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Cinque anni per la scuola

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L’impegno della Provincia per garantire a tutti e in tutti i territori un’istruzione di qualità. Bernazzoli: "per noi era una priorità e lo abbiamo dimostrato"

Parma, 3 aprile 2009 – Garantire un’istruzione di qualità in tutto il territorio, per dare a tutti pari opportunità. È stato questo l’obiettivo che ha indirizzato durante questi cinque anni l’azione della Provincia nel settore della scuola. Un impegno perseguito attraverso un investimento straordinario, necessario per dare risposte a un presente ricco di sfide e opportunità. Un impegno riconosciuto anche, da più parti, a livello nazionale. Il sistema scolastico provinciale in questi anni è infatti risultato secondo in Italia per livello qualitativo nella classifica della rivista Tuttoscuola, basata su ben 152 indicatori, e primo per la sicurezza degli edifici nella graduatoria stilata da Legambiente per il 2009.

In occasione del convegno che si terrà nel pomeriggio di oggi su  "Bilancio e prospettive delle politiche scolastiche provinciali" il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli e l’assessore provinciale alle politiche scolastiche Gabriele Ferrari, hanno presentato stamattina rapporto di mandato, facendo il punto dei cambiamenti nella popolazione scolastica, degli interventi realizzati nel campo dell’edilizia scolastica ma non solo, per la scuola dell’infanzia fino agli istituti superiori. " Quello dell’istruzione è stato per noi un settore molto importante. Lo abbiamo dimostrato destinandovi ogni anno il 25% della quota degli investimenti. 32 ml di euro complessivamente perché abbiamo creduto che questa fosse una priorità per il territorio". Vincenzo Bernazzoli ha ricordato la situazione di partenza, drammatica per mancanza di aule, spazi, strumenti. "Era in sostanza saltato l’equilibrio fra strutture disponibili e iscrizioni in crescita. Molte le ragioni fra cui il fenomeno della cosiddetta liceizzazione, lo spostamento verso la città, l’aumento della popolazione scolastica frutto dei movimento migratori. Non avevamo una risposta adeguata – ammette il presidente –  ma avevamo l’obiettivo di far studiare le nuove generazioni nelle condizioni migliori possibili. Lo abbiamo realizzato lungo tutto l’arco della formazione, attivando risorse della Provincia, nella quasi totale assenza di finanziamenti statali, col sostegno di Fondazione Cariparma e in tempi incredibili. In questi cinque anni – racconta l’Osservatorio provinciale – è progressivamente aumentato il numero degli under 18. Una crescita particolarmente forte tra i più piccoli (la fascia 0-2 anni ha conosciuto, ad esempio, un incremento del 16,2%), destinata a proseguire nei prossimi anni, mettendo in tensione un sistema scolastico e formativo che continua ad assicurare risultati d’eccezione. Tra tutti i giovani under 17, infatti, in provincia di Parma ben il 97% partecipa oggi a percorsi di formazione iniziale, compresa la formazione professionale e l’apprendistato. Il balzo che si è registrato in questi anni è stato determinato dall’incremento dei non italiani, il cui numero in questi anni è raddoppiato in quasi tutte le scuole di ogni ordine e grado. E l’integrazione inizia a dare i suoi frutti. Basti pensare che nelle scuole superiori l’incidenza degli stranieri tra i ripetenti durante il quinquennio è crollata dal 14,3% al 3,5%. La crescita degli studenti del biennio durante la legislatura, è stata assorbita quasi esclusivamente dai licei, cresciuti di 429 unità. Questo fenomeno ha portato però ad un aumento del pendolarismo e a un incremento dei ritardi. In forte crescita poi, dopo la riforma Moratti, chi sceglie di anticipare l’inizio delle elementari, pari ormai al 5%. Aumentano anche i ritardi, che oscillano da un minimo del 5,9% ad un massimo del 15-16%, in base al tipo di scuola, al sesso e all’età. In alcuni distretti in terza media è in ritardo un ragazzo su sei e in seconda elementare sono in anticipo almeno due bambine per classe. "Sono stati cinque anni intensissimi segnati dalla riforma Moratti, quella di Fioroni fino ai provvedimenti del ministro Gelmini.. – ha detto Ferrari Abbiamo inteso il nostro ruolo lavorando su quello che interessava alla scuola. Abbiamo puntato a costruire con tutti i soggetti interessati una rete scolastica efficiente e a garantire ai cittadini una pari qualità nell’istruzione indipendentemente dal luogo da cui si proviene o si è scelto di risiedere. Abbiamo curato i rapporti con chi vive e lavora nella scuola e deciso con loro le strategie. Non c’è un istituto della città che non sia stato oggetto di intervento e allo stesso tempo abbiamo rafforzato i poli periferici in modo da mantenete un equilibrio nel territorio. Certo è che se vengono avanti processi come quelli imposti dal ministro Gelmini delle pluriclassi e la chiusura delle scuole con meno di 50 alunni, tutto questo lavoro rischia di essere vanificato". Lo dicono più volte sia Bernazzoli che Ferrari che questa è la grande preoccupazione che li assilla perché chiudere le scuole vuol dire spopolare i luoghi e in una terra come quella parmense che ha la più alta percentuale di montagna della regione, il tema è davvero serio. E invece proprio in montagna la Provincia ha investito molto, sei volte tanto per ogni cittadino se paragonato a chi abita in pianura, ha ricordato il presidente, guidati da una visione chiara: quella di dare ad ogni comune la possibilità di giocarsi le proprie carte e concorrere in questo modo alla sfida della competitività.

GLI INTERVENTI

1. Aumentare l’offerta Per rafforzare ed aumentare quantitativamente l’offerta scolastica sono stati investiti complessivamente 32 milioni di euro, di cui 5 provenienti da Fondazione Cariparma, che ha riconosciuto il valore fondamentale di questa scelta per lo sviluppo del territorio. L’intervento principale, al quale sono stati dedicati quasi 9 milioni, ha permesso di ricavare nel polo via Toscana il quarto liceo scientifico di Parma – la diciottesima scuola superiore della provincia – che a regime ospiterà 750 ragazzi, oltre a palestre e spazi verdi e laboratori per l’Itis Da Vinci. Un secondo investimento di rilievo è stato dedicato al complesso di piazzale Barbieri, dove dalla ristrutturazione della sede delle tramvie è stata ricavata la succursale del Toschi e saranno aperte 11 nuove aule, un’aula magna e una palestra.  Due interventi per complessivi 3,5 milioni hanno permesso di ampliare e qualificare il Romagnosi, mentre in viale Maria Luigia sono state ricavate 8 nuove aule per il liceo Ulivi e l’istituto tecnico Melloni.
2. Distribuire l’offerta
Il secondo passo fondamentale compiuto dalla Provincia è stato quello di lavorare insieme a Comuni, autonomie scolastiche, forze economiche, Università per diffondere e rafforzare questa offerta sul territorio, per limitare il pendolarismo e dare a tutti, dappertutto, uguali opportunità. Per questo è stata sostenuta la costituzione dell’istituto comprensivo della Val Ceno, che unisce tutte le scuole dei comuni della valle. In questo modo è stato possibile mantenere aperte tutte le scuole presenti a Bardi, Bore, Pellegrino, Varano Melegari e Varsi e avere insegnanti più stabili, quindi una migliore qualità dell’insegnamento. La Provincia ha poi supportato la qualificazione dell’istituto Gadda, con sedi a Fornovo e Langhirano. Attraverso accordi con industriali e Università si sta lavorando per qualificare l’offerta formativa, anche avvicinandola alle necessità delle realtà produttive, migliorando così l’inserimento lavorativo dei ragazzi che lo frequentano. Riorganizzazione e integrazione sono le parole d’ordine anche per il polo di formazione agroindustriale, ovvero l’Itis Galilei di San Secondo, l’Ipaa Solari di Fidenza e l’Itas Bocchialini di Parma, per quest’ultimo è in corso la progettazione della nuova sede.   3. Garantire sicurezza e qualità Un ulteriore investimento strutturale è stato messo in campo in questi anni dalla Provincia per garantire a tutti gli istituti – i nuovi, quelli ristrutturati, quelli interessati da interventi di integrazione e rafforzamento, ma anche tutti gli altri – livelli adeguati di qualità e sicurezza. Grazie ad una gestione virtuosa delle risorse la Provincia è riuscita a diminuire la spesa per la gestione da 3,1 a 2,8 milioni all’anno e per la manutenzione ordinaria da 409mila a 402mila euro l’anno, aumentando viceversa la spesa per le manutenzioni straordinarie da 4 a 4,6 milioni. Nel quinquennio ammontano poi a quasi 5 milioni gli investimenti mirati realizzati dalla Provincia per migliorare la sicurezza nelle scuole. Verifiche antisismiche, in particolare allo Zappa di Borgotaro, e adeguamenti antincendio con il rilascio dei certificati per la prevenzione.   SCUOLA – GLI ALTRI INTERVENTI DELLA PROVINCIA La competenza principali della Provincia, in ambito scolastico, riguarda gli istituti superiori. Ma sono numerosi altri gli ambiti nei quali l’Ente interviene, direttamente o distribuendo sul territorio risorse regionali. Eccone alcuni.
Scuole prima infanzia
In cinque anni la fascia 0-2 anni è cresciuta del 16,26%, passando da 10.050 a 11.665 bambini (di cui 2.137 di cittadinanza non italiana), mentre gli iscritti ai nidi sono cresciuti del 40,6%, con i posti passati da 2.064 a 2.902, grazie ai finanziamenti regionali distribuiti dalla Provincia ai Comuni, con l’obiettivo di ridurre progressivamente le differenze tra i territori. Il tasso di copertura è salito così al 24,7%, in linea con l’Emilia-Romagna, che ha il più alto d’Italia. Un risultato fondamentale perché è ormai dimostrata la correlazione tra disponibilità di servizi per l’infanzia, conciliazione tempi di vita e di lavoro, emancipazione femminile e sviluppo economico. La Provincia ha investito in questo campo nel corso della legislatura 5 ml di euro. Con queste risorse è stato possibile creare 700 posti in più portando questi servizi anche nelle zone periferiche del territorio come quelle montane o la bassa.
Borse di studio
Quasi 5 milioni di euro. A tanto ammontano le risorse distribuite dalla Provincia in borse di studio per gli studenti delle superiori. Dal 2003/04 ne hanno beneficiato 6.391 ragazzi.
Contributo per i ibri
Erano 1.843 durante l’anno scolastico 2003/04. L’anno scorso sono diventati 2.563: è in crescita costante il numero dei ragazzi che, dalle elementari alle superiori, ricevono ogni anno dalla Provincia un assegno per i libri di testo.
Educazione degli adulti
Nel corso di questi cinque anni sono più che duplicati i corsi per gli adulti che vogliono ottenere la licenza media (da 8 a 18 ogni anno) ed è triplicato il numero di coloro che portano a termine con successo il percorso (da 61 a 173 ogni anno). In forte aumento anche il numero degli iscritti ai corsi di italiano per stranieri, passati dai 1.286 del 2003-04 ai 1.874 del 2007-08.