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De Blasio eletto sindaco di New York

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L’italoamericano sconfigge il repubblicano Lotha. E in New Jersey Christie, rieletto governatore, inizia la corsa alla Casa Bianca

NEW YORK – È stato un trionfo, come previsto. Un plebiscito che ha regalato a Bill de Blasio, candidato di origini italiane, la poltrona di sindaco di New York. Il primo democratico che riesce a conquistare la Grande Mela da 20 anni a questa parte. Gli exit poll e le prime proiezioni non lasciano dubbi, come del resto i sondaggi delle ultime settimane: il repubblicano Joe Lotha è staccato di almeno 30 punti. Alla fine de Blasio conquista oltre il 73 per cento dei consensi. Una vera e propria debacle per il pupillo dell’ex sindaco Rudolph Giuliani, che si proponeva come il candidato più in continuità con i dodici anni di regno incontrastato del miliardario Michael Bloomberg.

IL SALUTO DI OBAMA – Il presidente Barack Obama ha chiamato il nuovo sindaco di New York, Bill de Blasio, per le congratulazioni, fa sapere la Casa Bianca, precisando che il presidente si è congratulato anche con il neo governatore della Virginia, Terry McAuliffe e con il sindaco di Boston, Martin Walsh, «impegnandosi a lavorare con loro nei prossimi mesi» per il benessere della classe media e delle loro comunità. «Back to USSR», titolava il New York Post a proposito della vittoria annunciata del «populista» de Blasio, la cui agenda progressista prevede più tasse per i ricchi e più servizi sociali per le classe più deboli, passando per un aumento del salario minimo. Obiettivi che non sarà per nulla facile raggiungere, ma che imprimeranno una vera e propria svolta liberal alle politiche della prima città d’America.

AGENDA PROGRESSISTA – «Grazie New York», ha twittato de Blasio appena usciti i primi exit poll. A Brooklyn è esplosa la festa. Alla Park Slope Armory, quartier generale dell’italoamericano, i fan sono in delirio. «Il nostro lavoro è appena iniziato», esulta il vincitore, a cui lo sconfitto Lotha ha telefonato per le congratulazioni. «Siamo molto orgogliosi», urla de Blasio. Poi si rivolge alla folla festante anche in spagnolo: «Empezamos a caminar como una sola ciudad», cominciamo a camminare come una sola città. Perché il gigante di Brooklyn (alto quasi due metri) vuole mantenere la promessa di ridurre la forbice che si è andata enormemente allargando negli ultimi anni tra ricchi e poveri, tra Manhattan e il resto della città. Poi il saluto all’Italia: «Grazie a tutti», ha detto nella lingua dei nonni materni che emigrarono negli Stati Uniti dal sud Italia. E un saluto particolare va a Sant’Agata dei Goti (Benevento), dove nella nottata – come a Brooklyn – impazzano i festeggiamenti. 

 

La Toscanini