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Protesta dei terremotati de L’Aquila: tafferugli e 2 feriti lievi in piazza Venezia

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CINQUEMILA in corteo A ROMA

Spintoni e manganellate anche per il sindaco Cialente: «C’è stato un blocco inaspettato». Assediato Palazzo Grazioli: «A voi le pensioni d’oro e a noi le macerie»

(corriere.it) ROMA – «L’Aquila non può crollare: è una città che sa volare». Sulla maglietta di un ragazzo è scritta tutta la rabbia degli abruzzesi che in cinquemila si sono radunati a Roma mercoledì mattina. Da piazza Venezia, volevano arrivare in corteo (non autorizzato) sotto al Parlamento, ma polizia e carabinieri hanno sbarrato loro ogni accesso da via del Corso e via del Plebiscito dove risiede il premier Silvio Berlusconi. Momenti di tensione: lancio di bottigliette e qualche spintone. Due ragazzi sono stati feriti in maniera lieve. Manganellate anche per il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, e il deputato del Pd Giovanni Lolli. Dopo una trattativa (la piazza davanti al Parlamento era già occupata da un’altra manifestazione autorizzata), le forze dell’ordine hanno lasciato entrare i manifestanti in via del Corso e il corteo ha potuto iniziare a sfilare. (VIDEO) I manifestanti sono riusciti anche a forzare il blocco di via del Plebiscito, assediando Palazzo Grazioli: «Vergogna, a voi le pensioni d’oro e a noi le macerie» urla la folla che ha bloccato la strada. Il premier, riunito in via del Plebiscito con i vertici del Pdl per fare il punto sul Ddl intercettazioni, ha preferito blindarsi dentro al palazzo: i due portoni che danno su via del Plebiscito e su piazza Grazioli, solitamente aperti, sono stati chiusi.

BLOCCO IN PIAZZA COLONNA – Ma davanti piazza Colonna un nuovo blocco e nuovi scontri. A farne le spese un ragazzo rimasto ferito e con il volto coperto di sangue che è stato medicato in un bar. I manifestanti vorrebbero raggiungere la sede della Camera e nel pomeriggio quella del Senato per chiedere la sospensione delle tasse che da dicembre i cittadini dovrebbero ricominciare a pagare al cento per cento (alcuni hanno già iniziato a versarle dal primo luglio). Chiedono anche il congelamento dei mutui, oltre a una serie di misure di sostegno all’occupazione e all’economia inquadrate in una legge che preveda procedure efficaci per la ricostruzione e finanziamenti certi. «Non si tratta di privilegi, ma equità e diritti – spiega Lina Calandra, giovane ricercatrice universitaria in corteo -. Noi siamo qui per difendere la nostra sopravvivenza. Secondo uno studio, se dovessimo tornare a pagare le tasse oggi, con uno stipendio lordo di 2 mila euro arriveremo ad avere 600 euro in tasca». In testa ai manifestanti il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente che è stato ricevuto dal Presidente del Senato, Renato Schifani.

«TERREMOTATI E BASTONATI» – Sono arrivati a piazza Venezia con circa 45 pullman provenienti dal «cratere» dell’Aquila, la zona più colpita dal terremoto. Volevano protestare davanti al Parlamento «ma c’è stato un blocco inaspettato delle forze dell’ordine» ha detto il sindaco Cialente che ha cercato di riportare la calma nel corteo diverse volte. «Quando io sono andato al Senato eravamo d’accordo che si sarebbe aperto un varco. E’ una cosa allucinante che ci siano due feriti. Qui sono arrivati ragazzi, imprenditori, cittadini, gente comune per chiedere un aiuto. E’ vergognoso che la gente è ancora fuori casa: non è bastato il terremoto, ora anche le botte». E infine: «non mi aspettavo gli scontri, noi siamo gente tranquilla anche se disperata».

LO SFOGO DEL SINDACO – «Dal primo luglio abbiamo ripreso a pagare le tasse. Ma lo spettro più grande è un altro: dal primo gennaio ripagheremo 14 mensilità di tasse con il recupero di quelle non pagate, il che vuol dire che per ogni 1000 euro ci sono 200 euro di tasse aggiuntive. Le casse sono vuote, e dico della cassa per pagare l’emergenza come vice commissario. Per i 32 mila sfollati che ancora alloggiano negli alberghi, c’è una spesa fra i 15 e i 20 milioni al mese, che naturalmente non posso pagare. Questi sono i problemi che ho rappresentato al presidente del Senato Renato Schifani. Senza trascurare che la manovra finanziaria all’esame della Commissione Bilancio ha trascurato del tutto l’emergenza Abruzzo». Questo lo sfogo del sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, al termine dell’incontro avuto con il presidente del Senato. «Lì – racconta il sindaco – è stata costruita una città temporanea: case temporanee, chiese temporanee, uffici e negozi temporanei. Dobbiamo pagare 350 milioni per l’emergenza ed è tutta da avviare la ricostruzione».

NON SOLO L’AQUILA – Hanno invaso piazza Venezia e la vicina via dei Fori Imperiali, gli aquilani che marciano su Roma lanciando un «S.o.s. L’Aquila», chiedendo sospensione delle tasse, occupazione e sostegno all’economia. Sono circa 5 mila le persone arrivate oltre dal comune dell’Aquila, anche dai paesi limitrofi come San Demetrio, Fossa, Torre dei Passeri, in provincia di Pescara, e Sulmona, che pur non essendo stata inserita nell’area dell’epicentro del sisma del 6 aprile 2009 ha subito danni. In corteo anche i sindaci e diversi striscioni per spiegare che L’Aquila «è un malato grave» e che «non si vive di solo C.A.S.E». Gli aquilani sono sorvegliati da un imponente schieramento delle forze dell’ordine.

Redazione online
07 luglio 2010

La Toscanini