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Conte vede Mattarella. Poi tre ore di vertice con M5s-Pd. I Cinque Stelle: “Da trivelle a inceneritori, direzione giusta”. Marcucci: “Ora il premier può fare squadra di qualità”

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In mattinata colloquio al Colle per il presidente del Consiglio incaricato. L’incontro delle delegazioni con il premier per parlare del programma è durato quasi tre ore. Le sindache M5s di Torino e Roma, sul palco della Festa del Fatto Quotidiano, si dicono d’accordo all’intesa, invitando a lasciar lavorare i colleghi. Fonti pentastellate: “Ok anche a revisione delle concessioni autostradali, taglio parlamentari”. Esultano i dem: “Accolte gran parte delle nostre proposte”. Grasso: “Fanno tutti da soli, dubbi aumentano”

Un’ora di colloquio al Colle, poi per tre ore l’incontro con le delegazioni di Pd e 5 stelle per un vertice sul programma al termine del quale entrambi i partiti hanno lasciato intendere che sono stati fatti “passi avanti” nella “giusta direzione”. La giornata di sabato era iniziata con il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte a colloquio con Sergio Mattarella. Un faccia a faccia che inizialmente non era stato annunciato e che, secondo le ricostruzioni, sarebbe stato organizzato per avere chiarimenti alla luce delle forti tensioni di venerdì. Per il Pd ha parlato il capogruppo Graziano Delrio, che ha definito “inaccettabili” gli ultimatum al premier.

Pd e M5s: “Passi avanti” – Poi alla fine dell’incontro ha spiegato: “Sono stati fatti passi in avanti e il presidente Conte farà la sintesi”. Concetto ribadito anche dal collega senatore Andrea Marcucci. Mentre il capogruppo alla Camera dei 5s, Francesco D’Uva, ha parlato di uno scontro destinato a rientrare: “Siamo fiduciosi che si trovi una quadra. Lavoriamo a un’intesa il prima possibile. Chiarimento con Pd? Non siamo interessati, vogliamo parlare di temi, di programmi e di quello che serve al Paese”. E dopo l’incontro tra le delegazioni e il premier incaricato, fonti pentastellate hanno spiegato che sono stati fatti “passi avanti nella direzione giusta”, con i Cinque Stelle che hanno ottenuto lo stop a “nuovi inceneritori, nuove concessioni sulle trivelle, revisione delle concessioni autostradali, taglio parlamentari nel primo calendario utile alla Camera, lotta all’immigrazione clandestina alla criminalità e all’evasione fiscale”. Esultano anche i dem, perché durante l’incontro, spiegano fonti Pd, Fonti del Pd “sono state accolte gran parte delle proposte, a partire dal taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori, da una nuova legge sull’immigrazione, dal blocco dell’aumento dell’Iva e dallo sblocco immediato delle infrastrutture”. Intanto dalla Festa del Fatto Quotidiano a Marina di Pietrasanta, le sindache M5s Virginia Raggi e Chiara Appendino si sono dette favorevoli all’accordo. “È il momento di tacere”, ha detto la prima cittadina di Roma. “La palla ora spetta a Conte”. Mentre, a sorpresa, è Liberi e Uguali a frenare. “Da giorni le interlocuzioni sul programma del Governo di svolta sono esclusivamente tra Pd e M5S. A questo si aggiungono le ultime polemiche, e i dubbi aumentano”, ha scritto in un tweet il senatore Pietro Grasso. “Evidentemente – ha aggiunto l’ex presidente del Senato – l’intenzione è fare da soli, sia al Governo che in Senato: altro che svolta! Auguri e buon lavoro!”.

La sintesi di Conte? Forse lunedì – Secondo fonti parlamentari il premier incaricato punta a elaborare una sintesi dei due programmi forse già lunedì, giorno in cui è possibile un nuovo confronto con i capigruppo che potrebbe anche essere risolutivo. A questo proposito, fonti parlamentari Pd e M5s non escludono un incontro tra Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio, anche se lo staff del segretario dem smentisce. Venerdì la giornata è stata segnata da un vertice saltato, quello tra Zingaretti e Di Maio, dopo le dichiarazioni del capo politico M5s: “O si fanno i nostri punti, oppure si torna la voto”. In serata il “percorso di lavoro” è ripartito: il nuovo incontro a Palazzo Chigi dovrà ridargli vigore, anche perché l’obiettivo non detto è di chiudere, almeno sul programma, entro domenica. In questo senso si è espresso anche il presidente Pd Paolo Gentiloni: “Non pretendo uno sprint, ma un’accelerazione gioverebbe. Alle possibilità di risolvere la crisi e soprattutto alla dignità della politica. Aspettando Rousseau“, ha scritto su Twitter. L’ultimo riferimento è al voto degli iscritti M5s che dovrà dare il suo ok al nuovo programma: è uno dei punti ancora in sospeso, oltre al ruolo che avrà Di Maio.

“Colle irritato per tensioni di ieri” – Proprio le tensioni di venerdì, sono le indiscrezioni che filtrano dal Quirinale, hanno irritato il Colle che non ha intenzione di concedere più tempo al presidente del Consiglio incaricato. Subito dopo la notizia del colloquio tra Mattarella e Conte, fonti parlamentari di maggioranza all’agenzia Ansa hanno fatto sapere di temere che sia il premier stesso a fare un passo indietro. A pesare sulle trattative c’è anche il sondaggio di Ipsos pubblicato oggi dal Corriere della sera: secondo l’istituto diretto da Nando Pagnoncelli, il M5s, trainato dall’effetto Conte, ha guadagnato sette punti. Il Carroccio invece ha perso quattro punti, pur restando sopra il 30 per cento.

La giornata di venerdì – Il lavoro di ricamo del premier incaricato è cominciato dopo l’incontro con Di Maio, ultimo step del primo giro di consultazioni. All’uscita il capo politico M5s ha rilanciato le 20 proposte targate 5 stelle e ha avvertito: “I nostri punti sono chiari: se entreranno nel programma di governo, allora si potrà partire. Altrimenti sarà meglio tornare al voto”. La prima conseguenza è stata l’annullamento del faccia a faccia Zingaretti-Di Maio in programma alle 15 e poi twittato: “Basta con gli ultimatum inaccettabili o non si va da nessuna parte”, ha detto il segretario democratico. In serata, una nota del Pd ha avvertito che serve un “chiarimento” sulle parole del leader M5s. In realtà, poco prima erano stati lo stesso vicepremier uscente con una nota e il Movimento con un post sul Blog delle Stelle a spiegare le ragioni dell’intervento pentastellato: “Qui non è questione di ultimatum, qui il punto è che siamo stanchi di sentir parlare tutti i giorni in ogni trasmissione di poltrone e toto-ministri”.

Fonte Link: ilfattoquotidiano.it