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Caserta, Di Costanzo arrestato. “Appalti pilotati”

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Venti le misure cautelari: coinvolti sindaci e imprenditori. Anche il presidente della provincia. L’ipotesi è un’appaltopoli nel sistema di smaltimento rifiuti

Caserta, 13 settembre 2016 – Il solito copione: appalti in cambio di favori. Il sistema di smaltimento dei rifiuti finisce nell’occhio del ciclone anche aCaserta, dove la Guardia di Finanza ha eseguito oggi 20 misure cautelari. Gli indagati sono complessivamente 35. 

Tra gli arrestati c’è il presidente della provincia, Angelo Di Costanzo (Pdl) – per fatti accaduti quando era primo cittadino di Alvignano –  oltre ad alcuni sindaci dei comuni casertani e a un comandante della polizia municipale. Secondo le indagini dei finanzieri – coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere – Di Costanzo e gli altri avrebbero ottenuto l’assunzione di amici e parenti, oltre a buoni benzina, auto di lusso e altri regali, in cambio dell’assegnazione degli appalti a una ditta della zona che si occupa di smaltimento rifiuti, il ‘Gruppo Termotetti’. 

GLI ARRESTATI – In carcere, oltre a Di Costanzo, anche l’assessore all’ambiente di Alvignano, Luigi Simone Giannetti, e il sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello (Pd), Luigi Imperadore, titolare della stessa ‘Termotetti’, Francesco Iavazzi, della ‘Impresud’ e il presidente del Consorzio di Bonifica Sarno-Alifano, Andrea Cappella. Dalle indagini è emerso che Cappella, per i suoi spostamenti, utilizzava una Volvo di proprietà dell’azienda di Imperadore con tanto di marchio ‘Termotetti’ in evidenza sulla carrozzeria. Ai domiciliari sono finite sette persone, tra cui l’ex sindaco di Casagiove (Caserta) Elpidio Russo. 

LE ACCUSE – Viaggi in Turchia, soldi, assunzioni, utilizzo di auto di lusso. Sono solo alcune delle ‘utilita”, come si dice in gergo giudiziario, che gli imprenditori del settore rifiuti del Casertano – secondo la ricostruzione degli investigatori – erano disposti a dare a politici locali e funzionari pubblici in cambio di gare d’appalto milionarie costruite ‘su misura’. Tra i reati contestati figura anche l’abuso d’ufficio. Eseguito anche un sequestro beni per oltre 1,5 milioni di euro. 13 settembre 2016

Fonte Link quotidiano.net