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Jackie, Bob e il fantasma di JFK Storia di un amore impossibile

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Svelata la passione fra la vedova di Kennedy e il cognato. Svelata la passione fra la vedova di Kennedy e il cognato

(corriere.it) NEW YORK – Si sono amati con passio­ne, sotto l’occhio indulgente di famigliari e consiglieri, senza che – nell’era pre web- una sola indiscrezione sul loro amore proibi­to trapelasse mai sui media. A raccontare i dettagli anche scabrosi dell’arroventata love story che per ben quattro anni legò Jackie Kennedy al cognato Bobby è adesso un li­bro: Bobby and Jackie: A Love Story scritto dall’americano David Heymann dopo due decenni spesi a setacciare gli archivi dell’Fbi e del Servizio Segreto, intervistando l’entou­rage dei Kennedy, tra cui Pierre Salinger, Ar­thur Schlesinger, Jack Newfield, Gore Vidal, Truman Capote e Morton Downey Jr. «La loro storia d’amore iniziò dopo l’as­sassinio di JFK – scrive Heymann nel libro, in uscita a fine mese, di cui il New York Post pubblica alcuni stralci -. E divenne così in­tenso che, quando gli spararono, fu Jackie e non la moglie Ethel a ordinare ai medici di staccargli la spina».

Secondo Truman Capo­te, per anni confidente della first lady, il lo­ro amore germogliò «dal condiviso e stra­ziante lutto». «La loro era una passione ro­vente e senza speranza», spiegava l’autore di «A Sangue Freddo» e «Colazione da Tif­fany ». «Robert fu l’unico uomo che Jackie abbia mai amato davvero», lo incalza lo scrittore Gore Vidal, lontano parente di Jackie.

Già sposato e padre di 11 figli, Bobby non fece mai nulla per occultare la tresca. «Tutti ne erano a conoscenza», racconta l’allora vi­ce ministro per il Commercio Franklin Roo­sevelt Jr. ad Heymann, per ben tre volte in corsa per il Premio Pulitzer. «Si comportava­no come due teenager malati d’amore. So­spetto che Bobby volesse mollare Ethel per sposarla – incalza – ma ovviamente non era possibile». La moglie tollerava il tradimento («Sape­va che lui non l’avrebbe mai lasciata», spie­ga l’autore) ma ogni volta che la cognata vi­sitava Bobby a Hyannis Port, erano scene di gelosia, peraltro senza effetto. Durante una cena sullo yacht presidenziale USS Sequoia, sei mesi esatti dopo la morte di JFK, nel mag­gio del 1964, Bobby e Jackie sparirono sotto­coperta, lasciando Ethel di sopra con il resto dei commensali. «Quando tornarono erano rilassati e paghi come due gattoni soriani», ironizzava Schlesinger. Nel Natale di quello stesso anno l’ereditie­ra Mary Harrington sorprese Jackie mentre prendeva il sole in topless nella villa dei Kennedy a Palm Beach, con RFK inginoc­chiato al suo fianco. «Quando presero a ba­ciarsi, lui le mise una mano sul seno e l’altra dentro lo slip: ero scioccata», testimonia la donna, reduce a sua volta da una storia pas­seggera col fratello minore di JFK.

La sfrontatezza del senatore proseguiva dentro ai palazzi del potere. Un giorno il fun­zionario del Commerce Department Ken­neth McKnight giunse ad un meeting serale con Kennedy in Senato, trovandolo sdraiato in poltrona con Jackie seduta sulle sue gi­nocchia, le braccia avvinghiate al collo. L’unico che cercò di contrastare la relazione fu Aristotele Onassis, che minacciò di rovi­nare il rivale, rendendo pubblica la vicenda. «Potrei sotterrare quell’energumeno», sbot­tò l’armatore greco con un amico, anche se poi non mosse mai un dito, nel timore, se­condo Heymann di perdere Jackie. Più tardi, quando lei decise di sposarlo, RFK confessò a Pierre Salinger che «dovranno passare sul mio cadavere». Il 16 Marzo 1968 RFK annun­ciò la sua corsa alla Casa Bianca. L’indomani telefonò all’amico Jack Newfield dall’appar­tamento di Jackie a New York. «Era depres­so ed avvilito – spiega il columnist -, quel­lo fu il loro ultimo incontro d’amore». Il 4 giugno, subito dopo aver vinto le pri­marie in California, RFK cadde sotto i colpi di Sirhan Sirhan all’Ambassador Hotel di Los Angeles. Jackie volò subito al suo fianco e Ethel si fece da parte, permettendole di re­stare sola con lui fino all’ultimo. Bobby era cerebralmente morto ma la cattolicissima moglie si rifiutava di staccargli la spina e il fratello Ted non era psicologicamente in gra­do di intervenire. All’1 e 20 di mattina del 6 giugno fu Jackie ad ordinare ai medici di la­sciarlo morire, dopo aver firmato l’autorizza­zione, come da protocollo ospedaliero. Nell’ottobre dello stesso anno Jackie Ken­nedy sposò Onassis

Alessandra Farkas
07 luglio 2009

La Toscanini