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L’Irlanda adesso ammette: “Abbiamo bisogno degli aiuti”

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Lo ha detto il ministro delle finanze Lenihan, specificando che l’ammontare non è ancora stato deciso e che non sarà toccata la tassazione delle imprese al 12,5%. A dublino i tecnici Ue, Bce e Fmi

(repubblica.it) DUBLINO – "Abbiamo bisogno di qualche forma di assistenza dall’esterno". Lo ha affermato – secondo l’agenzia Dow Jones – il ministro delle finanze irlandese, Brian Lenihan, specificando che l’ammontare non è ancora stato deciso e che gli aiuti passeranno attraverso il governo centrale. Intanto l’esecutivo sta finalizzando il piano di budget per i prossimi quattro anni, che comunque non modificherà il regime fiscale per le imprese, fermo al 12,5%.

E’ questo il punto cruciale che ha finora spinto il governo a rifiutare gli aiuti 1internazionali: molti paesi europei accusano Dublino di concorrenza sleale per la tassazione sugli affari troppo bassa e vorrebbero condizionare gli aiuti ad un suo aumento. Ieri comunque anche il governatore della banca centrale aveva preannunciato che gli aiuti ci saranno 2.

Il ministro delle Finanze, Brian Lenihan, ha parlato dal canale televisivo irlandese Rte per cercare di rassicurare sulle prospettive del paese. Innanzitutto ha spiegato che il paese non perderà la propria indipendenza per il fatto di essere aiutato dall’esterno. "Dobbiamo trovare una soluzione per le difficoltà delle nostre banche – ha affermato – e per farlo è necessaria un’assistenza esterna".

Quanto alle cifre, il ministro non ha voluto sbilanciarsi. Per quel che riguarda le misure fiscali che Dublino sarà costretto ad assumere, il governo irlandese ha rassicurato ancora una volta gli investitori esteri sul mantenimento della tassazione del 12,5% sulle imprese: "Questa è una linea rossa invalicabile – ha detto – Non avremo una ripresa economica se non manteniamo una forte attenzione all’export".

Intanto in queste ore i tecnici di Commissione europea, Bce e Fondo monetario internazionale sono a Dublino per esaminare lo stato di salute delle finanze del paese e del suo sistema bancario. Gli organismi internazionali potrebbero decidere di attivare il fondo di stabilizzazione europea da 440 miliardi.

(19 novembre 2010)

La Toscanini