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La credibilità di Renzi, dal Referendum al Ponte sullo Stretto: come ti fotto lo Stato.

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La credibilità di Renzi: dal Referendum al Ponte sullo Stretto: come ti fotto lo Stato.

Dopo gli arresti del progettista Michele Longo e di Ettore Pagani uomo del gruppo Salini Impregilo,
che riprendo da Il Fatto quotidiano del  27 ottobre 2016:Michele Longo ed Ettore Pagani. Due uomini espressione del gruppo Salini-Impregilo. Il primo, Longo, ne è una delle figure apicali essendo general manager domestic operation e avendo quindi la responsabilità non solo delle opere del cosiddetto Terzo Valico, ma anche di tutte le altre operazioni italiane che coinvolgono il gruppo. Di più, è l’uomo del Ponte, colui con il quale lo Stato deve parlare se l’argomento è la maxi opera tra Sicilia e Calabria. E Pagani è il suo braccio destro, nonché “responsabile del progetto Ponte sullo Stretto” per conto di Impregilo, come recita il suo curriculum”.

Ritengo sia utile pubblicare stralci del capitolo 4 del libro di Marco Lillo “Il potere dei segreti” che rivela come il sistema fotte i soldi agli italiani.
Testo tratto dal libro di Marco Lillo:

“L’opera infinita”

“Il Ponte sullo Stretto si farà”. E’ metà ottobre del 2015 quando il presidente del Consiglio Matteo Renzi informa la platea che la grande opera che dovrebbe collegare la Calabria con la Sicilia, da sempre al centro di polemiche e mire predatorie, tornerà a essere una priorità per il Governo. La dichiarazione viene rilasciata dal Premier durante la presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa: “Donne d’Italia”, quasi a ricalcare l’effetto propagandistico tipico della “Terza Camera”, quella televisiva , presieduta dal giornalista amico dei potenti in cui si lanciano da sempre promesse e progetti spesso caduti nel vuoto.
“Mi auguro e spero che Renzi riapra il dossier della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina” aveva detto nel 2014, l’Amministratore Delegato della Società Salini Impregilo, Pietro Salini, dopo un incontro avuto con il capo dell’esecutivo durante il quale l’imprenditore romano si è reso disponibile persino a rinunciare alle penali per la mancata realizzazione dell’opera.
La storia recente della realizzazione del Ponte sullo Stretto è costellata di annunci , dietrifront e azioni di lobby, nella peggior tradizione italica. L’opera è di “prevalente interesse nazionale” dal 1971. La società di scopo Stretto di Messina nasce nel 1981 e ha come soci: ANAS per 81,8%; RFI spa (Ferrovie dello Stato) per il 13%; Regione Sicilia e Calabria con il 2,6% ciascuna.
Nel 1985 lo Stato stipula la concessione ma solo nel 2001, con il governo Berlusconi, il ponte viene inserito tra le opere di “preminente interesse nazionale”. Due anni dopo il CIPE approva il progetto preliminare  e nel 2005 parte la gara, vinta da un’associazione Temporanea di Imprese, la Eurolink con capogruppo la Impregilo, mandanti la spagnola Sacyr SA; Società Italiana per Condotte Acqua Spa, una coop rossa aderente alla Lega Coop: CMC di Ravenna; la giapponese Ishikawajima  Harima Heavy Industries CO. LTD e il consorzio stabile Argo Costruzioni Infrastrutture.
Il 27 marzo 2006, tredici giorni prima delle elezioni che daranno la vittoria al centrosinistra, Piero Ciucci (ex presidente ANAS) firma il contratto con il consorzio Eurolink per la costruzione del maggior ponte sospeso mai realizzato al mondo [ndr e mai realizzabile, sanno tutti gli ingegneri di ponti che le campate sospese possono arrivare (come il Giappone a 1900 metri vedi link), perché oltre il ponte crolla]. Importo : 3 miliardi e 879 milioni. L’accordo disciplina anche il recesso e le penali che sono molto onerose per entrambe le parti.
La data prevista per la consegna: il 2012.
Quando il Cavaliere lascia il posto a Mario Monti, l’infrastruttura non è più una priorità e, come prevedibile, la partita si spopsta proprio sulle penali, un’ipotesi più concreta di piloni, che nessuno mai vedrà è [ndr perché costruttivamente non realizzabile].  
Nel 2009, nonostante la Camera approvi una risoluzione contro il ponte , il Ministro delle Infrastrutture del Governo Berlusconi, Altero Matteoli, continua a dire che la costruzione si farà, dando così copertura politica a un grande errore. Così il 25 settembre dello stesso anno la società Stretto di Messina spa, guidata da Piero Ciucci, sottoscrive un accordo con Eurolink che modifica il contratto del 2006 inserendo una clausola favorevole per il contraente generale privato. Come spiega Giorgio Meletti sul Fatto quoridiano : “ Pietro Ciucci, spalleggiato dal Ministro delle infrastrutture Altero Matteoli e dal segretasrtio del CIPE Gianfranco Micciché, ha modificato il contratto del 2006, introducendo una nuova clausola, proprio quella a cui adesso si appella Impregilo . Nel 2006 le penali scattavano 540 giorni dopo l’approvazionedel progetto da parte del Cipe , dal 2009 scattano proprio se il CIPE non approva”. Il risultato è che la penale comincia a correre e lo stesso Ciucci il 28 novembre 2012 ammette in audizione al Senato che “l’importo previstp in favore del contraente generale nelle varie ipotesi di recesso previste dal contratto originasrio- come successivamente modificato- è stimato in un ammontare compreso tra 353 e 508 milioni di euro. A tali somme occorre aggiungere il pagamento delle prestazioni eseguite dalla data di approvazione del progetto delle prestazioni eseguite dalla data di approvazione del progetto definitivo da parte del CDA della Società (Stretto di Messina spa) fino al momento del recesso, dei costi di smobilitazione del cantiere nonché delle eventuali maggiori richieste di danno avanzate dal contraente generale nonché degli altri contraenti minori”….

Il 12 aprile 2011 Eurolink consegna a Stretto di Messina spa  il progetto definitivo : da questo momento decorre il termine dei 540 giorni previsto dall’accordo aggiuntivo del 2009.
il 10 ottobre 2012, il Governo Monti tenta un’ultima carta: nella cosiddetta legge di stabilità, stanzia 300 milioni per il pagamento delle penali per la mancata realizzazione dell’opera e poi il 31 ottobre delibera di prorogare per due anni i termini per l’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina al fine di verificare la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità.
Il premier bocconiano spera in un compromesso con Eurolink , ma la società consortile di cui fa parte Impregilo ha il coltello dalla parte del manico e aspetta. I termini continuano a correree implacabili alla scadenza , il 3 novembre 2012, scattano le penali. Ma colpo di scena!
Il 2 novembre il Governo emana il decreto legge numero 187 del 2012 che entra in vigore lo stesso giorno e statuisce : “Sono caducati tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione “. Il decreto, dunque, azzera tutto e permette allo Stato Italiano di uscire dal cul de sac in cui si è cacciato: se non si dovessero trovare i i miliardi necessari, se non si volesse più fare il ponte, bisognerebbe pagare all’ATI Eurolink solo i costi per il progetto più il 10% di penale. Ovviamente il patron di Impregilo, Pietro Salini, è infuriato. Nei giorni precedenti, infatti, l’imprenditore romano lancia a Monti dei messaggi chiari. Il 17 ottobre agli analisti finanziari Salini dice: “E’ difficile che possa esserci una legge che cancelli la penale per la mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, anche perché l’Italia è uno Stato di diritto e l’indennizzo è previsto per legge e per contratto. Ci sarebbe anche un enorme problema di immagine per l’Italia che ha lanciato una gara internazionale, vinta da un Consorzio di imprese con impresa spagnola, giapponese e Impregilo, sull’opera più conosciuta al mondo”.
Pietro Salini pochi mesi prima dello scontro con Monti, è protagonista di una scalata a Impregilo pagata a peso d’oro. Dal settembre 2011 rastrella le azioni della società edile sul mercato di Borsa, arrivando nel marzo 2012 a quasi il 30%. Il prezzo delle azioni Impregilo in Borsa, pagato da Salini, include il valore delle penali e quello, più remoto, della realizzazione del ponte. nel prospetto della fusione per incorporazione di Salini in Impregilo nell’agosto 2013 si legge: “Il piano di Impregilo ipotizza tra l’altro l’incasso nel 2014 della penale di 97 milioni di euro al netto delle imposte relativa alla risoluzione del contratto per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina stipulato tra lo Stato Italiano e la società Eurolink SCPA, di cui fa parte Impregilo”.
Insomma Salini si è svenato per comprare Impregilo con le “penali incorporate ” e ora se le vede scippare con una legge ad personam.
A questo punto Salini mette in moto tutta la sua macchina bellica e relazionale. Interessanti sono le intercettazioni telefoniche tra Pietro Salini e la leghista Isabella Votino, stretta collaboratrice di Maroni, attraverso cui cerca di raggirare il decreto del Consiglio dei Ministri, anticipando l’entrata in vigore, ossia prima della firma di Napolitano e il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Salini ha bisogno di un giorno.
Prima della pubblicazione invio la lettera e loro sono fottuti.
Pietro Salini vuole ottenere a tutti i costi le penali. Stiamo parlando di 630 milioni più rivalutazione e interessi, spese subite e subende. Per capire come si compone la posta in gioco basta leggere le conclusioni della citazione civile firmata dagli avvocati del Consorzio Eurolink notifica a Stretto di Messina spa, al Ministero delle Infrastrutture e alla Presidenza del Consiglio il 28 febbraio 2013. Eurolink chiede 300 milioni e 909 mila euro a titolo di indennizzo dovuto. Più l’ulteriore importo per spese maggiori , oneri e danni subiti e subendi da Eurolink e dai propri soci da accertarsi in corso di causa oltre a rivalutazione e interessi.
I 540 giorni dall’approvazione del progetto sono scaduti e Eurolink può chiedere il conto al committente.
A questo punto nel libro di Marco Lillo sono riportate le intercettazioni telefoniche tra la Votino, la Dal Lago, le segreterie dei parlamentari in cui si rivela la decadenza italiota. Nel libro di Marco Lillo… troverete uno spaccato vero attraverso le registrazioni telefoniche di ciò che è l’intreccio tra la vita del Sistema politico e quello imprenditoriale in cui tutti i partiti sono coinvolti. Sono le relazioni e le frequentazioni che divengono nel tempo sempre amichevoli e coinvolgenti… comprate il libro di Marco Lillo e capirete cosa accade nelle nostre istituzioni. Quanto vale il potere dei segreti. Un manuale di vita sulle relazioni trasversali e segrete che innervano il “sistema di potere in Italia  (14/11/2016)

Luigi Boschi    

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