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Veneto in ginocchio, arriva Berlusconi

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Danni per oltre un miliardo, vendemmia a rischio e campi allagati. Oggi le prime schiarite. Missione con Bossi per valutare la situazione. Il Pd: questa regione merita di più di una passerella

(corriere.it) MILANO – Il maltempo si sposta verso il centro e il sud Italia, dove sono attese precipitazioni particolarmente forti, con rischi di violenti rovesci in particolare nel Lazio e in Campania. Al nord la situazione tende invece a migliorare e nonostante nella giornata siano previste ancora piogge, il fenomeno è destinato ad attenuarsi nel corso della mattinata. In Veneto e in Friuli le previsioni parlano di spiccata variabilità che potrebbe essere associata a fenomeni sparsi che non dovrebbero tuttavia destare preoccupazione.

E’ in questo scenario che sono attesi oggi nel Nord Est il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, che accompagnati dal presidente della Regione, Luca Zaia, compiranno un sopralluogo nelle aree più colpite dal maltempo. Mercoledì e giovedì sarà invece il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad incontrare i sindaci dei comuni devastati dalle esodnazioni. I danni sono ingenti – si parla di oltre un miliardo – e servono stanziamenti immediati. Anche il Corriere della Sera, il Corriere Veneto e La7 hanno attivato un canale di solidarietà per la raccolta di fondi da destinare alle popolazioni alluvionate.

MISSIONE CONGIUNTA – La missione congiunta del premier e del leader leghista è stata messa a punto nel corso del vertice di lunedì pomeriggio ad Arcore. Un vertice convocato per affrontare la situazione politica all’interno della maggioranza, dopo l’aut aut al Cavaliere lanciato da Gianfranco Fini dal palco di Bastia Umbra. Ma che ha individuato nell’emergenza in Veneto la priorità per lanciare un segnale politico forte che contrapponga il fare al parlare. E che ad accompagnare Berlusconi ci sia proprio Bossi non è un caso, visti i malumori emersi nel territorio e la minaccia di una sorta di obiezione fiscale come risposta all’assenza sin qui dimostrata dalle istituzioni, soprattutto per la sproporzione di attenzioni – e le immediate promesse di opportuni stanziamenti – riversata invece sul crollo dell’Armeria dei Gladiatori nel parco archeologico di Pompei.

«NON BASTA UNA PASSERELLA» – Lo stesso presidente Zaia aveva avanzato l’ipotesi di una trattenuta dell’Irpef così da utilizzare i fondi per la ricostruzione e i risarcimenti ai privati e alle imprese. Le associazioni di categoria chiedono che venga valutato lo slittamento delle scadenze fiscali e fanno appello agli istituti di credito affinché concedano maggiore elasticità alle imprese che sono alle prese con il rimborso di prestiti. Si parla di danni per oltre un miliardo di euro e anche le associazioni imprenditoriali sembrano favorevoli ad una ipotesi che suona di fatto come un anticipo di federalismo. Forti critiche arrivano però dal Pd. Debora Serracchiani, europarlamentare e punto di riferimento del partito nel Nord Est, fa notare che «il Veneto sommerso dall’acqua merita qualcosa di più delle chiacchiere e delle passerelle, a cui ci ha ormai abituato questo governo. Nonostante i ripetuti allarmi lanciati dalle imprese, una delle aree più produttive del Paese risulta letteralmente abbandonata dall’esecutivo, mentre la Lega alla guida della Regione Veneto balbetta, incapace di dare risposte concrete».

I DANNI ALL’AGRICOLTURA – Tra i danni più significativi ci sono quelli all’agricoltura. Molte le cantine allagate e danni si registrano anche nei vigneti. Ma non solo la vendemmia è a rischio: anche gli oliveti, i frutteti e i campi seminati a frumento sono stati devastati da acqua e fango. Le zone vicino Padova, Vicenza e Verona le più colpite con case rurali, strade, cantine, stalle, serre, magazzini, capannoni distrutti, i campi allagati e gli allevamenti sott’acqua con migliaia di animali affogati. «Si tratta di una vera e propria carneficina che – sottolinea la Coldiretti – ha colpito principalmente il triangolo di terra compreso nelle province di Padova, Vicenza e Verona dove forte è la concentrazione di allevamenti, che si trovano ora in ginocchio». E se la Confederazione italiana agricoltori, Cia, parla di danni per almeno 250 milioni di euro, la Confagricoltura stima un miliardo di euro solo per il Veneto. Stessa cifra di cui ha parlato anche il governatore della regione Luca Zaia.

 

Redazione online
09 novembre 2010