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BERLUSCONI: VELTRONI INESISTENTE, GOVERNEREMO MOLTI ANNI

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Marcello Campo

(ansa.it) ROMA – Nessun dialogo con il Pd, guidato da un leader "inesistente" ancora in preda ai "vecchi vizi del passato". Niente da fare nemmeno per l’Udc: presto si farà la riforma del voto europeo con lo sbarramento al 5% e senza le preferenze.

 Silvio Berlusconi chiude la porta del dialogo in faccia a Veltroni e ai centristi confermando tutta la soddisfazione per un governo che "produce fatti che generano apprezzamento, record nella storia dell’Italia e della democrazia: il 63,7%". In occasione della prima riunione dei cento costituenti del Pdl, il premier è sempre più convinto che il centrodestra governerà a lungo, forte di una popolarità che definisce "imbarazzante".

E chiarisce che il confronto con l’opposizione non è all’ordine del giorno. Anche il dibattito sul binomio fascismo-antifascismo, che continua a scuotere Alleanza Nazionale, lo lascia del tutto indifferente. Alla fine della riunione lampo al Tempio di Adriano, 45 minuti appena, liquida così la questione: "Io penso solo a lavorare per risolvere i problemi degli italiani". E proprio il Pdl, nella logica del Cavaliere, è lo strumento ideale per agevolare questo lavoro. "Sarà una forza aperta – spiega – punto di riferimento per tutti gli elettori che non si riconoscono nella sinistra, attraverso sedi locali, siti internet e circoli. Un partito che ha scelto di non essere più un partito della politica delle parole ma dei fatti". Nella politica delle parole, Berlusconi implicitamente inserisce l’eterno dibattito su dialogo sì – dialogo no, attribuendo ancora la responsabilità della mancata collaborazione a una sinistra che, attacca il premier, nonostante gli annunci non ha ancora fatto i conti con il passato.

 "Veltroni – spiega tra gli applausi – aveva cominciato bene, ma nei fatti si è rivelato del tutto inesistente. Hanno scelto ancora la vecchia linea e i vecchi vizi della loro provenienza storica, ci hanno accusato di portare l’Italia alla rovina economica e politica. Dimentichiamo ogni speranza di poter collaborare con loro. Dovrà passare ancora un’altra generazione, oggi sono posseduti solo da invidia e odio di classe". Berlusconi ne ha anche per l’altra opposizione, quella dell’Udc di Casini, mobilitata sul fronte della legge elettorale elettorale europea. Così, anche stamane, conferma la volontà di andare spedito verso una riforma che introduca la soglia di sbarramento del 5%, senza le preferenze. Sistemate le opposizioni, il Pdl, almeno a giudicare da oggi, nasce senza particolari scosse interne. Il confronto tra azzurri e An sullo statuto resta aperto, tuttavia non è l’occasione per entrare nel dettaglio. L’ordine dei lavori, ridotto all’osso, solo tre interventi (Verdini, La Russa e Berlusconi) non lo permette.

Il coordinatore di Fi, in apertura della riunione, risolve la vecchia disputa tra i sostenitori del partito leggero e quello pesante delle tessere e degli iscritti, rilanciando il modello americano: "Fi e An hanno sempre avuto molti iscritti, ma questi – spiega – rappresentavano solo una piccola percentuale degli elettori. Per questo è preferibile puntare su forme più aperte e leggere di ‘registrazione’, sul modello americano, che consentano a milioni di persone di lasciare i propri recapiti per essere ricontattate, consultate e regolarmente coinvolte nella vita del nostro soggetto politico". Per Verdini l’ obbiettivo è "dare vita ad una forza che aspiri al 50%+1 dei voti, e che sia pronta a governare l’Italia per 10-15 anni".

BETTINI: PAROLE GRAVI E OFFENSIVE, E’ NERVOSO
"Le dichiarazioni di Berlusconi e di altri esponenti della destra sono gravissime politicamente e offensive sul piano personale. Si attacca Veltroni in modo virulento per coprire i fallimenti del governo". Lo afferma Goffredo Bettini, coordinatore dell’iniziativa politica del Pd, replicando al presidente del Consiglio.

"In particolare – aggiunge – l’Alitalia è nel caos dopo che la destra nei mesi passati ha affossato l’intesa con Air France, che avrebbe mille volte di più tutelato l’azienda ed i lavoratori. La verità è che ogni loro promessa ancora una volta sta risultando vana: le tasse sono aumentate, il caro-vita non è sotto controllo, nulla è stato deciso per una ripresa dell’economia, mentre pagano in modo intollerabile i giovani, i pensionati, i salariati e tutti coloro che vivono con un reddito fisso". "Sono nervosi, non solo perché il Pd è bene in campo (altro che inesistente!) – aggiunge Bettini – ma perché la sua opposizione sta mordendo e convincendo, come si vedrà nella grande manifestazione di popolo del 25 ottobre a Roma".

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