Home Argomenti Sorgenti (politica) Comitato Tardini Sostenibile, minacce ad Anna Kauber, a Sandro Fontanesi e a...

Comitato Tardini Sostenibile, minacce ad Anna Kauber, a Sandro Fontanesi e a Feancesco Fulvi

102
0

Il presidente ha letto la missiva minatoria: “Toni mafiosi”. Solidarietà dall’amministrazione comunale e da Roberta Roberti: “Queste sono situazioni che nascono da un atteggiamento antidemocratico, chi ci mette la faccia è bersaglio di questi personaggi”

Cara Anna le consigliamo di disinteressarsi totalmente dal rifacimento dello stadio Tardini. Il suo atteggiamento provocatorio e superbo sta andando oltre ogni limite di sopportazione. Con le sue proteste da popolana di quartiere potrà solo rallentare i lavori ma non fermare la realizzazione del nuovo stadio. Se si comporterà a dovere ci ricorderemo anche di lei. Se non si comporterà a dovere la potranno ritrovare, insieme a Fontanesi e Fulvi, in qualche getto in cemento armato delle future gradinate. La invitiamo altresì alla massima riservatezza”.
E’ il testo della lettera dal tono intimidatorio recapitata al presidente del comitato Tardini Sostenibile, Anna Kauber e letta durante la conferenza stampa indetta dal Comitato e davanti agli uffici del Comune di Parma.

Il timbro della missiva, spiega sotto ai Portici del Grano la Kauber, parte da Bologna ed è del 12 gennaio. “Significa che l’idea di questa lettera minatoria la si è avuta prima degli incontri pubblici dell’11, 17 e 19 gennaio – spiega il presidente del Comitato -. Il giorno dopo sono andata a sporgere regolare denuncia presso la Questura di Parma, ho avuto vicinanza della Digos che voglio ringraziare in maniera speciale. Avere la presenza professionale e affettiva, empatica delle forze dell’ordine è davvero molto importante. A parte lo sgomento, dopo la lettera non sono rimasta sorpresa del tutto. Invito l’amministrazione di farsi carico di una scelta potenzialmente molto divisiva per la città. Dobbiamo riflettere”.
Solidarietà e vicinanza al Comitato e al suo presidente arriva anche da parte di Roberta Roberti, ex Gruppo Misto ed ex consigliera comunale. “Certi atteggiamenti che trascendono dalla civiltà e dalla democrazia erano già capitati quando io ero nel Consiglio Comunale. Vorrei ricordare che il 24 gennaio del 2022, quando abbiamo votato l’interesse pubblico dello Stadio, c’era stata un’iniziativa spontanea di persone che ci chiedevano – in quanto consiglieri – di non votare il processo di ristrutturazione dello Stadio Tardini. Durante il consiglio comunale però, il consigliere Bozzani (Effetto Parma) era stato infastidito molto dalle email di pressione della cittadinanza. A fronte di una mia presa di posizione in cui dicevo che era nostro dovere rispondere, per i cittadini. Mi ha risposto dicendo che forse sarebbe stato il caso di organizzare un presidio con un centinaio di persone in silenzio per le strade di Parma sotto casa di qualcuno con le braccia incrociate in segno di minaccia. Da parte dell’Amministrazione comunale di allora nessuna presa di distanza. Anche noi abbiamo la mafia, diversa rispetto a quella che si presenta in altre regioni ma i processi testimoniano che c’è anche qui da noi. Non ero serena all’epoca. C’era un senso di impunità che ha permesso a gente che si sente protetta di mandare messaggi minatori, mafiosi. Mi sono rivolta alla Digos anche io, non ero serena. Queste sono situazioni che nascono da un atteggiamento antidemocratico: chi si permette di dissentire diventa un capro espiatorio e chi ci mette la faccia è bersaglio di questi personaggi che si permettono di intervenire come se fossero, loro sì, difesi e protetti da qualcuno. Noi dimostriamo che non c’è spazio per questo tipo di atteggiamenti. La democrazia va difesa a tutti i costi”.
Presente l’assessore Jacopozzi: “Sono qui a nome del sindaco per ribadire la solidarietà e condannare il contenuto di questa lettera che è allucinante. È di una gravità inaudita, talmente mafiosa che lascia di stucco. Spero che la Digos possa andare fino in fondo, che sia Davvero un fatto isolato. Questa amministrazione riprende un percorso partecipativo, sapendo che avremmo dato voce al comitato. In modo trasparente. L’amministrazione crede nel dialogo con i cittadini”.