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🎧L’ILLUSIONE E L’INGANNO DELLA DEMOCRAZIA. CIO’ CHE NON VUOLE L’EUROPA. Meloni si discosti dai diktat della Unione.

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L’illusione e l’inganno della democrazia. Ciò che non vuole l’Europa. Meloni si discosti dai diktat della Unione.
Con le insensate dichiarazioni del ministro Giancarlo Giorgetti: “I crediti d’imposta generati dal Superbonus sono considerati dalla Bce come una pericolosa forma di moneta fiscale. Una valuta virtuale è da condannare” [LINK]; Ministro non è così che si difendono gli interessi economici dell’Italia e degli italiani senza una moneta parallela non addebitata l’Italia non è in grado di sostenere serie ed efficaci politiche sociali. Anche il Governo Meloni non combatte la moneta a debito e sembra si arrenda ai diktat dell’Unione Europea. Lo stop alla cessione dei crediti fiscali, proveniva da Bruxelles tramite Draghi, solo per impedire la circolazione di titoli che potevano assumere a tutti gli effetti la funzione di una moneta parallela, ancorchĂ©, in forma discriminatoria, in quanto titoli originati e beneficiati solo dagli aventi diritto alla ristrutturazione edilizia e dalla filiera delle aziende del settore e non da tutti i cittadini.

Giancarlo Giorgetti

Il PIL, è creato esclusivamente dalla velocitĂ  di circolazione della moneta e da qualsiasi altro simbolo monetario, (digitale, cartaceo, di credito fiscale o altro strumento) facente funzioni di moneta legale. Il denaro che non circola è come se non esistesse. Nell’attuale situazione economica italiana questo lo si può ottenere solo aumentando il potere di acquisto di tutti i cittadini, al di sotto di certe soglie di reddito con l’accredito del titolo monetario ritenuto piĂą idoneo. Lo Stato, con questo strumento monetario, in poco tempo potrebbe creare il benessere economico e sociale di tutti i cittadini e risollevare l’economia della nazione, pagando lavoro oggettivato di opere, beni e servizi e sostenendo redditi e pensioni adeguate al mantenimento di un corretto ed equilibrato rapporto del ciclo economico tra produzione e consumi, all’insegna dell’etica e della dignitĂ . (PerchĂ© non lo si fa?) Anche l’imposizione della non trasferibilitĂ  sugli assegni di conto corrente e circolari è venuta da Bruxelles. Non vogliono che il denaro circoli in nessuna forma. Vogliono l’Italia completamente sottomessa alle politiche monetarie stabilite dalla BCE per mantenere, molto probabilmente, i rapporti di supremazia Franco Tedeschi. Ci vogliono solo prigionieri della loro gabbia monetaria debitoria per ricattarci.
 
La neo Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è accreditata come patriota e di voler perseguire politiche di sovranitĂ  nazionale, ma i veri patrioti, sono quelli che lottano per liberare la propria nazione e i propri concittadini, dalle catene della schiavitĂą dell’usura, del debito, degli interessi inestinguibili e dalle grinfie dei grandi usurai del criminale paradigma monetario della moneta a debito. Paradigma basato sul furto del valore nominale alla CollettivitĂ  all’atto dell’emissione. Attualmente la CollettivitĂ  viene derubata e trasformata in debitrice del proprio denaro (addebito al posto dell’accredito del valore nominale) nonchĂ© usurata del 200% al netto degli interessi (differenza in bilancio tra valore patrimoniale e debitorio). Quando nell’ordinamento monetario di uno Stato l’emissione è basata sul furto, sull’usura, sulla truffa, sull’associazione a delinquere e sul falso in bilancio e non si fa nulla per riportarla a legalitĂ  costituzionale e delle leggi del codice civile e penale, si è solo servi dei grandi usurai e traditori della Costituzione, della nazione, della democrazia e dei cittadini. Con questo paradigma monetario di impoverimento (dopo l’alienazione di tutte le principali fonti di ricchezza di proprietĂ  Collettiva) l’Italia in questa Europa non ha e non può avere futuro. Dall’entrata nell’Unione Europea ha perso oltre il 30% della propria ricchezza. Il maggior sviluppo dell’economia e dell’industria italiana (4° posto a livello mondiale) lo si è avuto nel dopoguerra (1945-1981) grazie alla riconquistata sovranitĂ  monetaria avvenuta con la riforma bancaria del 1936 allorchĂ© la Banca d’Italia fu messa sotto il controllo delle banche nazionali dell’epoca (BNL, Comit, Banco di Roma, Casse di Risparmio, Credito Italiano). Status monetario di controllo cessato nel 1981 con l’irrituale divorzio tra la Banca d’Italia (governatore Carlo Azeglio Ciampi) e il Tesoro Italiano (Ministro Beniamino Andreatta) avvenuto per via epistolare e non per via legislativa. Mentre prima l’Italia poteva emettere liberamente Titoli di Stato e stabilirne il tasso di interesse. Dopo questo divorzio, l’Italia è stata costretta per finanziarsi a ricorrere al libero mercato controllato dai grandi usurai con le loro banche d’affari e Agenzie di rating. Le conseguenze di questo divorzio, per l’Italia sono state nefaste in termini di debito sovrano, economico e produttivo. Oggi l’Italia si ritrova con un debito pubblico che sfiora i 3.000 miliardi (3 trilioni), una disoccupazione dilagante, una remunerazione del lavoro inadeguata (la piĂą bassa d’Europa), una inflazione del 13%. La BCE sta perseguendo politiche di austeritĂ  alzando i tassi di interesse e restrizione del credito per ridurre con la recessione, l’inflazione; politica economica monetaria non valida per l’economia e i cittadini.

L’attuale inflazione non è causata dalla domanda di beni e servizi (inflazione positiva), ma importata e creata dall’esagerato aumento delle materie prime (gas e elettricità, metalli ferrosi, ecc). Con questo tipo di inflazione i produttori sono costretti a scaricare i maggiori costi produttivi su beni e servizi che diventano non più alla portata del potere di acquisto (diminuito), dei cittadini.
Le cause di tutto ciò sono esclusivamente riconducibili alla speculazione finanziaria insita nel modello economico neoliberista.

La moneta, non è un prodotto naturale, è un prodotto dell’uomo e come tale, pertanto, non può mai essere scarsa. La ricchezza, (beni e servizi) si crea con la moneta democratica, libera da usura e sovrana, non la si crea con la moneta a debito. La moneta a debito è ricchezza fittizia e sinonimo di usura, furto e interessi inestinguibili (4.000 miliardi di euro pagati negli ultimi 30 anni al netto degli interessi e della rapina del valore nominale della moneta scritturale bancaria emessa dalle banche commerciali).

L’Italia con le criminali privatizzazioni del 1992, è stata deliberatamente desovranizzata in tutti settori (ad esempio della privatizzazione della Banca d’Italia si è venuti a conoscenza 10 anni dopo tramite un articolo pubblicato sul settimanale Famiglia Cristiana. PerchĂ© il dato era stato secretato e tenuto nascosto ai cittadini?). Per cui l’Italia non potendo piĂą far leva sulle politiche economiche espansive, (per volontĂ  e complicitĂ  politica e istituzionale) ora deve sottostare e aderire alle politiche economiche decise da Bruxelles e dalla BCE.

Senza la potestĂ  monetaria ceduta con l’ingresso nell’Unione Europea della moneta unica, l’Italia non è piĂą libera di pianificare il proprio sviluppo economico e sociale come previsto dalla nostra Costituzione.

Affermare che non ci sono i soldi come spesso si sente e si legge per fare le opere, è un’eresia!

Con il paradigma monetario della moneta a debito I grandi usurai, si sono appropriati di tutta la massa monetaria circolante. in quanto, all’atto dell’emissione la moneta, non viene nĂ© venduta, nĂ© tantomeno regalata, ma solo prestata, di conseguenza tutto il denaro in circolazione è di loro proprietĂ , e ciò, senza che vi sia alcuna legge, norma, Trattato o convenzione che attribuisca a loro la proprietĂ  della moneta all’emissione. (Il prestare e il vendere giuridicamente, sono facoltĂ  solo del proprietario), inoltre, chi presta deve possedere prima il bene prestato. Non si può creare dal nulla il denaro e prestarlo senza averlo prima iscritto nell’attivo del proprio bilancio, il denaro per prestarlo bisogna possederlo. Quindi tutto il denaro che viene emesso è sinonimo di debito, in quanto nasce gravato di restituzione all’origine. Questo è un grave vulnus costituzionale perchĂ© il prestito è legale, solo quando viene effettuato nella fase della circolazione della moneta e non in quella dell’emissione. Nella fase dell’emissione il valore nominale della moneta deve essere sempre accreditato e mai addebitato.

Il valore nominale della moneta, è un valore convenzionale di costo nullo, creato dall’accordo sociale e dal corso legale (farrispecie giuridica) e non dai banchieri. I banchieri con questo valore non c’entrano nulla. Però, cosa fanno i banchieri? Creano il denaro dal nulla e senza averne titolo, lo prestano increditandosi il valore nominale gravato da interessi (valore di proprietĂ  Collettiva) indebitando dell’equivalente Stati e CollettivitĂ !

All’emissione, il corrispettivo non è e non deve essere il debito, ma la proprietĂ , questo è il valore. La moneta deve essere patrimonio e non debito!

Il debito pubblico degli Stati, nasce da questo inganno e da questa truffa.

Il valore nominale della moneta è un bene comune di proprietà Collettiva, la moneta serve per creare ricchezza sociale e non povertà!

I cittadini non possono essere debitori dei propri soldi. I cittadini devono disporre per diritto giuridico naturale dei mezzi finanziari necessari per comprarsi i beni e servizi basici a condurre una vita serena e dignitosa (reddito di esistenza). Il diritto alla vita deve essere svincolato dall’economia e assicurato dal reddito di esistenza. Il reddito di esistenza, non è un sussidio nĂ© tantomeno un salario, il reddito è rendita da proprietĂ , il salario da lavoro, nella fattispecie deriva dalla comproprietĂ  del valore nominale della moneta all’atto dell’emissione e dalla ripartizione della rendita dei beni comuni dello Stato che sono anch’essi di proprietĂ  collettiva e non dello Stato.

Con la complicitĂ  della politica e delle Istituzioni l’Italia è stata vittima di un golpe politico giudiziario finora rimasto impunito (lo Stato non processa mai se stesso). Questo golpe, è iniziato con l’uccisione di Moro e proseguito con le privatizzazioni della Banca d’Italia e delle banche Nazionali e con l’adesione dell’Italia nell’Unione Europea della moneta unica a debito (Euro) di proprietĂ  dei grandi usurai.

I responsabili di questo scempio costituzionale sono stati i Governi e coloro che hanno ricoperto gli incarichi di garanzia costituzionale e politici del nostro Paese.
Ormai è palese che tutti i poteri del sistema Istituzionale dello Stato sono al servizio, economico, finanziario nonchĂ© garanti degli interessi monetari del sistema criminale liberista, e non della nazione. Un sistema schiavista, che ha come strumento di dominio la moneta a debito, usata non per creare benessere e sviluppo umano tra i popoli, ma come strumento di dominio e di asservimento, e ciò, in totale violazione dei sottoelencati articoli della Costituzione (fonte primaria del diritto): articolo 1 (la sovranitĂ  appartiene al popolo e non allo Stato); art.11 (cessione parziale paritetica di sovranitĂ  con le altre Nazioni); art.47 (la Repubblica tutela il risparmio). Oggi, l’unica speranza di poter riportare a legalitĂ  costituzionale l’ordinamento monetario, è riposta nell’iniziativa politica del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma purtroppo, il suo inizio di Governo rispetto alle aspettative e promesse elettorali di politica sovrana è alquanto deludente. Gli atti politici della neo Presidente Meloni, devono essere essenzialmente valutati sui temi di riforma monetaria ed economica: o continuitĂ  o innovazione! vie di mezzo non ce ne sono. Tutti i partiti che hanno governato finora la Nazione, sono stati dei traditori della Patria. Tra questi la palma spetta al Partito democratico il quale, in tutta la sua storia dalla nascita ad oggi (PC-PDS-DS-PD), non ha mai detto una sola parola di critica nei confronti di questo illegale e anticostituzionale, criminale paradigma monetario; non una legge, non una riforma, mai un dibattito su questo crimine. Solo ingannevoli proclami (la Costituzione piĂą bella del mondo, i sacri valori della resistenza) e fuorvianti retorici slogan sulla difesa della Costituzione e dei diritti sociali dei lavoratori e dei cittadini.
Partito di fatto, sempre schierato e asservito ai grandi usurai della moneta nonché referente e garante delle loro criminali politiche economiche, monetarie e bancarie ultraliberiste e mai schierato in difesa e a tutela dei diritti sociali e costituzionali di cittadini e lavoratori, diritti criminalmente e impunemente violati. Un partito che anche recentemente, dopo aver legiferato leggi e politiche liberticide anticostituzionali, dopo aver manganellato il dissenso vaccinale e oppresso e discriminato col green pass obbligatorio cittadini e lavoratori, ha avuto il coraggio di schierarsi e di ergersi a favore dei diritti sociali di libertà di orde di saccheggiatori di proprietà private e pubbliche, contestando i provvedimenti anti raves party e droga party varati dal Governo. Un partito che tace e protegge la grande usura e difende il diritto a saccheggiare e di drogarsi, non serve.
Lo Stato di povertĂ  e di miseria e usura bancaria e monetaria (in democrazia l’usura non può mai essere accettata come un dato di normale realtĂ ) è politicamente imputabile al consociativismo partitocratico di cui la sinistra è sempre stata il principale dominus di potere e di governo. (Governo D’Alema uno e due, Prodi uno e due, Amato due, Ciampi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte due, Draghi, con i Presidenti: Ciampi, Napolitano rieletto e Mattarella rieletto). Non male per un partito che statutariamente ha come ragione sociale la difesa dei diritti civili e costituzionali di uguaglianza e di giustizia sociale. 

Storicamente il valore nominale della moneta non ha mai indebitato nessuno, nel senso che fin dalla sua nascita (2.400 anni fa) il valore nominale della moneta è sempre stato di proprietĂ  del portatore. Lo spartiacque storico è avvenuto nel 1694 con la fondazione della Banca Centrale d’Inghilterra e con l’introduzione epocale sul mercato della banconota cartacea (sterlina carta). Col passaggio della moneta aurea alla banconota, non è avvenuto solo il cambiamento del simbolo merceologico del denaro (dal metallo alla carta) ma è avvenuto anche il cambiamento della natura giuridica del valore nominale della moneta, che da proprietĂ  del portatore è divenuto di proprietĂ  della Banca Centrale. L’Inghilterra, con la truffa del Gold Standard (un espediente per detenere la proprietĂ  della moneta all’atto della emissione), ha costruito l’impero del Commonwealth e con le rivoluzioni liberali massoniche inglesi e francesi, ha fatto cadere le grandi monarchie cattoliche per sostituirle con gli Stati costituzionali, denominati fintamente democratici, ma in realtĂ  usurocratici, in quanto, sono stati dotati dei tre classici poteri: legislativo, giudiziario ed esecutivo, ma non però del potere piĂą importante che è quello dell’emissione monetaria, senza il quale, non può esistere nessuna democrazia e indipendenza, potere posto in capo, invece, alle Banche Centrali private di loro proprietĂ . (Le Banche Centrali sono un portato degli Stati Costituzionali, prima non c’erano).

Questa è la grande truffa degli usurai della moneta. Una doppia truffa, semantica e monetaria. L’elemento criminale è evidente e manifesto.

Questa truffa è di sistema e quindi di una portata tale che può essere realizzata solo con l’adesione organica e la complicitĂ  di tutti i poteri reali dello Stato e della societĂ  civile. (un unicum criminale) senza l’appoggio di questi poteri, questa truffa non potrebbe essere consumata. Quindi, ancor piĂą criminali dei grandi usurai sono i poteri ingannatori e truffatori di popoli che questa truffa la garantiscono. Pertanto i poteri su cui poggia questa truffa, dispiace dirlo, sono: Magistratura, Presidente della Repubblica, tutta la politica (partiti) che controllano ferreamente l’Accademia, il sistema comunicativo dei media, i sindacati e gli Ordini corporativi professionali, i culti religiosi in primis il Papa e la Chiesa Cattolica, non a caso Ezra Pound, il primo intellettuale ad aver intuito e denunciato pubblicamente la grande truffa e usura monetaria, condannato per aver detto questa veritĂ  a 14 anni di manicomio criminale negli Stati Uniti, ebbe a condannare la Chiesa come una Istituzione complice che non si oppone piĂą all’usura.  
Per portare l’Italia nella moneta unica, sono stati compiuti atti istituzionalmente e legislativamente eversivi e criminali. Cedere la SovranitĂ  monetaria ad una banca sovranazionale (BCE) detenuta da azionisti privati (banca che non risponde a nessun controllo democratico art. 108 del Trattato di Lisbona è un atto non conforme alla nostra Costituzione. (la SovranitĂ  monetaria è un bene costituzionalmente tutelato). In sintesi:

l’Italia, come detto ha ceduto la potestĂ  di emissione a privati banchieri i quali, stampano la moneta dal nulla al costo di pochi centesimi di euro per tutti i tagli di banconote e la prestano al valore nominale gravato da interessi inestinguibili agli Stati e alle CollettivitĂ , lucrando il differenziale di valore tra il costo di emissione e il valore facciale delle banconote. Quindi, lo Stato italiano anzichĂ© emettere in proprio la moneta a costi irrisori, ha preferito cedere la SovranitĂ  monetaria a privati banchieri, per poi da questi prendere i soldi in prestito al pieno valore nominale gravato da interessi inestinguibili!! Interessi inestinguibili in quanto, se riduciamo a 100 tutta la moneta presente nel sistema (massa monetaria) gravata, supponiamo, da un tasso d’interesse del 10%, il sistema può restituire 100, mai i 10 euro dell’interesse, in quanto materialmente non esistenti. (Se non è un crimine questo, il crimine non esiste!)





COSA DOVREBBE FARE LA MELONI.

 Uscire dall’ Euro e non dall’Europa e tornare alla moneta nazionale (Lira?) Oppure a una moneta emessa non a debito:

1) Emettere una moneta parallela all’euro a circolazione interna, come molti Paesi dell’Unione hanno fatto da molto tempo.
All’Unione Europea aderiscono 27 Paesi, 8 dei quali dopo l’uscita dell’Inghilterra, (Svezia, Danimarca, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Romania) non hanno aderito alla moneta unica euro. [ LINK]

Mentre Austria, Belgio, Estonia, Germania (la Germania emette anche una moneta metallica da 5 euro), Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Slovacchia e Slovenia, hanno adottato o, mantenuto, la circolazione interna di una seconda moneta.

2) Emettere Biglietti di Stato tramite il Ministero del Tesoro e non emessi dalla Banca Centrale, come fecero Aldo  Moro e il Presidente Giuseppe Saragat con le vecchie 500 lire cartacee Legge n°171 del 31 marzo 1966;legge successivamente abrogata nel 1998 Governo Prodi, Presidente Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

3) Detestare e ripudiare il debito pubblico sovrano in quanto frutto di truffa.

4) Accreditare certificati di credito fiscale, aventi funzione di moneta senza aggravio sul debito pubblico.

5) Ricreare le principali SovranitĂ  nazionali industriali, compresa quella monetaria;

6) Bloccare in radice le speculazioni finanziarie non contemplate dalla Costituzione e sulle materie (come ad esempio gas ed energia);

7) combattere l’inflazione, monitorando l’andamento dei prezzi e bloccandoli, ove necessario, a tutela del consumo dei beni di primaria necessitĂ ;
8) Nazionalizzare le aziende strategiche nell’interesse economico della Nazione.

9) Riportare il modello economico a legalitĂ  costituzionale come disegnato dai nostri padri costituenti e la libera intrapresa privata alla funzione dell’interesse sociale come previsto dall’art. 42;
10) confiscare tutto il denaro sottratto illecitamente agli italiani, dai grandi usurai della moneta e del sistema bancario (furto del valore nominale all’atto della emissione);
11) processare i responsabili di questa truffa monetaria per alto tradimento art.90 della costituzione e art.li 243  e 241del codice penale; (l’art 241 cp punisce chi “salvo che il fatto costituisca piĂą grave reato, chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranitĂ  di uno stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza o l’unitĂ  dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a 12 anni, la pena è aggravata se commessa con violazione dei doveri inerenti con l’esercizio di funzioni pubbliche); La norma in esame è stata modificata con L. n°285 del 24-02 -2006. Nella previgente formulazione la parola “violenti” non era inserita ed il reato era punito con la morte (ergastolo ex lege). La privazione della sovranitĂ  nazionale è un fatto gravissimo sia se compiuta con la forza, sia con l’uso di una semplice penna. Ci si domanda se la modifica della fattispecie penale sia stata fatta appositamente al fine di consentire che le limitazioni di sovranitĂ  compiute in spregio degli articoli 1 e 11 della Costituzione, non fossero piĂą perseguibili. Con la modifica apportata all’art 241 cp è chiaro che la classe politica si è voluta cautelare dai reati legislativi che avrebbe commesso;   
12) Il presidente Meloni  dovrebbe porre fine allo scandaloso meccanismo di finanziamento dello Stato attraverso l’emissione dei titoli di debito intermediati dal sistema bancario e approvvigionarsi direttamente presso la BCE come fanno Francia e Germania, previsto dall’articolo 123 del trattato di Lisbona (TFUE – Trattato di Funzionamento Unione Europea) [LINK un regalo alle banche da 1000 miliardi]. Lo Stato Italiano in 15 anni avrebbe potuto risparmiare oltre 1000 miliardi, soldi sperperati, (regalati alle Banche) e chiedere il risarcimento del danno erariale causato da funzionari e organi e istituzionali corrotti (Corte dei Conti e Istituti di controllo e garanzia);
14) togliere la non trasferibilitĂ  agli assegni circolari e bancari di conto corrente.  (Parma, 13/11/2022)

Gian Fabrizio Pioli

Note storiche


Il primo Ministro inglese Margaret Thatcher nel suo ultimo discorso alla Camera dei Comuni nel 1990, ebbe a sostenere che “l’Inghilterra non avrebbe mai dovuto entrare a far parte dell’euro (e in questo è stata ascoltata) ma che il progetto in sé era una follia, un’astrusa costruzione politica che avrebbe portato solo dei guai: nell’euro vedeva un maligno che avrebbe potuto addirittura mettere a rischio la tenuta democratica del vecchio continente”.
Giulio
Tremonti: “una moneta unica fatta su misura di Berlino, mentre un Paese dopo l’altro vede profilarsi il fantasma della povertà certamente c’è da chiedersi se nella costruzione dell’euro non siano stati commessi molti, imperdonabili errori”.

Lucio Magri ontervento alla Camera dei deputati il 29/10/’92
sin occasione della approvazione del Trattato di
Maastricht: “Innanzitutto, il rifiuto di una Europa che nasca con un segno marcatamente autoritario. L’unità nazionale è nata in connessione con i primi passi della democrazia moderna; non vogliamo che l’unità continentale corrisponda al suo declino.
Ma è questo che sta accadendo, già nel modo in cui il trattato è stato discusso e definito — un accordo cioè tra Governi rispetto al quale i parlamenti nazionali possono solo dire «sì» o «no» —, ma ancora di più nella struttura di potere reale che l’accordo produce. I veri centri promotori e regolatori del processo di unificazione sono e saranno il consiglio delle banche centrali e l’integrazione delle strutture militari”.
“Si ratifica e si conclude un processo che durava da anni, che è un processo di trasferimento di potere non solo dallo Stato nazionale al livello sovranazionale, ma, attraverso questo, dalle istituzioni direttamente legittimate dalla sovranità popolare ad istituzioni politiche autonome o a puri poteri di fatto. Il ruolo di comparsa in cui è sempre più relegato il Parlamento europeo, proprio in quello che dovrebbe essere il passaggio dalla Comunità economica all’unione politica, simboleggia questa realtà rovesciata. E mi pare incomprensibile, anzi patetico, il discorso di chi vota il trattato augurandosi che si possa presto completarlo con istituzioni politiche democratiche: Maastricht va esattamente nella direzione contraria”.


Bettino Craxi: ”L’Europa per noi, come ho giĂ  avuto modo di dire, nella migliore delle ipotesi sarĂ  un limbo, nella peggiore delle ipotesi sarĂ  un inferno. E quindi bisogna riflettere su ciò che si sta facendo perchĂ© la cosa piĂą ragionevole di tutte era quella di richiedere e di pretendere, essendo noi un grande Paese -perchĂ© Se l’Italia ha bisogno dell’Europa, l’Europa ha bisogno dell’Italia” – pretendere la rinegoziazione dei parametri di Maastricht”.







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