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Prodi esulta: «Il governo è più forte»

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Il Professore sulle primarie: «Tanta gente ai seggi, lo sapevo. Con il nuovo leader lavoreremo bene insieme»

(corriere.it) BOLOGNA – Cosa ha pensato Romano Prodi al momento in cui ha messo la scheda nell’urna per il voto per il segretario del Partito democratico? «Finalmente», ha risposto il premier ai giornalisti che lo hanno interpellato dopo il voto a Bologna. «Dodici anni sono tanti – ha aggiunto ricordando l’inizio del suo impegno politico per l’Ulivo – dodici anni con dei passi avanti, dei passi indietro, delle esitazioni. Poi, finalmente, ci siamo. E giunto a Roma, a pochi minuti dalla chiusura dei seggi, commentando i dati sulla grande affluenza ai seggi, il premier ha anche detto che il risultato della giornata del Partito democratico «è un aiuto per il governo, che si rafforza». Rivolgendosi al futuro leader del Pd il Professore ha assicurato: «Lavoreremo proprio bene assieme e avremo modo di far capire che scatta qualcosa che può essere molto utile alla stabilità dell’Italia». «Quanto è contento presidente?» hanno chiesto i cronisti al premier al suo arrivo al quartier generale del Partito Democratico, a Santi Apostoli: «Tre milioni di volte…» ha risposto con una battuta Prodi.

ANTIPOLITICA E CENTRODESTRA- «Se vogliamo parlare di antipolitica, bene, vanno corretti tutti gli errori da correggere. Ma senza politica, un paese non vive». Così il presidente del Consiglio ha risposto a chi gli chiedeva se la grande affluenza possa essere considerata anche una risposta all’ondata di antipolitica. Poi una battuta rivolta all’opposizione: «Si forma un grande Partito Democratico e se il centrodestra usasse strumenti analoghi, farebbe un grande passo in avanti» ha detto il premier.

«UNA FESTA» – «Se in tutta Italia va così – aveva detto il presidente del Consiglio a Bologna dopo la prima proiezione sull’affluenza – allora è una festa ancora più bella di quella che si poteva prevedere. Code ovunque e soprattutto sono contenti. È un insegnamento grosso» aveva aggiunto facendo poi notare che «la cosa che dicono è: mi raccomando, avanti, avanti». In particolare una signora si è rivolta al premier dicendo: «Ha visto quanti siamo? In barba a tutti. Siamo venuti per lei, tenga duro». Con queste parole una elettrice bolognese ha avvicinato il presidente del Consiglio, Romano Prodi, all’uscita del seggio di via Paglietta, dove si è recato a votare per le primarie del Partito democratico.

CAMBIERA’ IL RAPPORTO CON I VOTANTI – La nascita del Pd con le modalità di voto diretto del segretario, ha sottolineato Prodi, «cambierà radicalmente il rapporto tra la classe dirigente e, stavo per dire iscritti, no votanti, perché è un concetto che va oltre quello dell’iscritto». «È chiaro – ha aggiunto il premier – che il partito dovrà essere un partito di iscritti, con regole precise, statutarie, che saranno fissate a partire dall’assemblea tra due settimane. Il fatto che il segretario viene eletto per la prima volta dai cittadini significa moltissimo, cioè significa che anche nella tradizione dei grandi partiti europei, si inserisce improvvisamente uno strumento fortissimo di democrazia diretta».

CODA AL SEGGIO SBAGLIATO – L’ottimismo e il buon umore del premier non sono stati minimamente incrinati da un piccolo disguido: ha sbagliato seggio. Dopo una decina di minuti di fila, accortisi dell’errore, Prodi e la moglie Flavia, accompagnati dalla scorta e dal corteo di giornalisti e telecamere, si sono recati al seggio corretto.


14 ottobre 2007

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