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“La coerenza delle luci spente”

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Federazione provinciale dei Verdi di Ravenna

I Verdi della provincia preoccupati per l’assenza di segnali provenienti dalla politica praticata dalle forze della coalizione di centro-sinistra, in relazione alla programmazione del territorio ed alle strategie legate alla distribuzione ed ai consumi, plaudono con favore all’iniziativa che vede impegnati i commercianti aderenti ad ASCOM e Confesercenti, che stigmatizza l’orientamento della Provincia di Ravenna che tende ad aumentare oltre ogni ragionevole esigenzaie, la parte di territorio dedicata alla grande distribuzione ed al commercio, spropositata rispetto alle al quantità di territorio disponibile ed alla sua popolazione residente.

Scelta, questa, totalmente slegata alle esigenze delle produzioni e delle vocazioni locali.

Trasporti, rifiuti, strutture energivore, e tanti tanti imballaggi sottostanno al sistema commerciale e distributivo immaginato dalla amministrazione provinciale.

Iper, centri commerciali, outlet, consumi senza relazione con il territorio e nell’assenza di legami sociali.

Soprattutto trasporto gommato, mobilità privata e territorio finalizzato ad incentivare sprechi e consumi in netto contrasto con la sobrietà e la necessaria decrescita che stimola il consumo di qualità

Insomma una società dell’avere, quando non dell’apparire, che non lascia posto alle relazioni sociali alla solidarietà, alla reciprocità e che mina fortemente il senso di comunità.

E tutto ciò, mentre le famiglie ed i cittadini, saggiamente intraprendono percorsi e relazioni virtuosi rispetto ai consumi ed agli stili di vita, tanto che anche la grande distribuzione è costretta ad inseguire le nuove tendenze culturali.

La modernità oggi sono i prodotti locali, quelli a km 0, biologici, accompagnati dall’attenzione per il risparmio energetico e delle risorse; riuso, riciclo ed energie rinnovabili ed auto produzione sono queste le novità da contrapporre alla crisi dell’ultima settimana, che coinvolge gran parte delle famiglie anche in provincia di Ravenna.

Da un lato invitiamo i ravennati, dal forte senso cattolico e solidale e i ravennati che ripongono le loro speranze in una  sinistra rinnovata, a schierarsi con ogni mezzo ed in ogni forma  con i piccoli esercenti, parte importante del tessuto sociale e cuore dei servizi dei nostri centri storici.

Dall’altro, però, non possiamo però sottacere, invitando quest’ultimi a riflettere, come la logica che sottende la creazione dei grandi ipermercati e la medesima che spesso fa si che i piccoli esercenti si contrappongano alla chiusura al traffico veicolare dei centri storici.

Ma, con onesta bisogna ammettere, che la filosofia che sta alla base delle scelte degli amministratori provinciali è quella che vede i cittadini solo consumatori del mordi e fuggi, e non soggetti fondamentali della vita delle città e dei paesi. Quella  identica al pensiero di coloro che annualmente si oppongono alla chiusura al traffico veicolare dei centri storici.

Scegliere le luci spente delle vetrine, ora più che mai, richiede comportamenti coerenti fino in fondo. La vera alternativa alla mercificazione del tessuto sociale ed al conseguente abbandono dei templi del mercificio pubblicitario, è riscoprire una vita a misura d’uomo, senza inquinamento veicolare.

Lavoriamo insieme perché le città ritornino ad essere grandi spazi urbani dedicati anche, ma non solo, allo scambio di merci, ma soprattutto luoghi di servizi e di vivibilità per le donne e gli uomini, i bambini e gli anziani, gli studenti ed i lavoratori, i diversamente abili ed i turisti.

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