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Dall’Olio (PD): “Stu Pasubio, un’operazione impropria che Pizzarotti poteva fermare”

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Il capogruppo Pd Consiglio comunale -“Si squarcia finalmente il velo sulle modalità di riduzione del debito” Quattro anni fa, a meno di un mese dal suo insediamento, avevamo messo in guardia il neosindaco Pizzarotti dall’affaire della vendita della STU Pasubio, un atto pieno di ombre lasciato in eredità dal commissario Ciclosi, per il quale risultano oggi entrambi indagati.

Ricostruiamo la vicenda. Con un tempismo già di per sé sospetto, il 21 maggio 2012, il giorno dopo il ballottaggio che aveva decretato la vittoria di Pizzarotti, il commissario Ciclosi adotta una delibera che dà il via alla procedura di vendita della quota di STU Pasubio detenuta dal Comune. Passano due giorni e STU Pasubio pubblica, per conto del Comune, un bando per l’acquisto della partecipazione societaria con un termine di soli 10 giorni.

Costo dell’acquisizione: 381.000 euro di cui € 181.000 per la quota societaria e € 200.000 a copertura di non meglio definite spese di consulenza per la definizione della trattativa e dell’accordo di vendita.

A questo valore irrisorio, valutato non si sa in quale modo, si aggiunge una clausola capestro: al Comune verrebbero restituiti € 3.800.000 in precedenza versati a STU Pasubio a condizione che entro il 31 marzo 2013 il Consiglio comunale approvi una variante urbanistica finalizzata ad incrementare gli usi privati e le superfici a destinazione commerciale (variante che con successive proroghe e modifiche è stata poi di fatto approvata da questa maggioranza).

Al bando risponde un solo soggetto, il raggruppamento di imprese che opera già nei lavori di trasformazione dell’area. L’affare appare chiuso. Si dirà: tutta colpa di Ciclosi. Ma non è così. Il bando prevede infatti che l’accordo di vendita sia sottoscritto dalle parti entro il 27 giugno pena la sua decadenza. Pizzarotti avrebbe quindi tutta la possibilità di fare saltare un’operazione che come minimo appare impropria nella stima dei valori, nei modi e nei tempi.

Su questo interveniamo pubblicamente il 19 giugno 2012 ponendo al Sindaco una serie di questioni che avrebbero dovuto metterlo sull’avviso: i 181.000,00 euro di corrispettivo sono un valore congruo per le quote di capitale cedute? sono state fatte delle stime? è’ congruo un importo di € 200.000,00 per una consulenza che di fatto ha prodotto solo un accordo e un bando che potevano essere redatti dagli uffici comunali? è corretto che sia la società STU Pasubio ad occuparsi del bando di cessione di quote societarie di proprietà del Comune? la durata del bando corrisponde ai requisiti minimi per garantire evidenza pubblica?

Avviso e domande che restano inascoltate. L’atto viene sottoscritto e la vendita va infine in porto. L’indagine della Procura dimostra che quei dubbi che avevamo sollevato per tempo avevano un fondamento e che si sarebbe dovuto, come minimo, sospendere e rivalutare l’operazione di vendita. Cosa che non fu fatta. Anzi per anni il Sindaco si è intestato questa opaca operazione nel mirabolante conteggio della riduzione del debito, salvo oggi attribuirne la responsabilità a Ciclosi. Un gioco a cui da tempo ci ha abituati.

Attendiamo ora gli esiti delle indagini della magistratura. Certo è che c’è poco da vantarsi quando la riduzione del debito è stata in gran parte fatta con il fallimento della SPIP e con un’operazione dai profili di dubbia legalità, che potrebbe rivelarsi più un danno che un beneficio per il Comune.


Giuseppe Pellacini, apogruppo Consiglio Comunale Unione di Centro –
 C’è da sperare che l’ipotesi di reato decada al più presto, in caso contrario il rischio che si torni al commissariamento è evidente perché, a questo punto signor Sindaco sarà costretto a dimettersi per coerenza con quanto ha sempre affermato e per coerenza con la sua posizione.

Pizzarotti scarica la colpa su altri, come sempre, stavolta su Ciclosi e sui tecnici ma anche sulla Procura. Le notizia di stampa fanno riferimento al certificato carichi pendenti in cui sarebbe già stato segnalato il caso Stu Pasubio, perché Pizzarotti non lo pubblica? Sapremo così finalmente in quante indagini è iscritto il suo nome. Poi accusa Grillo di un’espulsione senza motivo quando Pizzarotti è il primo a essere poco trasparente per non dire peggio.

L’Amministrazione, all’epoca a 5 Stelle, ha puntato a ridurre il debito senza pensare a creare un futuro per questa città. Quel denaro evidentemente non è stato speso male, lo dimostra lo stesso Pizzarotti che ha utilizzato a fondo il comparto Stu Pasubio, anche per le start-up e il Wopa progetti a lui tanto cari.

Se l’idea del commissario Ciclosi era sbagliata Pizzarotti doveva intervenire, non può ora dire che era una procedura già avviata e non poteva fare nulla perché, come Sindaco, ha il potere di rivedere la situazione. O sarà forse come il caso legionella in cui dice di non avere poteri e nasconde di essere l’autorità in materia di salute pubblica designata per legge?

Pizzarotti afferma “Ho diminuito il debito ma sono indagato”. Dipende sempre da come si fanno le cose, il fine non giustifica i mezzi perché di mezzo, specie nell’Amministrazione Pubblica, c’è la legge.

Paolo Buzzi – Consigliere comunale Forza Italia Parma – “La notizia dell’ennesima indagine penale a carico del sindaco Pizzarotti (e dell’ex Commissario Ciclosi) per la vendita delle quote pubbliche di Stu Pasubio mi suscita alcune immediate considerazioni:

1. lo abbiamo sentito da ogni pulpito e letto in tutte le salse , anche se è un sacrosanto quanto socialmente inapplicato cardine del diritto, che essere indagati non significa essere colpevoli di qualche reato, ma ciò non toglie riscontrare che una indagine viene espletata quando la notizia di reato appare avere qualche fondamento che merita, appunto, di essere indagato, per cui nel caso che ci occupa, evidentemente la locale Procura ha ritenuto di vederci chiaro in una vicenda che presenterebbe illeciti, lati oscuri e notevoli dubbi di correttezza da parte di organi istituzionali;

2.Non mi permetto di affermare giudizi che non mi competono sull’operato, nel caso di specie, dell’ex Commissario Ciclosi, tuttavia ricordando la evidente incompetenza con la quale dopo alcuni giorni dal suo insediamento affermava che il debito del Comune di Parma ammontava a 850 milioni di euro (cifra poi onestamente smentita dall’allora assessore al bilancio Capelli) salvo gloriarsi dopo un paio di mesi di aver messo in sicurezza il bilancio comunale (grandioso taumaturgo della finanza!), il dubbio che abbia gestito la partita Stu Pasubio con la stessa supponente dabbenaggine mi viene;

3. quanto alla Stu Pasubio, personalmente rivendico il merito di aver contribuito ad un progetto di riqualificazione di un importante comparto cittadino che versava in un fatiscente stato di degrado post industriale, e mi fa davvero specie leggere che il sindaco Pizzarotti definisce “grandiosità effimera” un tale progetto, (che lo ricordo, ha visto coinvolti Comune, Provincia e Regione) quando il merito della sua amministrazione (l’unico) sarà quello da lui assai sbandierato di aver asportato i tetti in eternit in alcune scuole….opera certamente meritoria ma prego notare le proporzioni;

4.ha il sapore velatamente giustificatorio l’affermazione del sindaco secondo cui egli avrebbe liberato Parma da 40 milioni di debito ma si ritrova indagato: come se un obiettivo ritenuto meritevole giustificasse il compimento di illeciti! La realtà è che l’operazione Stu Pasubio , nel compulsivo tentativo di “liberare” Parma da un debito si è risolta nella abdicazione nella riqualificazione di un intero comparto cittadino da parte dell’amministrazione civica, svendendo per un pugno di lenticchie (180.000 euro) le quote azionarie sulle quali certo gravava un debito derivante da ingenti investimenti, ma rappresentava un progetto di ampio respiro difficile, tortuoso, complicato in grado però di restituire col tempo alla città un quartiere dignitoso, rinnovato e moderno. Ma a ognuno il suo: a chi il merito della riqualificazione di un quartiere e a chi quello di aver tolto qualche tetto in eternit (a proposito, nel suo piccolo anche questa operazione sarà costata qualcosa…o no?)”. (20 ottobre 2016)

Fonte Link parma.repubblica.it 

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