Lo spettro del putinismo on line nell’assedio di Giuseppi a Elly


Giuliano Ferrara
Furbo, Conte ha insistito con le sue due carte principali: nuova politica estera e niente sostegno militare a Kyiv. E poi voto sul leader il più aperto possibile, e con una massiccia componente on line alle primarie del campo Lavrov
Furbo, Giuseppe Conte ha insistito con le sue due carte principali: nuova politica estera e niente sostegno militare a Kyiv, primo punto. E poi voto di coalizione sul leader il più aperto possibile, e con una massiccia componente on line alle primarie del campo Lavrov, come dice Pina Picierno. Dall’intervista di Schlein a Cerasa, un paio di settimane fa qui, sembrava che la via di cambiare di spalla al fucile fosse preclusa al capo dei grillini in virtù di una posizione solida del Pd, senza essere inutilmente rigida, pro Ucraina. Ma niente è davvero solido in una prospettiva di caccia al consenso facile. Ora si passa dunque dall’hardware delle armi negate al software delle combinazioni on line possibili per la costruzione di una vasta platea pacifista e rinunciataria. A tessere la tela di ragno dell’insoddisfazione per Schlein, Conte è abilissimo, fuori e dentro il Pd (dove ha in Goffredo Bettini il suo sulfureo inviato speciale). Elly ha fatto la faccia feroce in risposta, dicendo che ha più voti popolari lei di tutti gli altri messi assieme, giusto. Ma i voti che ora contano sono quelli preliminari, i voti delle primarie che devono dare la palma del candidato presidente del Consiglio, e qui si incontra la strizzatina d’occhio al putinismo on line. 4 OTT 26






