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Costi del termovalorizzatore in bolletta, Iren bocciata al Tar. E la Lega contesta Pizzarotti

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termovalorizzatore di Parma
termovalorizzatore di Parma

Il Tar di Bologna si è pronunciato su un contenzioso che opponeva Iren Ambiente ad Atersir, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti. Ne dà notizia l’agenzia Dire.

La causa verteva sul termovalorizzatore di Parma e nello specifico sulla somma di 281mila euro, che nel 2014 l’azienda aveva conteggiato fra le spese sostenute a titolo di compensazione ambientale per l’impianto.

Iren aveva quindi inserito tali costi nel “corrispettivo di smaltimento” che rappresenta una delle voci della bolletta pagata dai cittadini.

Secondo Atersir però gli interventi eseguiti non erano “direttamente riconducibili alla nozione di opere di mitigazione ambientale” e quindi, nel 2015, l’ente ha deciso di chiedere la “restituzione” di quanto indebitamente pagato dagli utenti scomputandolo dal corrispettivo di smaltimento spettante ad Iren per quell’anno.

La multiutility ha presentato ricorso contro la delibera di Atersir affermando che “tale decisione sarebbe contraria alla normativa che regola la materia in esame” e “comunque priva di motivazione in ordine ai criteri utilizzati nel calcolo dall’amministrazione”.

Inoltre, ad avviso della ricorrente, Atersir avrebbe operato “un’arbitraria applicazione retroattiva della normativa richiamata”.

Per i giudici però “tutte le doglianze vanno respinte”. Secondo la sentenza l’ente regionale ha in sostanza agito legittimamente e a tutela, “da ultimo del cittadino utente”, che per il tribunale amministrativo è stato costretto ad addossarsi “un onere non dovuto”. Le spese di giudizio tra le parti sono state compensate.

“Una decisione importante perché evidenzia come il rapporto tra Iren e cittadini di Parma sia squilibrato a favore della multiutility, come la Lega dice praticamente da sempre”, commentano i due consiglieri regionali del Carroccio, Emiliano Occhi e Fabio Rainieri (vicepresidente dell’Assemblea legislativa)

“Finalmente viene sancito per via giudiziale che Iren, perlomeno per quanto riguarda Parma, addossa sui cittadini costi troppo elevati, a fronte di un termovalorizzatore che brucia più del triplo dei rifiuti rispetto a quelli prodotti dal territorio e di un servizio di raccolta differenziata sicuramente migliorabile”, continuano i leghisti. Che si dicono pronti “a sostenere anche altre iniziative contro lo strapotere di questa multiutility”.

Secondo Rainieri e Occhi, infatti, questo “è cresciuto con il beneplacito di Federico Pizzarotti che da grande nemico, ai tempi in cui e’ stato eletto sindaco al grido di no inceneritore, e’ diventato grande amico di Iren concedendogli di tutto in cambio della sponsorizzazione di qualche evento, comunque briciole rispetto a quanto guadagna la stessa multiutility con le nostre tariffe”.

Al sindaco si rimprovera infine di essere uscito negli anni scorsi dal patto di sindacato dell’azienda, “salvo adesso volerci tornare dopo che per anni la nostra realta’ non ha contato nulla nelle politiche industriali di quella società con inevitabili conseguenze negative per i parmigiani”, concludono i consiglieri regionali.

Fonte Link: parma.repubblica.it