Home Dossier Elezioni Europee 2024 L’effetto Vannacci non protegge Salvini. Fedriga scalda i motori

L’effetto Vannacci non protegge Salvini. Fedriga scalda i motori

24
0
Matteo Salvini
Matteo Salvini

FRANCESCO MOSCATELLI
La delusione per il crollo e il sorpasso fatto da Forza Italia. In via Bellerio c’è la speranza di risultati migliori a livello europeo

Lega al 9,1%. Nulla rispetto al 34% delle Europee 2019. Ere politiche fa. Ma poco, troppo poco, anche rispetto al 9,7% di Forza Italia, che sarebbe riuscita nel grande sorpasso. Una sconfitta, comunque la si guardi, perché arriva nonostante il jolly generale Vannacci.
Nel quartier generale di via Bellerio, dove Matteo Salvini è arrivato poco prima delle 23 insieme al suo staff, all’una e mezza passata nessuno vuole commentare le proiezioni. Con lui, nella stanza al secondo piano dove per tradizione i vertici del partito aspettano i risultati, ci sono il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, oltre a una decina di parlamentari. Che l’umore non sia dei migliori lo dimostra anche un piccolo gesto: la tapparella della finestra che affaccia sulla sala stampa, inizialmente alzata, dopo i primi exit poll viene subito abbassata.
E pensare che i risultati arrivati dal resto d’Europa, a inizio serata, avevano fatto ben sperare i leghisti. Intanto il Rassemblement National dell’alleata francese Marine Le Pen, che a settembre era stata ospite d’onore sul pratone di Pontida, ha doppiato Emmanuel Macron. Un primo punto questo, messo a segno in qualche modo anche da Salvini, che contro il presidente francese si era scagliato in ogni singolo comizio di questa campagna elettorale dandogli del guerrafondaio, del criminale e dell’instabile. «Si sta facendo la storia» ha scritto su X a urne ancora aperte il senatore leghista Claudio Borghi, commentando la scelta dell’Eliseo di convocare le elezioni legislative. Altrettanto bene ha fatto il Partito della Libertà (Fpö) in Austria, anche questo alleato del Carroccio a Bruxelles. Mentre in Germania l’estrema destra di Alternative fur Deutschland, espulsa solo poco settimane fa dal gruppo Identità e Democrazia, è al secondo posto.

Se il baricentro politico dell’Europa si sposta a destra, la partita italiana però è molto diversaQuello che conta, a Sud delle Alpi, è il peso specifico dei singoli partiti del centrodestra. Con la Lega che, con questi risultati, da seconda diventa la terza gamba del governo. Il confronto da fare è con le politiche del 2022. Il Carroccio prese l’8,79%, poco rispetto al 25,98% di Fdi, ma comunque qualche decimale in più dell’8,11% di Forza Italia.

Due anni dopo è andata peggio. A confermarlo, almeno stando alle dichiarazioni della vigilia, è stato lo stesso Salvini. Si era posto due obiettivi: prendere un voto in più di due anni fa e restare davanti a Forza Italia. Due risultati che avrebbero permesso al Salvini vice-premier di confermare il ruolo della Lega all’interno del governo Meloni e al Salvini-segretario di incamminarsi verso il tanto atteso congresso federale con qualche arma in più contro i dissidenti interni. Non ce l’ha fatta. Con tutto ciò che questo significherà fuori ma soprattutto dentro il partito, dove da tempo c’è chi spinge per un cambio al vertice. Inutile dire che il primo nome che tornerà a circolare sarà quello del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.
Altra partita chiave è quella legata alla performance del generale Roberto Vannacci, al quale Salvini, unico fra i leader di centrodestra a scegliere di non candidarsi in prima persona, si è aggrappato come a un salvagente. Al di là del risultato nazionale, dove i voti di Vannacci pur non avendo «salvato» il segretario verranno comunque pesati per fare la tara a ciò che resta della Lega, sarà interessante capire quante preferenze è riuscito a prendere il generale nelle circoscrizioni Nord Est e Nord Ovest. Nella fu Padania, infatti, Salvini ha messo in lista Vannacci, nonostante i malumori della base, per compensare gli eventuali voltafaccia dei numerosi leghisti che, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia, non si straccerebbero le vesti davanti a uno scivolone del segretario. Una mossa che gli è costata il durissimo schiaffo da parte di Umberto Bossi che, a urne ancora aperte, ha fatto sapere di voler votare Marco Reguzzoni, in lista con Forza Italia. Un endorsement che ieri sera lo stesso Vannacci ha commentato arrivando a dare del «traditore» al fondatore della Lega.

L’altro dato interessante, poi, riguarda il confronto fra Lega e Cinque Stelle, due partiti che negli ultimi tempi sono tornati a convergere soprattutto in politica estera. Nel 2022 Giuseppe Conte era riuscito a portare a casa un lusinghiero 15,43%. Salvini sogna da tempo di riavvicinarsi. Se i dati venissero confermati, con il M5S all’10,5%, almeno questo traguardo apparirebbe più vicino. Più per demeriti altrui, però, che per meriti leghisti. 10 Giugno 2024
Fonte Link: lastampa.it