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INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE MAURIZIO VESCOVI

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PARMA – Il trasferimento della moschea di Parma nella zona a nord della città e l’apertura del nuovo luogo di culto per i fedeli di religione islamica è stato oggetto di contrasti e polemiche in sede politico-istituzionale. Com’è noto, infatti, la scelta di dislocare la moschea in un’area industriale periferica ed assolutamente decentrata rispetto al centro cittadino ha sollevato numerose perplessità circa l’idoneità del luogo prescelto per la sua ubicazione.

La variazione di destinazione d’uso dei capannoni costruiti in via Campanini con funzione produttiva per consentirne la trasformazione in sede di associazione culturale atta ad ospitare la sala di incontro e preghiera per i musulmani di Parma non ha mancato, inoltre, di suscitare malcontento e critiche aperte fra gli artigiani e i titolari di imprese ed aziende dell’area industriale che lamentano, fra l’altro,  problemi viabilistici a carico della strada in questione.

Tuttavia, l’apertura del centro culturale islamico, da molto tempo sentito come esigenza prioritaria per i circa 800 membri della comunità rappresentata da Farid Mansouri, pone ancora una volta all’attenzione della città la delicata e strategica questione dell’interpretazione del vero significato dell’integrazione degli stranieri di più vecchia e recente immigrazione, a partire dall’ascolto interessato delle istanze e dei bisogni provenienti dalle minoranze etniche.

Il trasferimento del luogo di culto islamico dal quartiere Oltretorrente a via Campanini, dunque, se da un lato si poneva l’obiettivo  di rispondere alla domanda specifica di uno spazio adeguato per esercitare in autonomia il diritto alla pratica religiosa che deve essere garantito ad ogni comunità presente sul territorio, deve potere rappresentare per tutta la città un autentico crocevia di incontro e di reciproca conoscenza fra la collettività locale e gli immigrati islamici.

La valorizzazione del centro culturale islamico, nel senso del suo investimento di una valenza positiva in quanto luogo di aggregazione di quanti vi afferiscono, deve contribuire a sostenere l’impegno reciproco dei rappresentanti della comunità islamica e delle istituzioni politiche cittadine a fare del centro di via Campanini un veicolo di confronto e di integrazione fra le diverse culture.   

In quest’ottica, diviene di estrema importanza non trascurare, da una parte, le  preoccupazioni degli imprenditori che da anni operano nella zona, circa il carico viabilistico, a fronte dell’accresciuto bisogno, in  particolare il venerdì, giorno di preghiera, e in occasione delle principali ricorrenze della religione islamica. Dall’altra, meritano attento ascolto e considerazione da parte dell’amministrazione le altrettanto condivisibili istanze dei membri della comunità che da Borgo San Giuseppe devono spostarsi in un quadrante della città decentrato rispetto alle zone di residenza.

Alla luce di queste considerazioni, si chiede al sindaco e agli assessori competenti se non asia il caso di  prendere in serio esame la possibilità di concordare con l’azienda di trasporto pubblico e con i rappresentanti della comunità islamica l’istituzione di regolari collegamenti con bus navetta che contribuiscano sia a scoraggiare l’uso di auto private per giungere in via Campanini, sia a facilitare il raggiungimento della moschea anche per le tante persone prive di un proprio mezzo di trasporto. Parma, 20 febbraio 2009

Maurizio VESCOVI
Consigliere