartiere, mentre a lato potrebbe sorgere un laboratorio di falegnameria per avviare i giovani al lavoro, come di certo avrebbe approvato il Santi.

Per chi non lo ricordasse, Santi fu un sindacalista nelle file del partito socialista, approdato poi in parlamento come membro dello stesso partito.

“È stato un riferimento non solo per Parma, ma per tutta l’Italia”, rimarca Tibaldi.

Non foss’altro, andrebbe ricordato per la sua onestà e integrità che, come tutti dolorosamente possiamo constatare, non sono merci facilmente reperibili.

Anche Michele Alinovi, con fascia tricolore in qualità di rappresentante del Comune, riconosce la statura del Santi: “É stato un colosso, sempre impegnato per migliorare la società civile, entrando in politica a soli 15 anni.” Fondando egli stesso, come verrà ricordato in seguito, la Federazione Giovanile del Partito Socialista, dal momento che all’inizio non gli fu permesso di iscriversi a causa dell’età troppo giovane.

“Se è attuale ancora oggi?” prosegue Alinovi. “Certamente sì. Il suo faro era la solidarietà sociale, sognava che i diritti dei lavoratori andassero a braccetto e non in conflitto con le istanze dei borghesi e della proprietà. Oggi la si chiamerebbe concertazione.” Fu lui, se chi scrive non sbaglia, a introdurre in politica la definizione di avversario e non di nemico per chi la pensa in maniera opposta.

Sempre nelle parole di Alinovi, “Lavorare con le scuole, per la realizzazione di case popolari, per la sanità, stare sempre dalla parte dei più deboli, sono temi ancora all’ordine del giorno. Ora proprio nel quartiere è stato realizzato uno studentato, ma l’area attorno è ancora ampiamente da riqualificare, e si spera di poterlo fare grazie alla cooperazione di pubblico e privato, come sarebbe piaciuto a Santi.”

Lo studentato è un’imponente costruzione bordeaux e nera che ospita 474 posti letto ed è dotata di molte comodità tra cui una palestra. É privato ma con tariffe abbordabili.

O almeno così viene pubblicizzato.

La casa di Ferdinando Santi

La commemorazione si svolge davanti alla casa che fu di Santi, tra l’erba alta e l’odore di mentuccia calpestata. Tra i non troppo numerosi presenti, prende la parola l’avvocato Restano, nuovo segretario provinciale del Partito Socialista, che illustra una recente iniziativa del partito sulla scia del Santi, cioè la futura presentazione al Parlamento di una petizione popolare che chiede l’istituzione di un fondo nazionale casa con mutui abbordabili, da finanziare con gli extraprofitti di banche e istituzioni, rivolto ai giovani e alle coppie e abbastanza appetibile da far rientrare i talenti fuggiti dall’Italia.

L’imprenditore americano Tighe Noonan, con la partecipazione dell’Unione Europea e del Comune di Parma, ha contribuito alla nascita dello studentato. Ricorda, in ottimo italiano e mostrando conoscenza della realtà cittadina, come un tempo Golese fosse un comune con caratteristiche proprie e distinte da quelli limitrofi, e come oggi si sia persa la dimensione sociale. “La gente viene qui per fare affari e se ne va, mentre sarebbe importante mettere la casa di Santi a disposizione delle associazioni di quartiere. Faremo il possibile”, promette, “per rendere giustizia a Santi.” Lamenta anche il furto, ai danni degli studenti indiani che già abitano lo studentato, di bici per le consegne di cibo, lavoro extra che svolgono per potersi mantenere agli studi a Parma. Ma questa è un’istanza da rivolgere a chi è preposto alla sicurezza cittadina.

Claudio Magnani, (ex Presidente della Provincia di Parma) infine, figlio della “Gatta Bianca”, così detta per i capelli bianchi a vent’anni, a causa dei tre figli e delle preoccupazioni, sindacalista dei braccianti durante il regime (che coraggio!) ricorda, quando aveva 10 anni, di aver conosciuto personalmente Santi. “Veniva da noi a mangiare il minestrone col vino, il sorbir. Era un rivoluzionario, ma preferiva sempre l’accordo al conflitto.” (Parma, 15 Settembre 2026)

Francesca Avanzini