Home Argomenti Sorgenti (politica) Eliminato il pubblico del consiglio comunale di Paese

Eliminato il pubblico del consiglio comunale di Paese

144
0

Eliminato il pubblico del consiglio comunale di Paese che termina alle tre e mezza di notte. La maggioranza approva un piano casa contro i residenti e le imprese locali.

Erano le 3 e mezza di giovedì 29 ottobre quando finalmente terminava il consiglio comunale iniziato sette ore prima, mercoledì 28 ottobre, che ha affrontato solo metà dei punti previsti all’ordine del giorno, tra i quali "il piano casa".

Per poter migliorare questo provvedimento noi della minoranza abbiamo presentato una ventina di emendamenti, ovvero delle proposte di modifica migliorative al testo proposto dalla giunta.

Tutte le proposte sono state bocciate, alcune evitavano di concedere ampliamenti alle serre e ai capannoni considerato che a Paese ce ne sono sin troppi e molti addirittura vuoti, altre ancora riguardavano: il rispetto delle distanze dai confini, disposizioni utili a sgravare di lavoro gli uffici tecnici comunali già oberati e con organici carenti, il federalismo nella pianificazione del territorio.

La maggioranza LEGA – PDL – UDC ha bocciato anche un mio emendamento, votato solo dagli otto consiglieri di minoranza, che avrebbe aiutato le imprese edili e che dava la possibilità di demolire e ricostruire con criteri più moderni non solo le case costruite prima del 1989, come previsto dalla delibera, ma anche quelle edificate successivamente.

Sembra che questa maggioranza voglia incentivare solo le grosse imprese, spesso provenienti da fuori (San Benedetto con 1.700.000 metri cubi e ex Simmel con 600.000 metri cubi) dimenticandosi di quelle di piccole dimensioni quasi tutte con sede a Paese e bisognose di lavoro.

Il sindaco Pietrobon si è poi lamentato che le proposte sono state consegnate solo la sera del consiglio comunale; va precisato che è il regolamento di Paese a stabilire che gli emendamenti vanno presentati "prima che inizi la illustrazione di argomento" (Art.40 Regolamento Consiglio Comunale): credo che i consiglieri comunali dovrebbero essere in grado di capire e decidere subito senza troppe pause di riflessione e che il sindaco dovrebbe studiarsi un po’ di più quello che prevede il regolamento del consiglio comunale.

Sull’emendamento dove proponevo di demolire/ricostruire anche le case costruite dopo il 1989 se non adeguate alle norme di sicurezza o di risparmio energetico con premio di cubatura, cosa c’è di tecnico da capire? Dovevo forse portare in consiglio pallottoliere e l’abbecedario?

Durante il consiglio comunale ho chiesto di stabilire la chiusura del consiglio alla mezzanotte e di effettuare in alternativa anche un consiglio alla settimana pur di affrontare il lavoro all’ordine del giorno, appellandomi da persona rispettosa delle leggi, all’articolo 45 del Regolamento comunale che prevede questa facoltà: sono stato ignorato ed il consiglio si è protratto sino alle tre e mezza di notte.

Questo è un fatto gravissimo perché viola il sacrosanto diritto dei cittadini di Paese, sancito dalla legge, di partecipare alle sedute pubbliche del Consiglio, tant’è che alla fine tra il pubblico non c’era più nessuno, nemmeno i numerosi cittadini che erano venuti a sentire la risposta della mia interrogazione sullo stato di pericolo degli attraversamenti pedonali di Paese e nemmeno gli amici Grillini che riprendono le sedute del consiglio comunale.

A pensar male mi vien da dire che l’attuale maggioranza vuole evitare che la gente assista a certe sedute come l’ultima, dove noi della minoranza abbiamo avanzato delle proposte utili ai cittadini, alle imprese ed all’economia locale, mentre la maggioranza totalmente muta faceva opposizione bocciando tutto, come se i ruoli di maggioranza e minoranza si fossero invertiti.

Andrea Zanoni – Consigliere comunale di Italia dei Valori – Cell. 347/9385856 (h.13.00/14.00) – www.andreazanoni.itzanoni@ecorete.it

Previous articleCROCIFISSO A SCUOLA
Next articleAnniversario amaro per Obama Democratici sconfitti nei test locali