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BERLUSCONI, MAI PREVISTA MANOVRA CORRETTIVA FINE ANNO

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(ansa.it)  CORFU’ – "Non abbiamo mai parlato o previsto una manovra di questo tipo": così Silvio Berlusconi ha risposto alla domanda sull’ ipotesi di una manovra correttiva a fine anno, nel corso della conferenza stampa a Corfù.
"Da quando siamo al governo abbiamo imboccato una linea ben precisa che è quella di non aumentare la pressione fiscale", ha detto il presidente del Consiglio. "Anche in questo decreto legge per la Finanziaria del 2010 – ha aggiunto – noi siamo intervenuti soltanto con dei tagli agli sprechi e con minori spese". "La cosa fondamentale è che si è deciso di stare vicino alle persone".

A ENTI SOLO RICHIESTA SENSO DI RESPONSABILITA’
"Il mio era solo un invito a una maggiore attenzione e prudenza perché penso che si possa evitare di fare cifre e precisioni che, amplificate dai media, aumentano la sfiducia": così il premier Silvio Berlusconi a proposito delle sue parole di ieri sulle previsioni economiche degli enti internazionali. Ha quindi rivolto un "appello" ai responsabili istituzioni internazionali, "al loro buon senso e al senso di responsabilità.

"Io non ho mai detto di chiudere la bocca agli enti o ai media e se l’ho detto non c’era assolutamente nulla di violento o meno che liberale", visto che l’obiettivo era solo quello di "chiedere maggiore prudenza" nel fornire dati che rischiano di accrescere al sfiducia. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a Corfù tornando sulle parole di ieri.

”Anche oggi leggo interpretazioni diverse sui giornali da quanto vado affermando”, e’ stata la premessa del premier, che dopo aver ricordato gli interventi del governo in favore delle banche e a sostegno delle imprese per superare la crisi, ha sottolineato come il peggio sia ormai alle spalle in quanto le ragioni che hanno scatenato la crisi ”oggi sono finite”. ”Oggi – ha detto – non ci sono motivi del permanere della crisi che derivano da realta’ che non possono essere cambiate”. Il suo giudizio infatti rimane quello secondo cui la crisi ”deriva preminentemente da fattori psicologiche” che portano ad una ”contrazione dei consumi e della produzione”. Un ”circolo vizioso” che si perpetua per la ”paura della crisi che e’ alimentata da dichiarazioni che vengono dai governi, dall’opposizione e da tutti gli organismi internazionali e nazionali che continuano a dare numeri sul deficit o su altro amplificando la sfiducia”. In tutto questo anche i media hanno un ruolo, ha sottolineato, visto che ”amplificano e sottolineano i fattori di sfiducia aumentando in questo modo la crisi”. ”Io pero’ – ha proseguito Berlusconi – non ho mai detto di chiudere la bocca e se l’ho detto perche’ a volte ho un linguaggio non politicamente corretto non c’era nulla di violento o men che liberale”. Visto che ”il mio intento era di chiedere responsabilita’ e cautela ai giornali” allo scopo di ”controllare” maggiormente quanto viene pubblicato. Anche l’invito agli imprenditori sulla pubblicita’, ha aggiunto, era solo quello di ”intervenire sui giornali per sollecitare un atteggiamento diverso”. Il premier ha quindi ricordato di avere anche invitato gli imprenditori a non ridurre la promozione pubblicitaria ed anzi ad aumentarla. Alla domanda su come si possa ottenere questa maggiore responsabilita’ da parte di enti come Banca d’Italia o Istat il presidente del Consiglio ha risposto: ”Non credo che si possa organizzare. Il mio e’ un invito ad una maggiore attenzione e prudenza a fare le dichiarazioni perche’ credo che si possa evitare di fare cifre e dare previsioni che, amplificate dai media, aumentano la sfiducia. Insomma ci si deve rivolgere al buonsenso e al senso di responsabilita’ di ciascuno”. Poi, ha concluso, ”e’ possibile avere dei contatti o delle colazioni o delle cene con i responsabili di questi enti per cercare tutti insieme di togliere di mezzo questa paura ed eliminare tutti i canali che la amplificano, in termini ovviamente di buonsenso e non certo in termini autoritari che non puo’ essere fatto ma anzi con grande consenso di tutti”.

A MEDIA CHIEDO SOLO OGGETTIVITA’ E MISURA
"Non penso affatto" che il mio invito agli imprenditori a non dare pubblicità ai giornali che diffondono pessimismo c’entri qualcosa con il conflitto d’interesse. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a margine del vertice Nato-Russia, tornando sulle sue dichiarazioni di questi giorni. "Non ho mai detto di non dare pubblicità ai giornali dell’opposizione, ho detto solo agli imprenditori – ha sottolineato – di non darla contro il loro interesse e questo credo sia ragionevole". Quello che chiedo, ha proseguito, "é di non essere diffusori di dati che dovrebbero essere forniti con molta minore frequenza, anche perché le notizie si possono sparare in prima pagina o farlo in modo oggettivo e nelle pagine economiche. Insomma i giornali dovrebbero avere la consapevolezza che possono essere un fattore che può influenzare la diminuzione dei consumi".

DOPO IL VARO DEL DECRETO ANTI-CRISI IL ”NO AI CATASTROFISTI”
ROMA – ‘Organizzazioni internazionali, stampa, opposizioni, i ”signori” che, ”sulla base di quello che gli dicono i loro uffici studi” diffondono ogni giorno paura, panico, e pessimismo sono quelli ai quali ora ”dovremmo davvero chiudere la bocca”: Silvio Berlusconi e’ determinato e sferra un nuovo affondo, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, per illustrare il nuovo pacchetto di misure anti-crisi varato dal governo, ribadendo la convinzione che ormai la crisi economica sia ”eminentemente psicologica”.

Una linea che il premier assicura portera’ anche al tavolo del G8. Il pensiero corre al Governatore di Bankitalia Mario Draghi che ieri ha annunciato un ulteriore peggioramento della crescita (con un Pil che, se va bene, alla fine dell’anno calera’ del 5%, ha detto). Ma il presidente del Consiglio non fa nomi. ”Un giorno si’ e uno no – dice – le organizzazioni internazionali escono e dicono che il deficit e’ al 5%, che i consumi sono calati del 5%; crisi di qui, crisi di la’, la crisi ci sara’ fino al 2010, la crisi si chiudera’ nel 2011… Insomma, un disastro”. Per carita’, afferma Berlusconi, parlano sulla base di quello che gli dicono ”gli uffici studi”, ma cosi’ ”facendo distruggono la fiducia dei cittadini dell’Europa e del mondo”. Fiducia che e’ invece uno dei pilastri fondamentali sui quali costruire la ripresa, e’ il ragionamento: i cittadini non devono tagliare i consumi, gli imprenditori non devono smettere di giocare il ruolo propulsivo che hanno a partire dagli investimenti in pubblicita’. L’unica pubblicita’ che invece e’ giusto minacciare di cancellare e’ quella ai giornali catastrofisti.

”L’ho gia’ detto – puntualizza Berlusconi – e non e’ uno scandalo”. Il premier di un’altra cosa e’ comunque convinto, che gli italiani siano con lui: ”ci hanno votato e continuano a darci consenso nonostante tutti i miasmi, le calunnie e i veleni che tentano di lanciarci addosso per sommergerci”. Un feeling dovuto anche all’azione del governo in questo primo anno, spiega il presidente del Consiglio. ”Io credo che gli italiani ci premino perche’ rispettiamo gli impegni assunti, questa e’ la vera moralita’ che abbiamo portato nella politica”. Ultimo esempio e’ proprio il decreto legge approvato oggi dal Cdm con misure concrete a sostegno dei lavoratori e delle imprese. Un’operazione che fa meritare ai ministri Tremonti e Sacconi (seduti accanto al premier nel corso della conferenza stampa) i complimenti ”affettuosi” in diretta: ”Il decreto nasce con l’accordo delle parti in causa”, dice con orgoglio Berlusconi e ci permette di guardare ”al domani – assicura – perche’ e’ un decreto di spinta all’economia” e che fa si’ che finalmente ”la mano dello Stato sulle imprese si alleggerisca”.