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Finanziaria, si lavora alle coperture Il piano casa: sgravi Ici e sconto Irpef

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Le indiscrezioni sulla manovra: sconti per inquilini e anche tetto per stipendi dei manager pubblici.
In collegato protocollo su Welfare

(lastampa.it) ROMA È corsa contro il tempo a via XX Settembre per cercare le coperture finanziare ad alcune misure che dovranno confluire nella Finanziaria 2008 da 10 miliardi. In particolare, secondo quanto si apprende, mancherebbero circa 4 miliardi di euro per gli sgravi Ici, le agevolazioni sugli affitti, gli aiuti alle famiglie e agli incapienti.

I 7-8 miliardi a disposizione per il decreto legge che accompagnerà la Finanziaria (una manovra quindi che complessivamente dovrebbe essere intorno a 17 mld), infatti, sono già stati tutti impiegati per finanziare le poste inderogabili: dalle risorse per l’Anas e le Fs al pubblico impiego. Tra le novità, spunta il tetto agli stipendi dei manager pubblici e delle società controllate e una severa stretta a consulenze, auto blu e collaborazioni. Il Protocollo sul welfare, invece, sembra essere destinato a viaggiare su un unico binario, quello di un collegato alla Finanziaria da approvare entro il 31 dicembre.

Il "nodo" welfare comunque sarà uno dei primi punti da affrontare nel vertice fra governo, capigruppo dell’Unione e segretari dei partiti in programma per mercoledì sera al ritorno dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, da New York. Quell’appuntamento sarà anche l’occasione per definire tutti gli interventi del "piano casa", soprattutto gli sgravi Ici. L’Anci, dopo l’ennesimo tavolo tecnico risolto con un nulla di fatto, avverte il governo che la mancanza delle adeguate compensazioni ai Comuni, provocherà un «inevitabile aumento delle tasse». Si tornerà ad affrontare anche la questione delle troppe richieste dei ministeri. Il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, chiederà un ulteriore sforzo ai ministri invitandoli a ridurre le richieste o proporre nuovi risparmi. A questo proposito, è di oggi il monito del viceministro Vincenzo Visco: «Se si pensa che qualunque richiesta venga fatta possa essere assecondata – ha avvertito – ci si sbaglia».

Per capire qualcosa di più sulla manovra si attende l’appuntamento di domani del titolare dell’Economia, Padoa-Schioppa, davanti alle commissione Bilancio di Camera e Senato. Il ministro dovrebbe iniziare a svelare le carte quanto meno sull’aggiornamento del quadro macroeconomico. Si dà ormai per scontato un abbassamento delle stime di crescita sia per quest’anno (dal 2% all’1,9%) sia il prossimo anno (dall’1,9% all’1,5%-1,6%). Sempre domani, dopo l’audizione, il governo sarà impegnato in un confronto con le Regioni.

Mentre il Tesoro è a caccia delle coperture, il "pacchetto fiscale" sembra iniziare a prendere forma, almeno sulla carta. Insieme agli sconti sull’Ici sulla prima casa di proprietà, arrivano agevolazioni anche per gli inquilini, gli sconti fiscali per le imprese a costo zero (riduzione Ires dal 33 al 28%), assegni ai figli (assegno-dote) e gli incapienti, e il forfettone fiscale per un milione di piccole imprese. Resta ancora da decidere se le misure fiscali andranno in Finanziaria o nel decreto. Il taglio dell’Ires, ad esempio, potrebbe entrare nel decreto ed essere operativo già sull’acconto di novembre per le società. Tornando alle risorse necessarie per applicare gli sconti, un miliardo potrebbe arrivare dalla gestione degli immobili dei ministeri e dal rilancio della Consip, mentre almeno 1,5 miliardi dall’utilizzo delle somme stanziate, ma non utilizzate dai ministeri (i residui passivi). Altri risparmi dovrebbero arrivare da quella parte di norme del ddl del governo sui costi della politica che confluiranno in Finanziaria.

È, infine, definitivamente tramontato il "piano Nicolais" sugli esodi incentivati per gli statali. Il congelamento della misura – che nelle intenzioni del ministro della Funzione pubblica doveva prevedere l’assunzione di un dipendente pubblico in cambio di tre uscite per favorire il ricambio generazionale e produrre risparmi nella pubblica amministrazione – riduce sensibilmente, da 500 milioni di euro a 200 milioni, il contributo di palazzo Vidoni alla Finanziaria 2008. Al momento restano confermate le parti del ’pianò che riguardano la stretta sulle consulenze e sulle collaborazioni (anche se in questo caso i risparmi si computano nel saldo del patto di stabilità degli enti locali), il blocco degli automatismi e il divieto di effettuare assunzioni a tempo determinato nella P.A.

La Toscanini