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NAPOLITANO, APPELLO DI FINE ANNO A NUOVO CLIMA SU RIFORME

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Marco Dell’Omo

Lo scenario sarà lo stesso dello scorso anno: lo studio al Quirinale, con le bandiere dell’Italia e dell’Europa accanto alla scrivania. Ma anche le parole chiave del messaggio agli italiani non saranno dissimili da quelle di un anno fa: riforme e dialogo tra le forze politiche. Insomma, Giorgio Napolitano non demorde dal suo obiettivo di favorire in ogni modo un’intesa tra i partiti per rendere le istituzioni più efficienti di quanto non siano oggi. Il secondo discorso di fine anno che Napolitano rivolgerà alla Nazione la sera del 31 dicembre, avrà un forte contenuto politico. Il presidente della Repubblica lo scriverà nel fine settimana.

Ma la traccia c’é già, e riprende gli ultimi interventi del capo dello Stato: sarà un appello ai partiti a dar vita a un nuovo clima di dialogo sulle riforme in nome dell’interesse del Paese ad avere una situazione di maggiore governabilità. Non si tratta, spiegherà Napolitano, di rinunciare alla normale dialettica politica, alle polemiche, allo scontro tra posizioni diverse; ma, di fronte alla necessità di aggiornare le istituzioni, spazio comune per eccellenza, l’accordo deve fare premio sulle divisioni e il clima politico deve diventare più costruttivo. Del resto, furono proprio le forze politiche, durante le consultazioni per la crisi di governo dello scorso febbraio, a sostenere in modo corale che la legge elettorale doveva essere cambiata.

Ed è proprio a questa volontà comune che il presidente della Repubblica intende richiamare le forze politiche. La novità, rispetto al discorso dello scorso anno, é l’allargamento del discorso alle riforme istituzionali. Secondo Napolitano, infatti (ma il concetto è stato espresso recentemente anche da Franco Marini, Fausto Bertinotti e Romano Prodi), nel dibattito in Parlamento non ci si potrà fermare alla sola legge elettorale. Cambiare i meccanismi di elezione di Camera e Senato non basta a rendere più certa ed efficiente l’azione di governo complessivo del Paese. Perciò le forze politiche dovranno affiancare alla nuova legge elettorale alcune riforme istituzionali volte a per rendere più fluidi i meccanismi decisionali. Serviranno dunque alcuni aggiustamenti della Costituzione e una riforma dei regolamenti parlamentari, anche per evitare quanto accade ogni anno durante la sessione di bilancio, con le leggi finanziarie che crescono a dismisura durante l’esame parlamentare e vengono approvate a colpi di fiducia. E’ questo un tema che sta particolarmente a cuore a Napolitano: già lo scorso anno, infatti, il capo dello Stato aveva censurato la finanziaria di mille e passa commi; e quest’anno le sue critiche si sono nuovamente abbattute sull’ "abnormità" della manovra uscita dalle aule parlamentari con il ricorso alla fiducia. Ma il discorso di Napolitano avrà anche una dimensione internazionale.

L’Italia e il suo ruolo sulla scena mondiale saranno un altro importante capitolo. Il presidente della Repubblica insisterà sul contributo che l’Italia dovrà continuare a dare nella lotta al terrorismo internazionale, tanto più dopo l’assassinio di Benazir Bhutto. Probabilmente ci sarà un richiamo alle missioni internazionali nelle quali l’Italia è impegnata, prima tra tutte quella in Afghanistan. Il discorso di fine anno avrà poi un capitolo dedicato alla coesione sociale: Napolitano affronterà i temi dell’integrazione, dell’immigrazione, della sicurezza, e avrà parole nette, ancora una volta, sulla piaga degli incidenti sul lavoro. Nei prossimi gironi, come ogni anno, il Quirinale si trasformerà in uno studio televisivo. Ci saranno prove luci nello studio del presidente e anche una prova generale in cui Napolitano leggerà il suo discorso ‘fuori onda’. L’appuntamento, come vuole la tradizione, è per la sera del 31 alle 20:30, a reti unificate.

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