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Il canile dato in gestione a Timbuctù

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(parma.repubblica.it) Il canile di parma "Lilly e il vagabondo", la cui dirigenza è saltata per effetto dell’inchiesta green money che ha rilevato un giro di fatture gonfiate nella struttura, sarà gestito per due mesi dall’associazione Timbuctù. Lo rende noto l’assessore comunale all’ambiente Cristina Sassi che spiega: "il rapporto di lavoro con la ditta Mondoverde (precedente gestore del canile il cui presidente è finito in manette) sarebbe comunque terminato, tant’è che all’inizio di maggio è stata indetta una gara biennale a valenza nazionale".

Prosegue l’assessore: "Hanno aderito con la richiesta di sopralluogo sette realtà del nostro territorio: due ditte e cinque cooperative. Ci stavamo avviando all’apertura delle buste prevista per il 5 luglio ma poi è successo quello che conosciamo e ci siami visti costretti a interrompere qualsiasi rapporto di lavoro con la ditta mondoverde e a ricercare nel tessuto associazionistico ambientale un’intesa che potesse traghettarci fino all’apertura delle buste". Ciò "è avvenuto attraverso un’azione di responsabilità da parte di Timbuctù che ha offerto un progetto a nostro avviso molto serio per la conduzione di 62 giorni di gestione operativa del Comune, un tempo più lungo di quello che ci aspettavamo anche se avevamo previsto un affiancamento degli operatori".

Riguardo agli illeciti contestati dalla procura, cioè le fatture relative a pulizia dei box e lavaggio delle cucce, cibo fornito dall’amministrazione e farmaci, Sassi commenta: "gli episodi, tutti da dimostrare, sono ora oggetto di valutazione della magistratura che credo saprà fare la dovuta chiarezza".