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Guido Barilla: “L’aeroporto deve diventare un asset fondamentale per lo sviluppo della città”

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Guido Barilla Presidente Del gruppo Barilla
Guido Barilla Presidente Del gruppo Barilla

Il presidente della multinazionale: “Parma, oggi, non è sufficientemente attrattiva. Se dovessimo restare al palo, sarà sempre più difficile pensare di investire”

“Fare un passo indietro sarebbe sbagliato e pericoloso. L’aeroporto deve diventare un asset fondamentale per lo sviluppo della città. La crescita passa attraverso investimenti mirati: per fare un salto di qualità serve coraggio, senza perdersi in titubanze. Favorire lo sviluppo dell’aeroporto è una scelta da fare. Serve chiarezza: mi auguro che tutte le forze in campo, comprese le amministrazioni, facciano la loro parte e prendano decisioni che esprimano questa voglia di contemporaneità, perché sennò Parma farà dei passi indietro”.
Lo ha detto Guido Barilla in una intervista alla Gazzetta di Parma in cui il presidente della multinazionale ha parlato anche del nuovo assetto organizzato dell’azienda, annunciato lo scorso giugno, che prevede da gennaio 2024 l’apertura di un nuovo polo di sviluppo internazionale ad Amsterdam e la realizzazione di un centro ricerche a Parma (16 milioni di euro di investimento) dove lavoreranno 200 persone con lo scopo di sviluppare nuovi prodotti in particolare nella filiera “forno”.

“Il polo di Amsterdam è una scelta, un’evoluzione organizzativa: ma a Parma resteranno la holding e tutto il controllo delle filiere, degli stabilimenti, di tutta la parte operativa di produzione”, ha spiegato. 
In Olanda la multinazionale si concentrerà allo sviluppo del business internazionale, alla crescita su nuovi mercati e alla ricerca di piattaforme di prodotto innovative.

“È un passo importante anche per la nostra storia imprenditoriale: perché la generazione mia e dei miei fratelli è, oggettivamente, nella fase finale del ciclo di vita imprenditoriale. E un imprenditore ha l’onore e l’onere di portare l’impresa ad aprire nuove porte, guardare orizzonti più ampi, porsi nuovi traguardi”.

Una riorganizzazione che si lega alla città da più punti di vista, non ultimo la capacità che la Barilla ha di attrarre persone che vengono da fuori: “Gli investimenti che faremo nel centro di ricerca e sviluppo saranno inevitabilmente proporzionali ai servizi offerti dalla città. Se Parma sarà capace di sviluppare servizi, le persone saranno più inclini a venire. Se la città finirà per chiudersi, per noi potrebbe essere complicato gestire tutti gli investimenti che abbiamo in programma”.

Barilla, in merito alla situazione cittadina, ha quindi spronato all’azione: “Parma, oggi, non è una città sufficientemente attrattiva. Se dovessimo restare al palo, sarà sempre più difficile pensare di investire a Parma. La città si deve aprire in modo determinato e definitivo, senza nicchiare. Perché se le persone che vengono a Parma dicono “bella, bella”, ma poi a Parma non vogliono vivere per le aziende diventa un problema serio. Parma è un mercato nel quale noi operiamo: e siamo felici di questo. Ma serve una città all’altezza”.

“La Barilla continuerà a pagare le tasse in Italia? Sì, non c’è dubbio. La Barilla è e resterà un’azienda familiare italiana, con un profilo di assoluta stabilità”, ha precisato il presidente della multinazionale in un altro passaggio dell’intervista.

Per il Gruppo di Parma, oltre 8.700 dipendenti in 29 stabilimenti nel mondo, il 2022 ha segnato 4,6 miliardi di fatturato (+18% rispetto all’anno precedente) e quasi 490 milioni di Ebitda nel (in riduzione dal 13% sui ricavi al 10%). In Italia conta 15 stabilimenti e genera il 41% del proprio giro d’affari. Sono 2.100.000 le tonnellate di prodotti venduti nel 2022 sugli scaffali di 100 Paesi. 15 SETTEMBRE 2023

Fonte Link: parma.repubblica.it 

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