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Intitolazione della Sala civica di Via Bizzozero alla memoria di Vincenzo Tradardi

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Ricordano Vincenzo Tradardi in una conferenza stampa che si svolgerà Sabato 28 Ottobre alle ore 10.30 presso il Centro Studi Movimenti , Via Saragat 63/a.

Chiederemo all’Amministrazione Comunale di intitolare la sala Civica del Centro Bizzozero alla sua memoria.

alla memoria di Vincenzo Tradardi 

Ad un anno dalla morte di Vincenzo Tradardi gli amici, riuniti nel suo ricordo, chiedono all’Amministrazione comunale di intitolare la sala civica del Centro Bizzozero alla sua memoria.

In questa sala un anno fa, a fine settembre, Vincenzo, già molto segnato dalla malattia che lo avrebbe portato ala morte, teneva il suo ultimo discorso pubblico, contro la riforma della Costituzione e per la sua attuazione, a partire dal rispetto dei diritti in essa sanciti, con particolare riferimento all’art. 32 sul diritto alla salute. In esso sosteneva il valore universalistico di questo diritto, considerato non a caso “fondamentale” dalla Costituzione in quanto presupposto per il pieno godimento degli altri diritti. Tradardi aveva molto creduto nell’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, che considerava uno dei migliori al mondo in quanto aveva assicurato a tutti, in particolare agli indigenti e ai meno abbienti, il diritto all’assistenza sanitaria, e impegnava la Repubblica ad apprestare le risorse, le misure, le cure, la prevenzione, le strutture idonee al suo soddisfacimento in tutto il territorio nazionale, eliminando mutue e trattamenti sanitari legati alle capacità economiche individuali.

In qualità di Presidente della prima USL, Tradardi ha attivamente operato per la massima estensione della tutela della salute pubblica e delle cure individuali. Aveva addirittura precorso la legge di Riforma Sanitaria, istituendo il Consorzio Socio Sanitario Bassa Est, di cui era Presidente. In questo Consorzio sono nati anche i Servizi Sociali per dimessi dal manicomio, per assistenza domiciliare ad anziani e ad  handicappati anche gravi.

Nel suo ultimo intervento Tradardi denunciava con la consueta lucidità le linee dell’attacco sferrato a questo diritto, condotto attraverso l’azione congiunta e distruttrice del taglio dei finanziamenti da parte dello stato, del depotenziamento della Sanità pubblica, della privatizzazione della Sanità da parte delle grandi compagnie assicurative e fondi finanziari, che stanno dando l’assalto a questo enorme settore, dal controllo del quale ricavano profitti milionari.

Non era certo la prima volta. Prima di allora, convegni, conferenze, assemblee, pubblici dibattiti sono stati voluti e organizzati da Vincenzo sia con l’intento di rivendicare il rispetto del diritto alla salute per tutti, sia di denunciare il processo in atto di privatizzazione della Sanità pubblica.

D’altro canto Tradardi ha sempre avuto come motivo ispiratore delle sue molteplici lotte politiche la difesa della dignità delle persone, contro ingiustizie, prevaricazioni e soprusi.
Ha dedicato larga parte della sua vita alla lotta contro le istituzioni totali a partire dalla occupazione e poi la chiusura dell’Ospedale Psichiatrico di Colorno, fino alla progettazione della Fattoria di Vigheffio, come luogo di vita dignitosa e accogliente per chi è affetto da malattia mentale. La collaborazione prima con Franco Basaglia e poi il lungo sodalizio con Mario Tommasini hanno consentito che la nostra città divenisse punta di diamante nella lotta contro ogni forma di segregazione ed esclusione, nonché modello e punto di riferimento nella costruzione di decine di progetti incentrati sul valore dell’integrazione all’interno della comunità cittadina.

La sua instancabile attività derivava dalla convinzione profonda che gli oppressi, chiunque essi fossero – poveri, migranti, malati di mente, carcerati – avessero bisogno di riconoscersi come uomini, e che questo percorso nei vari momenti della loro liberazione richiedesse dialogo e incontro tra esseri umani. Vincenzo era profondamente convinto che tale incontro, in cui si fanno solidali il riflettere e l’agire delle persone, fosse capace di trasformare e umanizzare il mondo.

Non a caso Vincenzo si è lungamente impegnato a sostegno della resistenza palestinese. Le principali attività compiute hanno riguardato la redazione di documenti, la organizzazione e la presentazione di libri e di incontri, la partecipazione a missioni in Palestina, la sottoscrizione di numerosi appelli e denunce, la partecipazione a manifestazioni nazionali. È stato anche docente nei corsi di formazione di ISM-Italia e instancabile documentatore di molte iniziative dedicate alla Palestina. Ha partecipato infine a varie missioni in Palestina (Campagna di interposizione per proteggere i contadini palestinesi dai coloni durante il raccolto delle olive, Carovana da Strasburgo a Ramallah, Convoglio Viva Palestina da Londra a Gaza, la Global March to Jerusalem).

Tradardi altresì ha fortemente creduto nella necessità di ricreare una sinistra di alternativa e si è battuto perché sorgessero liste unitarie della sinistra a livello nazionale, regionale, locale. Tra le altre ha contribuito a dar vita all’Altra Emilia-Romagna, operando nel segno di costruire unità e radicalità della sinistra, avendo sempre come baricentro la Costituzione. D’altro canto era figlio di un partigiano, le cui idealità avevano trovato espressione piena e compiuta proprio nella Costituzione antifascista, democratica, egualitaria.

Il 26 settembre dello scorso anno, in occasione della Festa della Costituzione, dopo aver terminato il suo alto discorso sulla Sanità pubblica e aver denunciato il pericolo rappresentato dalle grandi compagnie assicuratrici, Vincenzo si è piegato su se stesso dal dolore. È stato portato all’ospedale, dove una ventina di giorni dopo, è morto.

Ci ha lasciato un amico, un compagno, un attivista politico, che ci ha consegnato un patrimonio da conservare e trasmettere come contributo specifico offerto dagli uomini migliori di questa città a un futuro più civile e a una comunità più accogliente.

Chiediamo alla massima istituzione della città che tributi a Vincenzo Tradardi il riconoscimento che si merita. 

Bruno Abati, Marco Ablondi, Marcello Acquarone, Mario Amadei, Giuliano Amadei, Maria Amarù, Pasquale Apruzzese, Gian Luca Belletti, Angela Bergonzi, Ennia Bertozzi, Antonio Bodini, Susanna Borghini, Massimo Bussandri, Paolo Bussi, Rocco Caccavari, Eugenio Caggiati, Giovanni Caggiati, Renata Campani, Nadia Cavalca, Enrica Chiari, Angelo Chiuri, Guglielmo Cordani, Mauro Dazzi, Roberta Delsanto, Elisabetta Ferrari, Desmond Peter King, Riccardo Gandini, Antonella Ghirardelli, Daniele Ghirarduzzi, Rossella Longhi, Alberto Mambriani, Giacinta Manfredi,  Paola Maniga, Lina Marchini, Franco Masini, Alberto Marzucchi, Paolo Migone, Gianna Montagna, Aldo Montermini, Ferdinando Gradella, Franco Montali, Giuliano Morelli, Sabrina Michelotti, Nicolò Mingozzi, Mauro Nuzzo, Karin Munck, Andreina Novari, Paolo Novari, Francesco Pagani, Rosanna Patrizi, Andrea Pavlidis, Pietro Paolo Piro, Angela Proietto, Cristina Quintavalla, Elena Rampello, Maria Pia Ranza, Stefania Re, Vilma Ricci, Abder-Razzaq Shihadeh, Maria Ricciardi Giannoni,  Marcella Saccani, Giuseppe Saglia, Cristiana Scandolara, Gian Luigi Trianni, Antonio Varatta, Paola Varesi, Maurizio Vescovi, Raffaele Viggiano, Daria Zini.

 

E le seguenti associazioni: 

ANPI Cittadino

Altra Emilia Romagna

Coordinamento democrazia costituzionale – Comitato Salviamo la Costituzione di Parma

Centro Studi Movimenti

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