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In Cdm la manovra Meloni: stretta al Rdc, flat tax estesa e Quota 103

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Giancarlo Giorgetti e Giorgia Meloni

Signor Presidente del Consiglio Giorgia Meloni,
questa è una manovra ragionieristica, ridicola, pavida, non certo coraggiosa, senza veri cambiamenti radicali! Se lei avesse adottato l’emissione di una moneta parallela, come fanno altri Stati della UE (Austria, Germania, Belgio e molti altri LINK), cosa avversa al suo Giorgetti, avrebbe risolto tutti i problemi agli italiani. Continuando così non cambierà nulla rispetto ai suoi molti predecessori. O si scrolla di dosso questo paradigma monetario della moneta a debito, o non ci sarà alcun promesso cambiamento rispetto al potere usorocratico che ci impoverisce e ci rende la vita impossibile dal 1981 con l’irrituale divorzio tra la Banca d’Italia (governatore Carlo Azeglio Ciampi) e il Tesoro Italiano (Ministro Beniamino Andreatta). E’ un cappio al collo la moneta a debito a Stati e cittadini che non ha colore politico, ma è nelle mani dei grandi usurai solo per derubare la ricchezza e condizionare politicamente lo status quo legislativo. Da questa manovra si rivela che il suo Ministro Giancarlo Giorgetti è un venduto agli usurai e non fa gli interessi degli italiani. Manca una visione. [LINK] Non solo, ma pagando le bollette energetiche lei finanzia gli speculatori di Amsterdam che invece aveva promesso, una volta al Governo, di perseguire [LINK]. Questi primi passi, sono una vera delusione… e non è questione di tempo. O queste decisioni si prendono subito o rimarranno inevase per tutta la durata del suo mandato. E molti saranno i delusi!! Lo si vedrà subito alle prossime elezioni Regionali e Europee. Faccio appello alla sua intelligenza Presidente: lei pensa davvero che il problema dell’Italia sia il reddito di cittadinanza, di cui forse alcuni percepiscono senza averne diritto con una povertà e miseria dilagante prodotta dal paradigma della moneta a debito? State mettendo la testa sotto la sabbia per far finta di non vedere e non sentire. LB

Giancarlo Giorgetti e Giorgia Meloni

Sul tavolo ci sono 30-32 miliardi, poi divenuti 35. Ecco tutte le misure pensate dal governo per far fronte alla crisi energetica e alleggerire il carico fiscale su famiglie e redditi bassi


Oggi alle 20.30 il Consiglio dei ministri si riunirà per discutere la manovra da 30-32 miliardi di euro. Secondo le parole della premier Giorgia Meloni, le misure sono rivolte in particolar modo a sostenere chi ha un reddito basso. Si discute ancora su come intervenire per estendere la flat tax e ridurre l’Iva sui beni di prima necessità . Particolarmente discussa è poi la sforbiciata al Reddito di cittadinanza, che dovrebbe finanziare l’intervento sul cuneo fiscale. Per le pensioni l’ipotesi che prende forma è quella di Quota 103 ma dovrebbero restare in vigore anche Opzione donna e l’Ape sociale. Se oggi ci sarà il via libera in Cdm, il 27 la manovra approderà in Commissione bilancio e intorno di Natale si voterà in Senato: il termine ultimo per l’approvazione è il 31 dicembre.

Aumento del credito d’imposta

I crediti d’imposta saliranno dal 30 al 35 per cento per le piccole attività , come bar e ristoranti. Mentre per le imprese più grandi si passerà dal 40 al 45 per cento. Oltre all’aumento dell’aliquota sugli extra profitti, per quanto riguarda l’energia, le risorse restanti serviranno a prorogare lo sconto sui carburanti, i ristori e i bonus sociali.

Taglio del cuneo fiscale

Il taglio del cuneo fiscale, ovvero della differenza tra la retribuzione lorda e netta, sarà di 2 punti per i redditi fino a 35 mila euro e di 3 per quelli inferiori a 23 mila euro. Nella maggioranza ci sono alcune forze politiche che premono per un ulteriore innalzamento del taglio.

Taglio del Reddito di cittadinanza

Le risorse necessarie a finanziare il taglio del cuneo fiscale dovrebbero in parte arrivare dal taglio del Reddito di cittadinanza. Con la riforma il governo conta di recuperare circa 1,8 miliardi da dirottare su altro. Se si decidesse di togliere il sussidio a tutti gli abili al lavoro che attualmente lo percepiscono in base ai requisiti, secondo il Corriere della sera la stretta colpirebbe 830mila persone. Tra le proposte c’è anche quella di ridurre il sussidio a chiunque rifiuti una proposta di lavoro.

Estensione della Flat Tax

La flat tax al 15 per cento sarà estesa. Ne beneficeranno i lavoratori autonomi e le partite Iva con ricavi fino a 85mila euro.

Quota 103

Sulle pensioni, nel 2023 Quota 102 sarà rimpiazzata da Quota 103: si potrà quindi lasciare il lavoro a 62 anni con 41 anni di contributi. La spesa necessaria sarà di 750 milioni e verranno interessati dalla riforma circa 48mila lavoratori.

Iva e cartelle fiscali

In manovra ci sarà l’annullamento delle cartelle esattoriali sotto i mille euro e la rateizzazione di quelle sotto i tremila euro. In ipotesi anche l’eliminazione dell’Iva su pane e latte. Si discute inoltre la riduzione al 5 per cento per l’imposta su prodotti per l’infanzia e assorbenti.

Altre misure

Nella Legge di bilancio potrebbe trovare un posto anche un rafforzamento dell’assegno unico per le famiglie: da 100 a 200 euro per le famiglie con 4 o più figli. Un’altra proposta in bilico è quella sulla cosiddetta Amazon tax, che dovrebbe ricadere sulle consegne degli acquisti via internet che vengono recapitati con mezzi inquinanti. 21 NOV 2022

Fonte: ilfoglio.it

 

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